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Fissate le quote 2011: invariate per i soci volontari, scendono quelle individuali per i familiari

Casagit “al di sopra delle aspettative”

Daniele Cerrato

ROMA – Il Consiglio di Amministrazione della Casagit ha fissato, come ogni anno, le quote per l’iscrizione alla Casagit del 2011 per soci volontari, familiari e Casagit 2. Non ci saranno aumenti per soci volontari e Casagit 2. Per la prima volta diminuisce, anche se di poco, il contributo individuale per il coniuge non a carico, i figli con oltre 26 anni e i genitori e parenti fino al terzo grado.
Per il coniuge o convivente more uxorio le quote passano da 972 a 936 euro l’anno. Per l’assistenza ai figli maggiori di 26 anni e di 30 anni, ai genitori e parenti fino al terzo grado le quote scendono rispettivamente di 24, 48 e 60 euro.
La verifica effettuata negli ultimi mesi sulla esenzione dei coniugi a carico ha permesso di abbassare le quote individuali per i familiari assistiti. Un risultato nel segno dell’equità. Nessun aumento al contributo aggiuntivo per il nucleo familiare.
“Per il 2010 – afferma il presidente Daniele Cerrato – ci attendiamo un risultato di bilancio decisamente positivo. La revisione del Preventivo, approvata in Cda, consente di dire che la prima fase della messa in sicurezza dei conti della Cassa si sta chiudendo al di sopra delle aspettative. Non possiamo tuttavia affermare che la Casagit sia «fuori pericolo» a tempo indefinito. Il Bilancio Tecnico Attuariale, di cui ci siamo dotati meno di un anno fa, dice che dopo questo «picco» di attivo si tornerà, nei prossimi anni, a numeri più bassi e progressivamente decrescenti. Dovremo affrontare difficoltà di governo della Cassa nel medio/lungo termine causate da una spesa sanitaria che tende a crescere – anche per la sempre minore disponibilità in molte regioni dell’offerta del SSN – e una progressiva erosione delle risorse individuali in una categoria sempre meno ricca e destinata ad invecchiare di più”.

La Casagit ha raggiunto l’obiettivo di ricostituire il patrimonio intaccato negli ultimi anni, operazione indispensabile per essere coerenti con la trasformazione che il mondo dei fondi sanitari di categoria sta subendo.
Il Decreto Sacconi ha fissato i criteri per l’ingresso nell’Anagrafe dei Fondi sanitari e la Casagit è entrata a farne parte a pieno titolo. “Sappiamo però – sottolinea Cerrato – che questo è solo il primo passo di un percorso (mai mutato come obiettivo nelle diverse stagioni politiche che si sono succedute) mirato a chiedere ai fondi come il nostro di poter dimostrare solidità economica per garantire un sostegno vero su alcuni capitoli che l’assistenza sanitaria pubblica non è più in grado di sostenere. Odontoiatria, cure domiciliari, rieducazione funzionale, sono i tre capitoli sui quali ci viene richiesto un impegno di risorse pari ad almeno il 20% di quelle erogate ai soci. Siamo ben oltre quel livello di attenzione e, stando alle previsioni 2010, sfioriamo il 35%. Ma da ora in poi lavoreremo anche per restituire ai colleghi e ai loro familiari parte del prossimo attivo di bilancio intervenendo sulle voci del tariffario maggiormente datate; prime fra tutte quelle dell’odontoiatria”.

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