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A ricostruirne le figure lo studio certosino, sulla lapide ritrovata all’Inpgi, del collega Pierluigi Franz

Ecco chi erano gli 83 eroi del giornalismo e della patria

La lapide con i nomi degli 83 giornalisti morti nella prima guerra mondiale (Foto Mario De Renzis)

ROMA – L’11 maggio scorso abbiamo annunciato il ritrovamento, nello scantinato di un complesso Inpgi nella zona sud di Roma, di un cimelio di notevole importanza, una lapide in marmo (misura cm. 170 di altezza, cm. 101 di larghezza e cm. 3 di spessore) con i nomi degli 83 giornalisti italiani morti per la Patria nella Prima Guerra Mondiale 1915-1918, insigniti di medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.
A rendere nota la notizia è stato il giornalista Pierluigi Roesler Franz, sindaco revisore dell’Inpgi e presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati, che ha ricevuto la segnalazione dal presidente della Commissione Assegnazione Alloggi e Affitto Immobili dell’Inpgi, Massimo Signoretti, e dal dirigente del Servizio Immobiliare Inpgi area tecnica, ing. Francesco Imbimbo.
A poco più di un mese dalla scoperta della lapide, Pierluigi Franz, grazie ad una certosina ricerca, ha ricostruito le figure di gran parte di essi grazie al ritrovamento di riferimenti, notizie, dati biografici e storici su 70 degli 83 giornalisti eroi che rappresentano quasi tutte le regioni italiane, tranne Molise e forse Valle d’Aosta. Franz ha, inoltre, scoperto che vi sono ben 14 medaglie d’argento, 14 di bronzo e 2 croci di guerra da aggiungere sulla lapide. Riepilogando: su 83 giornalisti 5 sono stati insigniti di medaglia d’oro, 35 (e non 21) di quella d’argento, 16 (e non 2) di quella di bronzo e 2 croci di guerra. In totale, quindi, sono ben 47 i giornalisti medagliati su 83, pari al 56%. In totale 58 decorazioni rispetto alle 28 indicate sulla lapide. In pratica, ne mancano in realtà la metà!
I nominativi di maggior rilievo sono almeno 30: Battisti, Battistig, Berta, Biagi, Bonacci, Bono, Borsi, Cacciami, Caravaglios, Caroncini, Cassan, Castellini, Cervi, Deffenu, Franceschi, Gallardi, Grifeo, Oxilia, Petraccone, Picardi, Ridella, Scarioni, Serra, Slataper, Taverniti, Timeus Fauro, Umerini, Vidali, Vizzotto, Xidias.
Sulla lapide vanno anche corretti alcuni nomi incompleti o inesatti rispetto a quanto indicato nella precedente segnalazione dell’11 maggio scorso.
Di 13 giornalisti indicati sulla lapide non si é, invece, trovato sinora nulla o quasi.
Tra questi vi sono 2 medaglie d’argento e sono rappresentate le seguenti testate: Il Gazzettino, Il Messaggero e Il Mattino.
La scoperta di tutti questi dati, sottolinea Pierluigi Franz, potrebbe suggerire la pubblicazione di un libro dedicato alla memoria degli 83 colleghi con la loro storia e una ricerca bibliografica dei loro scritti o, in aggiunta, di tesi di laurea mirate anche nelle varie Scuole di Giornalismo operanti in Italia.
Questa lapide può, quindi, stimolare l’interesse non solo dell’Inpgi, ma anche dell’Ordine nazionale dei giornalisti e  della Fnsi, in piena e assoluta sintonia tra loro, ma anche di Ordini regionali e delle Associazioni regionali stampa che potrebbero condurre in loco ulteriori ricerche, studi e approfondimenti.

ECCO CHI ERANO GLI 83 GIORNALISTI MORTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE: Gli 83 eroi del giornalismo e della patria

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