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Scampato pericolo per il fondatore de “il Manifesto”, dimesso oggi dopo tre giorni di ricovero all’ospedale di Terni

Il giornalista Valentino Parlato colto da malore in treno

Valentino Parlato

TERNI – Scampato pericolo per il giornalista Valentino Parlato, 82 anni, colto da una sincope, giovedì scorso, mentre viaggiava in treno sulla tratta Roma-Ancona. Nei pressi di Terni si è improvvisamente accasciato, costringendo i compagni di viaggio a lanciare l’allarme. Il tempestivo intervento del 118 e l’immediato ricovero all’Ospedale “Santa Maria” di Terni sono stati provvidenziali per il giornalista, al quale è stato applicato un pacemaker. Oggi ha lasciato l’ospedale per rientrare a Roma.
Nato a Tripoli il 7 febbraio 1931, giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 13 aprile 1968, Valentino Parlato è stato membro del Comitato centrale del Pci. Ha lavorato a “l’Unità” e dopo l’espulsione dal partito comunista, nel 1969, ha fondato “il Manifesto” divenendone direttore a più riprese. Nel dicembre scorso il divorzio dallo storico quotidiano comunista con un’amara lettera al direttore Norma Rangeri dal titolo “Mi chiamo fuori, mi dispiace”.
“Quel che state facendo, sulla nuova cooperativa e sul possibile rilancio del giornale – ha spiegato Valentino Parlato – non mi convince affatto. La crisi non è solo di soldi, ma anche di soldati e di linea. Anche la riunione del 4 di novembre non so che fine abbia fatto. Per tutto questo mi pento di non essermi associato subito alla posizione di Rossana, cioè di separazione. Lo faccio con questa lettera, con moltissima amarezza e anche pensando che negli anni passati avrei dovuto fare di più e anche litigare di più. Dopo più di quarant’anni sono fuori di questo manifesto che è stata tanta parte della mia vita. Mi dispiace. Un abbraccio”.

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