Anno XI numero

Manifesto
Convenzioni
Contratti

Modulistica e Informazioni

Modulistica
Modulistica
Modulistica
Modulistica
Varie
Agenda2018

Gelosie, invidie e attacchi strumentali hanno la meglio: il presidente dell’Inpgi getta la spugna

Andrea Camporese rinuncia al Cda di Terna

Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi e dell’Adepp

ROMA – Invidie e gelosie, alla fine, hanno avuto la meglio. E, per porre fine ad attacchi strumentali e chiacchiericcio, Andrea Camporese ha deciso di lasciare il Consiglio d’amministrazione di Terna. “Conflitto d’interessi”, aveva gridato qualcuno. “Grande opportunità”, avevamo risposto in tanti. Alla fine, però, con un grande gesto, degno dei grandi uomini, Andrea Camporese ha deciso di rinunciare alla nomina.
“Ringrazio i tanti colleghi che con stima, fiducia e affetto mi hanno convinto ad accettare di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione di Terna”, ha scritto oggi Camporese in una lettera ai componenti del Consiglio di amministrazione, del Consiglio Generale e del Comitato amministratore della Gestione Separata dell’Inpgi, l’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani, che mai nessuno è riuscito ad amministrare con saggezza, competenza, professionalità e trasparenza, come sta facendo lui. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Nonostante la difficile congiuntura economica del settore dell’informazione, e le conseguenze per l’occupazione giornalistica, l’Inpgi ha, infatti, chiuso il bilancio 2010 in attivo di quasi 68 milioni di euro, con un rendimento del patrimonio mobiliare superiore al 9% netto.
Un risultato, che si somma ai molti altri ottenuti in tre anni di mandato, determinato dal lavoro positivo dei dipendenti dell’Istituto e dall’impegno degli amministratori e, naturalmente, del presidente Andrea Camporese. Un amministratore al quale, già lo scorso anno, era stato tributato l’alto riconoscimento della presidenza dell’Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali che riunisce 20 Casse rappresentative di quasi 2 milioni di iscritti.
Un giornalista vero che, a 42 anni, vanta una stimata carriera di giornalista culminata nella nomina a vice caporedattore della sede regionale della Rai di Venezia. Un giornalista che si è sempre speso per i colleghi e per l’intera categoria, da segretario del Sindacato dei Giornalisti del Veneto, così come da vice presidente della Casagit, prima di approdare all’Inpgi conquistando la fiducia e la stima di tutti.
Nella sua lettera di oggi, Andrea Camporese, ricordando che la nomina nel Cda di Terna è “una designazione di prestigio che costituisce un onore per l’uomo e, a mio giudizio, anche un riconoscimento del valore della professione”, ringrazia in particolare il Cda dell’Inpgi “per la coesione e l’appoggio dimostrati in ogni occasione, presupposto essenziale di tante future azioni a sostegno della categoria”. Quindi, prende atto che “per le più diverse ragioni mi vengono, però, sollevati alcuni dubbi e perplessità”.
Da qui la scelta: “Di fronte anche al più lontano sussurro, decido di porre fine ad una questione, lasciando il Cda di Terna, che rischia di divenire sgradevole e contraria al bene comune. Il mio impegno a favore dell’Inpgi, dell’Adepp e di ogni singolo collega, in particolare sul versante dell’autonomia, del welfare, del precariato e di una visione innovatrice, sarà ancor più incisivo. E così sarebbe stato se fossi rimasto nel Consiglio di Terna”.
Un vero peccato. Un’opportunità gettata al vento dalla categoria dei giornalisti che, ancora una volta, dimostra di non saper discernere il valore dalla “concessione” o dal “favore”. E nel caso di Andrea Camporese il “valore” dell’uomo e del professionista avrebbero, davvero, potuto far registrare importanti punti a favore della categoria nel confronto con il mondo “che conta”. Quel mondo che, purtroppo, è distante anni luce da una categoria che, purtroppo spesso, non riesce a trovare neppure validi interlocutori nei “palazzi”, se non per ricevere gratuiti insulti.
Il Gruppo Terna, ricordiamo, è il primo operatore indipendente in Europa e settimo al mondo per chilometri di linee gestiti e principale proprietario della Rete di trasmissione Nazionale di energia elettrica con oltre 62 mila chilometri di linee in Alta tensione su tutto il territorio italiano.
Ha la responsabilità, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, della trasmissione e del dispacciamento dell’energia e quindi della gestione in sicurezza dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica in Italia. Il Gruppo Terna è una realtà di eccellenza italiana, con oltre 3500 professionisti impegnati quotidianamente nella sicurezza del sistema elettrico nazionale. La Società è responsabile della programmazione, dello sviluppo e della manutenzione della Rete, coniugando competenze, tecnologie e innovazione in linea con le best practices internazionali.
Nel Cda del gruppo Terna c’era, finalmente, un giornalista dalla schiena dritta. Un galantuomo che ha preferito mettersi da parte per porre fine anche al più piccolo, strumentale, starnuto. Peccato. Abbiamo sprecato una grande occasione.

CHI E’ ANDREA CAMPORESE

Nato a Cadoneghe (PD) il 22 settembre 1968, si è laureato in Filosofia all’Università Statale di Padova. Giornalista professionista dal 1997, da aprile 2008 è presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Giornalisti Italiani  e dal luglio 2010 presidente dell’Associazione degli Enti Previdenziali Privatizzati. Fin dal 2001 ha ricoperto diversi incarichi di redazione presso Rai e dal 2005 nella qualità di Vice Capo redattore, incarico per il quale attualmente è in aspettativa.
Ha ricoperto incarichi istituzionali di crescente responsabilità, fin dal 1989, quale componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Stampa Padovana e, dal 1990, del Sindacato Giornalisti del Veneto presso il quale, dal 1995, ha assunto il ruolo di vice segretario e, dal 2003 fino al 2005, di segretario. Dal 1992 al 2006 componente del Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale Stampa Italiana e dal 2006 al 2008 vice presidente della Cassa Autonoma Assistenza Integrativa Giornalisti Italiani. Diverse le collaborazioni giornalistiche fin dal 1987 al 2006 presso il Gruppo Espresso-Finegil e dal 1992 al 1995 presso altre importanti testate.

I commenti sono chiusi.