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Lettera aperta del giornalista crotonese Bruno Palermo che rispedisce al mittente il sedicente “Rimborso Imu 2012”

Berlusconi scrive a mio padre morto 26 anni fa

Bruno Palermo

Silvio Berlusconi

Signor Silvio Berlusconi,
trovo che all’indecenza davvero non ci sia più limite e argine. Lei ha inviato la lettera “Rimborso Imu 2012” a mio padre, Domenico Palermo.
Vede signor Berlusconi, mio padre è deceduto 26 anni fa, quando ne aveva 67.
Prima di lasciare questo mondo ha sposato mia madre ed è diventato papà di undici figli. Faceva il muratore, lavorava saltuariamente, ma è sempre stato una persona onesta e un lavoratore infaticabile. Perché sa, la gente normale “lavora” per mantenere sé e la sua famiglia; e il lavoro fa invecchiare, talvolta consuma.
Io che le scrivo, sono l’ultimo degli undici figli e per fortuna nessuno di noi, nonostante la fame patita e i bisogni che avevamo, ha intrapreso una “carriera” da ‘ndranghetista o delinquente. Siamo come mio padre e mia madre, lavoratori onesti e con grande dignità. Se mio padre fosse stato ancora in vita, alla visione della lettera sarebbe salito sul primo treno, e si sarebbe fatto mille chilometri per raggiungere i cancelli di Arcore e lanciargliela dietro la “sua” lettera.
Lui non c’è più, e allora glielo chiedo io: come si permette, signor Berlusconi, di importunare persone di cui non conosce niente, la storia politica, quella familiare? Chi la autorizza a mortificare la memoria di mio padre, un uomo che si sarebbe fatto tatuare falce e martello a fuoco sulla pelle, uno che alle elezioni: “in casa mia entrano solo volantini del Partito Comunista”.
Lei non ha la minima idea di chi fosse mio padre, e ha talmente tanto rispetto nei suoi confronti da non sapere neppure che è morto 26 anni fa; eppure ha avuto la faccia tosta di inviargli una lettera di propaganda elettorale. Ma come dicevo, all’indecenza non c’è limite.
Per cui, signor Berlusconi, si riprenda la sua lettera, falsa e offensiva, e ne faccia l’uso che suggeriva Totò. Perché se c’è una cosa che ci conforta nel pensare alla dipartita di nostro padre, è che almeno la morte gli ha impedito di subire i governi Berlusconi, e di assistere allo scempio che il berlusconismo ha fatto del nostro Paese. Almeno questo se l’è risparmiato.
A non risentirla mai più.

Bruno Palermo
giornalista professionista, Crotone

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