Anno IX numero
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Francesco Mobilio, che vive e lavora a Vibo Valentia, non è nuovo alle intimidazioni

Bruciano l’auto alla compagna del giornalista

L’auto della compagna di Francesco Mobilio distrutta dall’incendio

VIBO VALENTIA – È stata completamente distrutta dalle fiamme l’automobile di una insegnante di Vibo Valentia, C.C., compagna del giornalista del Quotidiano del Sud Francesco Mobilio. Purtroppo non nuovo ad episodi che, come quello avvenuto la scorsa notte ai danni dell’autovettura della sua compagna, appaiono come vere e proprie intimidazioni.
Non a caso sull’incendio che ha distrutto l’intero vano motore della Peugeot 207, parcheggiata, tra l’altro, nella centralissima piazza Michele Morelli della città calabrese, indaga la Squadra Mobile di Vibo.
Utili agli investigatori, a cui la compagna di Francesco Mobilio ha presentato denuncia, si spera siano i filmati delle telecamere delle attività commerciali presenti nella piazza.
È opportuno ricordare che, in passato, il giornalista della redazione vibonese del Quotidiano del Sud aveva subìto un simile “avvertimento” ed aveva anche ricevuto, in un paio di occasioni, una busta con proiettili e messaggi minatori.
«A Francesco Mobilio e alla sua compagna va la piena solidarietà del Sindacato Giornalisti della Calabria e della Fnsi – affermano Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del sindacato calabrese, e Michele Albanese, responsabile Fnsi per la legalità – che sono e saranno sempre al fianco dei colleghi in momenti delicati e drammatici come quello che, certamente, sta vivendo Francesco».
«Aldilà del pesante danno materiale – sottolineano Parisi e Albanese – è, però, importante ribadire che non saranno le intimidazioni a vincere sullo spirito di servizio del bravo giornalista e sul diritto-dovere di informare la comunità. Diritto di sapere, per la gente, dovere di raccontare la verità, per i cronisti. In Calabria, come altrove».
«Ciò che ci auguriamo – incalzano Parisi e Albanese – è che le forze dell’ordine facciano piena luce sull’accaduto ed assicurino quanto prima alla giustizia i responsabili del vile gesto». (giornalistitalia.it)

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