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La lettera, firmata dalla Federazione Anarchica Informale, per la Procura è attendibile. Pietre contro un’auto del giornale

Pacco bomba a La Stampa: lo rivendica la Fai

L’auto de La Stampa colpita dai sanpietrini

TORINO – E’ stato rivendicato dalla Fai con una lettera recapitata alla redazione del Secolo XIX l’attentato dinamitardo tentato due giorni fa alla redazione del giornale “La Stampa” di Torino. La missiva è firmata dal Fai/Fri, Federazione Anarchico Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale, per la Procura è attendibile.
Un “noto fogliaccio, sempre in prima linea nell’avvalorare le ricostruzioni di carabinieri e polizia soprattutto quando si tratta di colpire individui attivi nella guerra allo Stato”. Così la Fai, federazione anarchica informale. La lettera è stata trasmessa alla Pacco bomba a La Stampa: lo rivendica la Fai che, coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese, indaga sul pacco bomba.
“La Stampa non è che uno dei giornali di regime, perciò ogni singolo pennivendolo è un possibile obiettivo della nostra guerra contro lo Stato e la società che lo sostiene e ne legittima ogni giorno l’esistenza”.
E’ un passaggio della lettera inviata al quotidiano genovese Secolo XIX in cui la Federazione Anarchico Informale rivendica il pacco bomba recapitato al quotidiano torinese.
La Fai è la stessa sigla che rivendicò l’attentato del 7 maggio 2012 a Genova all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. All’interno del documento recapitato al Secolo XIX ci sarebbero anche riferimenti all’attentato ad Adinolfi, e si annuncerebbe la prosecuzione della campagna anarchica.
La busta e il foglio dattiloscritto sono stati sequestrati dalla Digos.
Per l’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, due persone sono state a suo tempo arrestate: Alfredo Cospito e Nicola Gai. La lettera firmata dal FAI recapitata oggi al Secolo XIX – secondo quanto riferisce il giornale – “dedica” a loro sia la busta esplosiva recapitata a La Stampa, sia quella recapitata ad un’agenzia privata di investigazioni di Brescia. Nella rivendicazione – ha riferito il Secolo – si annuncia la prosecuzione della campagna anarchica cominciata proprio con la gambizzazione di Adinolfi.
La FAI, Federazione Anarchica Informale, nata nel 2003 dall’unione di quattro cellule insurrezionaliste (“F.A.I.-Solidarietà Internazionale”, “F.A.I.-Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini”, “F.A.I.-Brigata 20 luglio”, “F.A.I.-Cellule contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle”), dal 2009 aveva rilanciato l’offensiva rivoluzionaria con gli attentati all’Università Bocconi di Milano e al CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Gradisca d’Isonzo (GO).
Ultimi, in ordine di tempo, i plichi esplosivi contro il direttore di Equitalia a Roma Marco Cuccagna (9 dicembre 2011), quello contro la Deutsche Bank di Francoforte (07 dicembre 2011) e l’Ambasciata greca di Parigi (12 dicembre 2011). Infine, il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi (7 maggio 2012), aveva segnato il salto di qualità, indicato da tempo nei proclami e nelle rivendicazioni degli attentati e nel dibattito interno tra le diverse componenti insurrezionaliste.
La pericolosità della FAI è rappresentata soprattutto dalla sua dimensione internazionale, grazie al collegamento ideologico ed operativo con altre realtà anarco-insurrezionaliste, in particolar modo greche, cilene e messicane; ma adesioni al nuovo cartello internazionale FAI/Fronte Rivoluzionario Internazionale sono giunte anche da Gran Bretagna, Russia, Indonesia e da tanti altri Paesi dove sono stati compiuti attentati con il logo FAI. (Ansa)

Intanto, stamane, un’auto de La Stampa è stata colpita da un lancio di sanpietrini a Porta Palazzo, nel centro di Torino, dove era in corso una protesta degli anarchici della Fai. L’autista è stato portato in ospedale. (GC)

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