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La vicenda della giornalista somala violentata in redazione, arrestata, licenziata ed ora in cerca di una vera libertà

Fnsi, 8 marzo nel nome di Fadumo Abdulkadir Hassan

Mimma Iorio

Il convegno di ieri nella sala “Tobagi” della Fnsi a Roma

ROMA – La vicenda di Fadumo Abdulkadir Hassan, la giornalista somala violentata in redazione, arrestata, licenziata e ora in cerca di una vera libertà, è l’emblema di una condizione drammatica per tutti gli operatori del settore e per i diritti civili e umani in Somalia e nel mondo.
La testimonianza portata ieri al centro dell’incontro promosso, a Roma nella Sala Tobagi, dalla Commissione pari opportunità (Cpo) della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, unitamente a quella di Radio Shabelle (pestaggio e chiusura raccontata dal suo direttore Abdi Mohamud Ismail) sono le evidenze più gravi, e conosciute anche fuori dal continente africano, di un allarme che richiede attenzioni e risposte a tutta la comunità internazionale.
L’incontro della Fnsi ha acceso le luci sulle violenze alle donne e all’informazione – nell’ambito della ricorrenza dell’8 marzo – e ha aperto un canale di attenzione e iniziative specifiche sul caso Somalia. La presenza e gli interventi del vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, dell’ambasciatore italiano a Nairobi con delega alla Somalia, Andrea Mazzella, nonché, fra gli altri, della consigliera nazionale di Parità, Alessandra Servidori, di Graziella Rivitti, del ministero dello Sviluppo Economico, di Maria Andaloro, promotrice della campagna “Posto occupato”, di Silvia Guberti, capitano degli alpini del “Female Engagement Team” in Afghanistan nel 2010, di Mimma Iorio, direttore generale Inpgi.
Di grande significato è certamente l’azione avviata dal ministero degli Esteri, per il quale il vice ministro Pistelli è stato portavoce di linee guida e di impegno specifico molto concreti, a partire dal sostegno a Fadumo e ai giornalisti che portano su di sé le sofferenze delle violenze ed esprimono con coraggio una denuncia che chiama solidarietà. Da qui l’impegno a rafforzare ulteriormente la cooperazione italiana all’insegna della linea delle 3P: prevenire, punire, proteggere.
La Federazione Nazionale della Stampa, intervenuta con la presidente e la coordinatrice della Cpo, Lucia Visca e Donatella Alfonso, il segretario generale e il presidente del sindacato, Franco Siddi (anche a nome della Federazione Internazionale Ifj) e Giovanni Rossi e la vice segretaria Daniela Stigliano, ha manifestato grande preoccupazione per la sorte della collega Fadumo vittima di violenze, oggi ancora esposta a gravissimi rischi personali per la vita, priva di lavoro eppure tesa a coltivare la speranza di futuro.
Piena conferma da parte della Fnsi di un’attività solidale in Italia perché i media e la comunità civile e istituzionale aumentino l’attenzione e la capacità di sostegno per una Somalia liberata dai soprusi e dalle prepotenze. La rete di collegamento con i media italiani sarà rafforzata e allo stesso tempo sarà rinvigorito il raccordo con gli ambiti istituzionali e politici nazionali e internazionali per una rete di tutele alle giornaliste e a tutti coloro che si battono per la libertà di informazione, di culto e di idee nel Paese. La solidarietà della Fnsi, con le colleghe e i colleghi, ha inoltre un carattere permanente con la partecipazione a tutti i programmi lanciati in questa direzione dalla Federazione internazionale (Ifj), di cui il sindacato italiano dei giornalisti è parte integrante e attiva.

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