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Agenda2018

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, alla cassa dei giornalisti per un convegno con Fasi, Fasdac e Faschim

Casagit, i fondi sanitari contrattuali vogliono crescere

Il ministro Renato Balduzzi

Daniele Cerrato

ROMA – Regole certe che riconoscano la peculiarità dei fondi sanitari contrattuali. Incentivi alla formazione di nuove casse che permettano di rispondere alle esigenze di una platea sempre più ampia di cittadini, non solo ai professionisti e dirigenti.
Una normativa fiscale che non penalizzi, ma aiuti un settore che rappresenta una alleggerimento per il servizio sanitario nazionale. I Fondi Sanitari contrattuali – dalla Casagit per i giornalisti al Fasi e al Fasdac per i dirigenti d’azienda, dal Faschim dei lavoratori chimici – puntano ad un ulteriore crescita.
Dal ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, è arrivato un sincero interessamento per una realtà che potrebbe consentire di portare nuove risorse in un settore, quello della Sanità alla ricerca di nuovo ossigeno.
I principali fondi sanitari contrattuali, in un convegno organizzato dalla Casagit nella sede della Direzione generale a Roma, hanno così incassato una prima apertura da parte del ministro per l’avvio di un tavolo “tecnico” che affronti i principali nodi aperti per “un welfare da disegnare”.
“Credo che varrebbe la pena di aprire un ragionamento – ha detto il ministro – anche la produttività che arriva dal finanziamento sanitario integrativo, dal mondo del no profit, richiede una valorizzazione”. Certo il clima elettorale al momento richiede una pausa per evitare strumentalizzazioni, ma il dialogo può già partire.
I dati sui Fondi Sanitari, realtà “no profit” ben distante da quella delle assicurazioni private, sono stati illustrati dal professore di statistica attuariale Marco Micocci.
Al momento l’insieme dei Fondi Sanitari Integrativi assistono una popolazione di oltre 6 milioni di persone e in molti casi sono gestiti in “autoassicurazione” cioè senza ricorrere agli intermediari privati del settore, ovvero le assicurazioni sanitarie.
Per i Fondi Sanitari Integrativi la sfida da vincere è quella della sostenibilità: un primo studio compiuto su un gruppo di Fondi con oltre 2 milioni di assistiti, consente di apprezzare come l’auto assicurazione possa diventare uno strumento formidabile di ottimizzazione e controllo della spesa, se usato con accortezza.
Prima di lui sono intervenuti il professor Francesco Taroni dell’Università di Bologna e il professor Aldo Morrone, direttore generale dell’ospedale San Camillo di Roma, che hanno tratteggiato un’analisi del momento attuale e delle prospettive future del Servizio sanitario nazionale in rapporto a possibili forme di maggiore sinergia con i Fondi integrativi.
Il presidente di Casagit, Daniele Cerrato, ha spiegato che i fondi “credono in uno stretto legame tra sanità e lavoro” e, in campo fiscale, ha portato l’esempio della platea dei giornalisti sottoposti a due trattamenti diversi: una per i contrattualizzati, che godono della deducibilità dei contributi, l’altra per chi opera in forma autonoma  che della deducibilità non possono usufruire.
“Servirebbe una armonizzazione”, ha spiegato guardando il tema dall’ottica di una Cassa che ha varato nuovi profili di assistenza sanitaria per venire incontro alle esigenze di free lance ma anche di giovani precari.
“Siamo realtà no profit – ha sostenuto il presidente del Fasi, Stefano Cuzzilla – non lavoriamo per una elite e diamo risposte ad esigenze reali. Possibile che non si possano trovare soluzioni per un fisco che aiuti?”.
Ma il tema fiscale –  ha sostenuto il ministro con prudenza – “non può prescindere dal ciclo economico, anche se non si può non dare risposte ad un tema così importante”.
Claudio Trucato, presidente del Fasdac,  il fondo sanitario più antico, chiede anche regole certe che incentivino la nascita di nuove casse per le diverse categorie professionali.
Gianni Marini, presidente del Faschim, ha infine sottolineato come sia poco opportuno distinguere tra integratività, complementarità e sostitutività; i Fondi Sanitari di categoria vogliono essere vicini ai loro assistiti che hanno problemi di salute.

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