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Dopo l’esordio alla Gazzetta dello Sport, divenne grande raccontando le volate di Coppi. Si è spento a Milano a 91 anni

Addio a Mario Fossati, signore del giornalismo sportivo

Mario Fossati

MILANO – “E’ morto un grande del giornalismo, non solo sportivo”, scrive la Gazzetta dello Sport, nell’annunciare la scomparsa di Mario Fossati, avvenuta stamane a Milano, all’età di 91 anni.
Mario Fossati, che era nato a Monza il 29 settembre 1922, si era fermato a Milano nel ‘45, di rientro dalla Campagna di Russia, e qui aveva lavorato sino alla fine della sua lunghissima carriera, raccontando il ciclismo in particolare, ma anche gli altri sport, dalle colonne della Gazzetta, innanzitutto (dal 1954 al 1956), per poi decollare a “Il Giorno” (dal 1956 all’82) e a “La Repubblica” (dal 1982).
Gli inizi alla Gazzetta dello Sport furono per lui decisivi, perchè fu nella redazione del quotidiano rosa che Fossati incontrò Gianni Brera, di cui fu grande amico per tutta la vita. E fu proprio Brera, diventato direttore della Gazzetta, a inviare Mario sulle orme di Fausto Coppi, del quale divenne uno degli amici più intimi.
Un mito, quello di Coppi, che Mario Fossati contribuì a creare e a far crescere con la sua penna. E, di converso, grazie alle cronache delle volate di Coppi, sbocciò colui che sarebbe diventato uno dei più grandi giornalisti sportivi italiani.
Domani, martedì 3 dicembre, alle 15.15 il funerale nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola, in via Bartolini 45 a Milano.

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