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Agenda2018

Il commento del segretario della Fnsi: “Risalta l’indeterminatezza del Sistema Integrato delle Comunicazioni. C’è molto da fare”

Agcom, Siddi: “Relazione moderata, ma i problemi sono immensi”

Franco Siddi, segretario generale della Fnsi

ROMA – Neanche una moderata relazione del Presidente dell’Autorità delle Garanzie delle Comunicazioni (Agcom), Angelo Marcello Cardani, al suo primo appuntamento annuale dopo l’incarico di un anno fa, ha potuto attenuare le gravi criticità di un sistema alle prese con un quadro normativo disastrato e con una condizione economica difficile.
In questo contesto risalta, senza più ombre di dubbi, l’indeterminatezza del cosiddetto Sic (Sistema Integrato delle Comunicazioni) su cui considerare le posizioni dominanti e il reale peso delle concentrazioni.
Evidenti anche i limiti della stessa Autorità che annuncia, ora, l’intenzione di “avviare a breve l’analisi dei singoli mercati del Sic per la verifica delle eventuali posizioni dominanti e del loro effetto sulla concorrenza e del pluralismo”. I buoi sono già scappati. Speriamo che la verifica sia comunque a breve e che il legislatore corregga in fretta la Gasparri e altre leggi che le posizioni le favoriscono e non solo le tollerano.
Certo, altre riflessioni vanno fatte sull’evidenza, ribadita dall’Agcom, che Sky è diventato il primo “broadcaster” nazionale per ricavi, relegando la Rai al terzo posto dopo anche Mediaset.
Quanto alla carta stampata, solo conferme per la crisi e note di evidenza per la necessità di ammodernamento e sviluppo integrato dei media.
Interessanti, infine, le osservazioni sul diritto d’autore, compreso quello online. Il confronto è necessario per migliorare e per dare un senso, riconoscendone il valore, ai contenuti editoriali, frutto dell’ingegno professionale, che non possono essere ‘aggregati’ da nessun colosso tecnologico e finanziario per il proprio esclusivo giro di affari.
Nessuno confonda, perciò, la moderatezza della relazione del professor Cardani come una semplice registrazione documentale riferendo che nulla, o quasi, debba essere fatto. Per rinnovare e rendere vitale il nostro Paese nel tempo della società dell’informazione e dell’esigenza di liberarne le risorse democratiche, prima ancora di quelle economiche e finanziarie, occorre non perdere più tempo e affrontare il tema delle indispensabili correzioni e riforme. Chi non lo farà sarà il vero colpevole di nuovi ritardi nello sviluppo del Paese e di nuove disuguaglianze sul piano dei diritti civili ed economici.

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