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Agenda2018

Celebrati oggi, in Campidoglio, i funerali della giornalista dell’Ansa, consigliere generale dell’Inpgi

L’addio a Candida Curzi: parole semplici per valori importanti

Candida Curzi

Emanuela De Crescenzo
ROMA – Parole semplici per valori importanti, insegnati con l’esempio quotidiano alle persone che amava, nella famiglia, nel lavoro, nel sindacato. Per questo la nostra collega Candida Curzi non avrebbe voluto un addio fatto di solenni cerimonie ma un saluto intimo, intenso e sobrio. E così oggi in Campidoglio dove una folla grande l’aspettava, la commozione si è sciolta in un abbraccio collettivo.
A salutarla nella sala del Carroccio, i colleghi di oltre trent’anni di vita all’Ansa, i tanti amici delle altre testate, direttori e praticanti, volti delle istituzioni e della politica, i compagni di tante battaglie sindacali.
Accanto alla bara coperta di rose bianche, le foto “di una vita pienamente vissuta”, i momenti felici con il marito Vitantonio, i figli Emilio, Corallina, Olivia, i nipotini. Ma anche il mare e la vela, sue grandi passioni.
“Candida è stata una moglie, madre e nonna straordinaria.- ha detto il marito, anche lui giornalista e per tanti anni all’Ansa – Ma soprattutto ‘compagna’ nel senso in cui noi lo intendiamo, una parola che rappresenta dei valori. Di un compagno ti puoi fidare, è una persona perbene”.
E’ toccato alla figlia Olivia ricordare la serenità con la quale Candida ha voluto accomiatarsi lasciando scritto di aver avuto una bella vita e che i suoi 58 anni “ne valgono venti di più o forse un’altra vita intera”.
Accanto ai familiari e agli amici, il presidente dell’Ansa e della Fieg, Giulio Anselmi, il direttore dell’agenzia Ansa, Luigi Contu, i direttori del Tg3, Bianca Berlinguer, e del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, insieme a Marco Travaglio, il segretario della Fnsi, Franco Siddi, il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, Walter Veltroni, il prefetto Nicola Cavaliere, il regista Citto Maselli.
A portare il saluto del sindaco di Roma, Ignazio Marino, l’assessore Flavia Barca. Poi le note di Mathilda di Harry Belafonte e il sound struggente di Damien Rice, che i figli hanno voluto come colonna sonora. Candida amava questa musica, hanno spiegato, amava la vita, “la magia delle piccole cose belle”. (Ansa)

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