
Augusto Minzolini
ROMA – Famiglia Cristiana va all’attacco del “Tg1 punitivo del direttorissimo”, dopo l’annuncio dato dal suo direttore, Augusto Minzolini, di voler creare una rubrica contro gli “svarioni” e le “faziosità” dei colleghi giornalisti.
“Sotto tiro da sinistra per la sua vocazione a insaponare gli spigoli o renderli più aguzzi, secondo convenienza politica, il direttore del Tg1 sta per passare all’offensiva”, scrive Giorgio Vecchiato, in un articolo pubblicato sul sito internet del settimanale edito dai Periodici San Paolo. “Ci sono giornali – afferma Vecchiato – che lo attaccano, perché troppo berlusconiano? Bene, dice Augusto Minzolini: Risponderemo con Media, una rubrica di un minuto che, all’interno del Tg, monitorerà cantonate e faziosità dei colleghi”.Messa così, sembra una faccenda di dispetti reciproci. O meglio, una caccia allo svarione altrui come replica ad accuse che, fondate o eccessive che siano, contengono pur sempre una motivazione seria. Ma questa è solo la superficie. Se appena si scava un po’ più a fondo, viene fuori una materia che dà odori poco gradevoli. Per due motivi. Primo, non si può rispondere ai colpi di fionda con un cannone. C’è una bella differenza fra i quattro aficionados che leggono un quotidiano e i milioni di cittadini che seguono la tv. Buon gusto e senso della misura indurrebbero quindi a starsene quieti. Secondo, e più importante, il Tg1 non è proprietà di Minzolini. E’, o dovrebbe essere, una espressione primaria del servizio pubblico. Servirsene per sfoghi privati non è solo poco elegante. E’ inammissibile”.
Si dà poi il fatto che, proprio all’interno del Tg da lui guidato – prosegue Vecchiato – i contestatori di Minzolini siano parecchi.
Probabilmente si faranno sentire esponendosi anch’essi, secondo la logica direttoriale, al rischio di vedersi rinfacciare “cantonate e faziosità”. A proposito delle quali esistono in verità dei precedenti, ma non nel senso teorizzato da Minzolini. Avevano come titolo Stupidario e consistevano appunto in una rassegna di quelle scemenze che un buon giornalista dovrebbe saper evitare. Ma erano duelli di sapore bonario, oggi a me e domani a te. E comunque ad armi pari. Niente di paragonabile ai trucibaldi intenti del Tg1 (ammesso, e sarebbe male, che l’idea vada davvero in porto)”.
“Si dirà: ma anche David Letterman, guru dell’ironia, si serve del video per sbeffeggiare la stampa. Beh, non è così. In uno dei suoi spazi si leggono bensì notiziole e annunci stravaganti, pubblicati in remoti angoli dell’America. Ma solo per far ridere gli spettatori. Nessun intento punitivo, e tanto meno di rivalsa. Figuriamoci poi se uno come Letterman scenderebbe a duelli con testate locali, di infima diffusione rispetto alla tv. Se lo guardi, il bravo Minzolini. Gli servirà”.
















