Nel borgo di San Pietro Apostolo, in Calabria, nel ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa

Premio Kerasion a Paola La Salvia e Vittorio Gazale

Vittorio Gazale e Paola La Salvia vincitori del Premio Kerasion Carlo Alberto Dalla Chiesa

SAN PIETRO APOSTOLO (Catanzaro) – Ci sono premi letterari che celebrano un libro e altri che, attraverso un libro, riconoscono soprattutto il valore di un impegno civile. È questo il significato più profondo del “Premio Kerasion – Carlo Alberto Dalla Chiesa” a Paola La Salvia, tenente colonnello della Guardia di Finanza, per il saggio “I Malacarni” (Gambini) e a Vittorio Gazale per il suo “Nell’interesse dello Stato – L’Isola dell’Asinara tra Parco Nazionale, brigate rosse e Cosa nostra” (Solferino Editore).

Il Premio Kerasion 2026

La cerimonia di premiazione si è svolta, ieri sera, nella suggestiva cornice di Piazza Roma del borgo di San Pietro Apostolo, in Calabria, davanti a un pubblico numerosissimo, nell’ambito della rassegna culturale “Letture nel Borgo”, appuntamento organizzato dall’Amministrazione Comunale che, negli anni, ha trasformato il piccolo centro della Presila catanzarese in un luogo di incontro tra libri, memoria, cultura e impegno civile.
La Giuria di qualità è stata presieduta dal giornalista Vinicio Leonetti, mentre un posto di rilievo è riservato al Premio Kerasion – Carlo Alberto Dalla Chiesa, la cui responsabile è Simona Dalla Chiesa, riconoscimento destinato all’opera che più delle altre abbia contribuito a promuovere la cultura dell’antimafia. È proprio questo il Premio, destinato ad opere di narrativa, saggistica e poesia, per l’edizione 2026 è stato assegnato ex aequo a Paola La Salvia e Vittorio Gazale.

Tra i riconoscimenti del Kerasion, quello intitolato al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa conserva naturalmente un significato molto particolare. Non soltanto per il nome che porta, ma per la finalità che ne ispira l’assegnazione: “Premiare un’opera capace di contribuire alla diffusione della cultura dell’antimafia, della legalità e della responsabilità civile”.
A consegnare il riconoscimento al tenente colonnello della Guardia di Finanza Paola La Salvia è stata Simona Dalla Chiesa, in un momento particolarmente intenso della serata. Il nome del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa continua dunque a rappresentare, a oltre quarant’anni dal suo assassinio, una delle testimonianze più alte del servizio reso allo Stato nella lotta alla criminalità organizzata.
Prefetto di Palermo, Generale dei Carabinieri, uomo delle istituzioni, Dalla Chiesa pagò con la vita, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo, la scelta di contrastare senza arretrare il potere mafioso.
Ed è proprio attorno al valore della memoria e della conoscenza che si sviluppa una parte importante del lavoro di Paola La Salvia.

I Malacarni racconta, infatti, la mafia andando oltre la sua rappresentazione tradizionale. La descrive non soltanto come fenomeno criminale, ma anche come fenomeno economico e sociale, capace di trasformarsi, attraversare i confini, inserirsi nei mercati legali, utilizzare professionisti, imprese e nuove tecnologie e costruire relazioni sempre meno visibili e proprio per questo più insidiose. Nelle pagine del libro c’è anche la memoria degli uomini e delle donne che alla criminalità organizzata si sono opposti, spesso pagando il prezzo più alto. Tra queste figure c’è anche Carlo Alberto Dalla Chiesa, richiamato come esempio di dedizione alle istituzioni e di una legalità vissuta non come principio astratto, ma come responsabilità quotidiana.
«Ricevere un premio che porta il nome del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – ha commentato Paola La Salvia – è per me un onore immenso e ha un significato che va molto oltre il riconoscimento al mio libro.

