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Agenda2018

Il duro attacco di Enzo Colimoro ad Ottavio Lucarelli, che non vuole “giornalisti socialmente utili”

Campania: il presidente dell’Odg contro precari e Sindacato

Enzo Colimoro

Enzo Colimoro

Ottavio Lucarelli

NAPOLI – Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, in perenne campagna elettorale, senza aver letto nulla dell’adesione dell’Assostampa all’accordo quadro sull’apprendistato in Campania, siglato da tutti i sindacati e, quindi, anche da quello dei giornalisti, afferma di non volere lavoratori socialmente utili tra i giornalisti. Che significa? Lucarelli farebbe bene, prima di prendere solitarie posizioni, ad ascoltare quanto detto sia dal vicepresidente dell’Ordine, Mimmo Falco, sia dal segretario dell’Ordine, Gianfranco Coppola, che hanno partecipato all’assemblea e che hanno argomentato il loro apprezzamento.
Non ricordo, fino ad ora, provvedimenti concreti di Lucarelli a favore dei disoccupati o precari. Ma volendo, in questo scorcio di mandato, fino alle prossime elezioni, c’è sempre tempo.
Da iscritto all’Ordine, prima ancora che come presidente del Sindacato dei giornalisti della Campania, chiedo ai componenti del direttivo dell’Ordine, palesemente frantumato in posizioni non differenti ma divergenti, di “far luce” su quanto dichiarato da Lucarelli.
Lucarelli non ha capito o non vuole capire che, nell’adesione all’accordo quadro sull’apprendistato in Campania, non si parla assolutamente di nuovi praticantati – come lui, invece, continua a sfornare da anni, secondo l’equazione: un praticantato fatto, un voto possibile – ma di incentivo all’assunzione di chi giornalista già lo è.
Un contributo all’assunzione reale, ed è evidente che chi lo boicotta, boicotta irresponsabilmente la creazione di lavoro giornalistico in Campania. E, se a farlo è il presidente dell’Ordine, evidentemente una qualche strategia elettorale fatta sulla pelle di precari e disoccupati deve pur esserci.
Se, infatti, questa è la strategia cannibalesca del presidente dell’Ordine regionale che, anziché fare azioni concrete per la categoria, rincorre, ostacolando, il sindacato e il sottoscritto – il più delle volte anche sforando campi non propri della sua funzione – credo vada fatta un’attenta riflessione.
Per quanto mi riguarda, ritengo che l’unica cosa positiva di tanta melma sia il fatto che, finalmente, Lucarelli è venuto allo scoperto. I colleghi sapranno ben valutare.
Personalmente auspico che il Consiglio della Campania sappia intervenire con forza mettendo in discussione e stigmatizzando il comportamento del proprio vertice.
Precariato e disoccupazione non sono oggetto in uso strumentale a chi,  i disoccupati e i precari, prima li sforna e poi se ne serve. E stia tranquillo Lucarelli che della sua firma sui praticanti non ci sarà bisogno. Potrà continuare a metterla sui praticantati delle scuole di giornalismo, quelle sì vere fabbriche di illusioni.
Praticantato e apprendistato sono due cose ben diverse. Così come la Legge 150 e l’incentivo all’occupazione.

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