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Botta e risposta tra i sindacati e l’editore che pretende dai lavoratori l’apertura di un conto corrente “senza rivalsa”

Tre giorni di sciopero ad “Antenna Tre Nordest”

Thomas Panto

TREVISO – Tre giorni di sciopero ad Antennatre Nordest, oggi (venerdì 3 agosto), domani e lunedì 6 agosto,  “alla luce della mancata erogazione delle retribuzioni, del saldo degli stipendi 2011, dei buoni pasto e del mancato rispetto dell’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro”.
Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori, riunita a San Biagio di Callalta, 
che, esaminata la situazione aziendale, ha affidato a larghissima maggioranza alle Rsu e al Cdr un pacchetto di 3 giorni di sciopero. I lavoratori effettueranno l’astensione dal lavoro in coincidenza con i propri turni; pertanto chi è assente dal lavoro nelle giornate di lotta effettuerà lo sciopero al momento del rientro.
L’editore di AntennaTre Nordest, Thomas Panto, ha replicato all’annuncio, con una nota all’Ansa, ritenendo “già paradossale che un’azienda privata debba sostituirsi alle responsabilità delle amministrazioni pubbliche” aggiungendo che “non è accettabile la mancanza di collaborazione dimostrata di fronte ad una proposta che risolve i problemi di liquidità lamentati dai lavoratori”.
Ricordando che il bilancio di “Antennatre” nel 2011 ha evidenziato un Ebitda positivo per l’8,5%, Panto rileva che, tuttavia, “la grave lentezza delle amministrazioni pubbliche nel saldare i crediti che l’azienda vanta ha creato un problema di liquidità che l’azienda si è resa disponibile a risolvere con una linea di credito gratuita e garantita dall’azienda a favore di ciascun dipendente”.
“Questa soluzione – spiega l’editore – apprezzata e sottoscritta il 30 luglio nella sede della Provincia di Treviso, presenti i rappresentanti sindacali e l’assessore al lavoro, a distanza di soli 2 giorni viene ora rifiutata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. Peraltro anche l’assessore al lavoro aveva commentato che la proposta di Antennatre era innovativa”.
Alla replica di Thomas Panto è seguita una “lettera aperta” del Sindacato giornalisti del Veneto, guidato dal segretario Daniele Carlon, di 
Slc-Cgil 
Rsu e del Cdr di Antennatre Nordest-Free, con la quale i sindacati ritengono “ci sia stato un difetto nella comunicazione” sull’esito effettivo dell’incontro alla Provincia.
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Nel verbale di riunione e non di accordo, le parti – sottolineano le rappresentanze sindacali – hanno sottoscritto le dichiarazioni fatte in sede istituzionale. Ribadiamo che nessun accordo tra le parti poteva essere sottoscritto in quella sede!”.
Le organizzazioni sindacali, infatti, “si sono impegnate a esporre ai lavoratori le condizioni della proposta chiedendo che l’azienda inviasse preventivamente un comunicato scritto a tutti i dipendenti. Così è stato, se non fosse che la comunicazione dell’amministratore delegato si è rivelata insufficiente al punto da costringere i lavoratori, singolarmente,  a fare  quella che lei ha definito «dietrologia finanziaria». Nella mail del dott. Barcella e nella successiva dell’ufficio del personale non è stata allegata alcuna proposta, non ci sono i termini (neppure accennati), non c’è alcun riferimento sulla garanzia prestata dall’azienda”.
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Il punto della questione – aggiungono i sindacati – è semplice: per risolvere la mancata erogazione degli stipendi, l’azienda dice di garantire ai 78 dipendenti una linea di fido fino a un massimo di 10.000 euro, ovvero fino a concorrenza del credito vantato nei confronti dell’azienda. Per ottenere ciò i 78 dipendenti dovrebbero aprire un conto corrente presso la Banca di Treviso la quale esclude la possibilità di inserire nel contratto la clausola di non rivalsa nei confronti del correntista”.
“Tale circostanza – si fa rilevare nella lettera aperta – non può essere accettata dai lavoratori né tanto meno dalle organizzazioni sindacali. 
Nessun dubbio sul fatto che l’operazione possa essere gratuita per i lavoratori; al contrario dubitiamo che la linea di credito possa essere garantita dall’azienda. Così fosse l’Azienda non avrebbe bisogno di farsi «sostituire» dai lavoratori.
 E’ per questo motivo che i lavoratori a larghissima maggioranza rifiutano la proposta che non può essere avallata dalle organizzazioni sindacali”.
All’editore di Antennatre Nordest, il quale sostiene che “è già paradossale che un’azienda privata debba sostituirsi alle responsabilità delle amministrazioni pubbliche”; i lavoratori rispondono: “per noi è paradossale il fatto che l’azienda intenta risolvere la sua questione di liquidità scaricando il debito sui lavoratori”.
Quanto alla presunta mancanza di collaborazione, i rappresentanti sindacali ricordano a Thomas Panto “le innumerevoli occasioni in cui è stato sollecitato a confrontarsi con i lavoratori. Ci ha chiesto di «remare» assieme a lei e lo abbiamo fatto. Ora, però, è stato superato un limite: quello del rispetto per i suoi lavoratori che si sono rimboccati le maniche e che fino ad oggi non hanno mai fatto mancare il loro apporto. Questo sì, per lei, a costo zero”.
Piena solidarietà ai lavoratori di Antennatre Nordest è stata espressa, infine, dall’Ordine regionale dei giornalisti del Veneto, fortemente preoccupato per la situazione e il futuro dei lavoratori. L’Ordine dei giornalisti presieduto da Gianluca Amadori “assicura il proprio costante e attivo interessamento agli sviluppi della vertenza e 
auspica che l’astensione dal lavoro porti al più presto alla ripresa della trattativa e a un esito che risponda pienamente alle giuste richieste dei lavoratori”.

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