Paola La Salvia premiata ieri sera sul palco di San Paolo Apostolo

La cultura della legalità deve cominciare soprattutto dai giovani, nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità. I nostri ragazzi devono conoscere che cosa sono le mafie, quali effetti producono sulla società e sull’economia, ma soprattutto devono conoscere le storie di coloro che hanno dedicato e, in alcuni casi, sacrificato la propria vita per combatterle. Sono questi gli esempi di cui le nuove generazioni hanno bisogno».

Paola La Salvia

Parole che spiegano anche perché il Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa trovi nel libro “I Malacarni” una particolare coerenza con la propria missione. Paola La Salvia, ufficiale superiore della Guardia di Finanza, analista criminale, docente e autrice, da anni affianca all’attività professionale un intenso lavoro di divulgazione sui temi della criminalità organizzata, del riciclaggio e della tutela dell’economia, con una particolare attenzione alla necessità di costruire consapevolezza nelle nuove generazioni.
Ed è forse proprio questo il punto di incontro più significativo tra un libro che analizza la trasformazione contemporanea delle mafie e il nome di Carlo Alberto Dalla Chiesa: la convinzione che il contrasto alla criminalità non possa essere affidato soltanto alla repressione, ma debba passare anche attraverso la conoscenza, l’educazione e la formazione di una coscienza civile.

Vinicio Leonetti, presidente della Giuria

In Piazza Roma, nel cuore di un piccolo borgo calabrese, il Premio Kerasion ha così legato ancora una volta letteratura e memoria.
E lo ha fatto affidando al nome di Carlo Alberto Dalla Chiesa un messaggio che conserva intatta la sua forza: ricordare chi ha combattuto la mafia significa non consegnarne il sacrificio soltanto alla storia, ma trasformarlo in un patrimonio vivo da trasmettere alle generazioni che verranno. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

 

 

I PREMI KERASION 2026

PREMIO CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
– “I Malacarni” di Paola La Salvia (Gambini)
– “Nell’interesse dello Stato” di Vittorio Gazale (Solferino).
Menzioni Premio Dalla Chiesa
– “La devianza minorile” di Giusy Calabró (Rubbettino)
– “Tracce di verità” di Gianni Palagonia (Multiverso)
– “Il divo Andreotti” di Raffaele Florio (Libritalia)

PREMIO NARRATIVA
– “Memory Girl” di Anna Praderio (Gallucci)
– “Stiamo Strette” di Collettivo Strettese (Città del Sole)
– “Tutto il tempo che manca” di Luigi Combariati (Robin)
Menzioni narrativa
– “Ecco l’anima del luogo” di Gregorio Corigliano (Albatros)
– “Eleonora” di Luciano Prestia e Mariangela Preta (Libritalia)
– “Piccoli Indizi di morte” di Alessandro Ferranti (Salani)
– “La moglie del fascista” di Roberta De Santis (Piemme)
– “Calura” di Saverio Gangemi (Rubbettino)

PREMIO SAGGISTICA
– “Lidia Poët e le prime avvocate” di Alberto Nicòtina (Bollati Boringhieri)
– “Senza Sconzu” di Domenico De Luca (Officine editoriali di Cleto)
– “Catanzaro” di Domenico Montuoro (Rubbettino)
Menzioni saggistica
– “Storie e memorie di un borgo marinaro” di Antonio Lalia (Libritalia)

PREMIO POESIA
– “Hester Panim” di Francesco G. Tigani (Transeuropa)
– “Sortilegi” di Elena Serio (La Gru Edizioni)
– “Il potere dell’Apocalisse”  di Angela Kosta (Kubera)
Menzioni poesia
– “Tutto il deserto amore” di Davide Parma (PuntoAcapo)

PREMIO IN RICORDO DI LUCIO BATTISTI
– “Siamo tutti figli di Battisti” di Tony Cicco (Arcana)

PREMIO PER MERITI LETTERARI
– “L’Avventura di Karl: I custodi di Xylos” di Pierluigi Rotella (La rondine)

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