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Come per il romando, il sindacato Impressum rivendica il Ccl per i cantoni tedesco e ticinese

Giornalisti: in Svizzera c’è voglia di contratto

La protesta per un giornalismo di qualità in Svizzera

ZURIGO (Svizzera) – Il sindacato dei giornalisti Impressum vuole un contratto collettivo di lavoro (Ccl) anche per i giornalisti della Svizzera tedesca e del Ticino. L’organizzazione chiede agli editori di aprire trattative sulla base del Ccl entrato in vigore il 1° luglio scorso per i giornalisti romandi.
Rappresentati di Impressum hanno presentato a Zurigo la traduzione in tedesco del Ccl che si applica ai professionisti dei media romandi. Un accordo analogo deve essere possibile anche per i giornalisti della Svizzera tedesca e del Ticino, che sono senza un Ccl dal 2004, ha dichiarato il presidente di impressum Daniel Sutter.
Impressum ha spedito ai singoli editori una copia del Ccl romando, invitandoli aprire entro il mese di settembre un tavolo negoziale. I 7 anni senza contratto «non sono stati soltanto positivi per gli editori», ha affermato Sutter.
Nella Svizzera tedesca i conflitti sul lavoro sono, infatti, più frequenti che in quella romanda. E per i giornalisti, gli anni senza Ccl si sono tradotti in una stagnazione o in una riduzione dei salari.
Hanspeter Lebrument, presidente dell’associazione degli editori Stampa svizzera, non è tuttavia disposto ad aprire negoziati sul Ccl.
In un’intervista sulla rivista Schweizer Journalist, egli afferma che “i tempi non sono ancora maturi. È impossibile – dice Lebrument – trovare una soluzione che valga sia per i piccoli editori che per i grandi gruppi”. (Ats).
Nel maggio scorso, il fronte dei mass media ticinesi si è già mostrato più che mai unito e, di fronte alle critiche ingiuste di cui spesso è vittima la professione, ai radicali tagli avvenuti in molte redazioni e all’impossibilità spesso di partecipare a offerte di formazione e aggiornamento, ha risposto proponendo vie d’uscita chiare, attuabili e complete contenute in un manifesto per un giornalismo di qualità.
L’Associazione Ticinese dei Giornalisti (Atg-Impressum), Ssm (Sindacato Svizzero dei Mass Media) e Syndicom (Sindacato dei media e della comunicazione)
hanno deciso di risvegliare, in occasione dell’insediamento del nuovo Parlamento cantonale, l’interesse verso la categoria, che ha vissuto negli ultimi anni momenti di estrema insicurezza e scarsa considerazione.
Un appello lanciato a gran voce dalle tre associazioni e sindacati di categoria che si riassume in: “Vogliamo un giornalismo competente! Vogliamo un giornalismo indipendente! Vogliamo un giornalismo autorevole!”.
Giù le maschere dunque, dal mondo economico a quello politico, per riportare dignità a una professione senza la quale si fa forse comunicazione, ma non certamente informazione!

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