Il lavoro continua: sanificati i locali e richiamati i colleghi per garantire l’informazione Rai

Coronavirus alla Tgr Calabria: tutti in quarantena

La sede regionale della Rai a Cosenza

COSENZA – Un giornalista in servizio nella sede Rai della Calabria è risultato positivo al tampone effettuato per Coronavirus. Aveva qualche linea di febbre dopo essere rientrato dal nord Italia. È per questo motivo che è scattato il controllo tramite tampone, che ha avuto, appunto, esito positivo.

Pasqualino Pandullo

Nonostante la febbre, che permane, il giornalista è considerato in buone condizioni ed è attualmente sotto osservazione nel suo domicilio.
La sua positività ha, naturalmente, fatto avviare il protocollo di sicurezza nella sede Rai della Calabria, a Cosenza, dove colleghi e tecnici sono in quarantena a casa. Il periodo di quarantena per loro viene conteggiato dall’ultimo contatto avuto con il giornalista.Questa situazione ha messo la Tgr Rai Calabria in uno stato di emergenza. Il caporedattore centrale Pasqualino Pandullo ha dovuto sospendere il Tgr di ieri sera e annullare l’approfondimento mattutino di Buongiorno Regione.
I locali di tutta la sede di Cosenza sono stati sanificati nella notte e sono stati richiamati i colleghi che lavorano negli altri territori calabresi per condurre il telegiornale, il Gr e portare avanti il lavoro di redazione finché non sarà terminato il periodo di quarantena per i giornalisti in servizio nella redazione centrale.
Una situazione simile si era verificata, nei giorni scorsi, nella sede regionale della Puglia che, in attesa della sanificazione dei locali, ha mandato in onda le edizioni dei propri telegiornali in esterna.
«Anche in emergenza, dunque, in Calabria come in Puglia, – fa notare Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria nell’esprimere totale vicinanza ai colleghi – i giornalisti continuano a garantire un servizio di corretta informazione per il bene dei cittadini.
Anche loro, d’altronde, sono in trincea in questa che si configura sempre più come una guerra. Da combattere con il rispetto delle regole e la responsabilità al fianco della scienza». (giornalistitalia.it)

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