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Agenda2018

Il direttore “sconcertato” dalle dichiarazioni del senatore: “C’è un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza”

L’Ora, Luciano Regolo: “Gentile sarebbe la vittima?”

Antonio Gentile

Luciano Regolo

COSENZA – Leggo con sconcerto le dichiarazioni del senatore Tonino Gentile riguardo all’Oragate. Continua a definirsi vittima di un “progetto specifico” per le dimissioni da sottosegretario, pensando forse che a causa della cessazione delle pubblicazioni del quotidiano che dirigo non si levi più la voce nel ribadire la verità e quindi sia più facile intorbidare le acque.
Il senatore dimentica che è stata aperta un’inchiesta della Procura di Cosenza su Umberto De Rose, che parlava in quei 16 minuti di telefonata da brivido a nome e per conto della sua famiglia, ma anche sul figlio stesso, Andrea Gentile, protagonista della notizia che si intendeva censurare.
L’accusa è “violenza privata” ai danni del sottoscritto e dell’allora editore, Alfredo Citrigno. Dimentica altresì lo scambio di sms tra Andrea Gentile e Alfredo Citrigno, e  quello tra quest’ultimo e De Rose, il quale documenta che effettivamente lo stampatore e presidente di Fincalabra era in contatto con Gentile jr, al punto da sapere in tempo reale che Citrigno non stesse rispondendo al telefono.
Le dimissioni di Tonino Gentile furono dovute semplicemente al fatto che – al di là delle responsabilità penali che andranno valutate dalla magistratura – eticamente sarebbe stato inaccettabile che un soggetto a nome del quale era stata compiuta una gravissima violazione della libertà di stampa entrasse a far parte del governo o che si andasse a consolidare il potere di una famiglia già fin troppo potente in Calabria – per quanto risulta da quella oscura telefonata – dal momento che suo fratello Pino Gentile è assessore regionale alle infrastrutture, lo stesso settore di cui lui era stato nominato sottosegretario.
Il senatore Gentile non ha mai pubblicamente preso le distanze dalle parole di De Rose che in quella notte dell’Oragate disse di porsi come suo garante e molto esplicitamente annunciò che se non si fosse tolta la notizia relativa ad Andrea Gentile, il cinghiale ferito avrebbe ammazzato tutti, tanto più che, scandì al telefono lo stampatore, la notte tra il 18 e il 19 febbraio, Tonino stava per diventare sottosegretario.
Quindi se ritiene che sia De Rose l’autore del progetto specifico ai suoi danni (con il concorso di suo figlio che chiamò quella sera anche Citrigno per ringraziarlo di quanto avrebbe fatto, ossia convincermi a togliere la notizia che lo riguardava) lo dica, ce lo spieghi. Oppure quereli De Rose che parlava a suo nome se l’ha fatto indebitamente. Forse ha intenzione di farlo, altrimenti basta confondere le acque o attaccare tra le righe una testata che sta subendo una serie di vessazioni da noi denunciate oggi, anche alla presenza del segretario regionale del Sindacato giornalisti e vicesegretario nazionale della Fnsi, Carlo Parisi.
La verità è che sia il senatore, sia Scopelliti di cui Gentile caldeggia l’elezione alle europee, hanno tollerato e anzi difeso la permanenza di De Rose ai vertici della finanziaria regionale, così come è verità che anche la Procura di Catanzaro ha aperto un’inchiesta sul rapporto di consulenza apertosi tra Fincalabra e Andrea Gentile, e sull’assunzione  a Fincalabra di Lory Gentile, l’altra figlia del senatore.

Luciano Regolo
Direttore dell’Ora

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