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L’Asp di Cosenza non diffonde più i dati quotidiani dei contagi: “Decidiamo solo noi”

Covid 19: informare non è sinonimo di allarmare

COSENZA – Il nervosismo che si respira negli ambienti della Sanità pubblica calabrese rischia di incrinare i rapporti fra la stampa regionale, cosentina in particolare, e la Uosd – Epidemiologia e Sorveglianza dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza che ogni giorno, da quando è esplosa l’emergenza Covid, ha diffuso i dati dei contagi accertati nei vari Comuni della provincia bruzia.

L’Asp di Cosenza

Ora, però, l’Asp cosentina ha deciso di non diffondere più alla stampa il dettaglio quotidiano dei contagi nei Comuni della provincia perché i tamponi Covid vengono processati lentamente e questo, a detta degli uffici dell’Azienda sanitaria provinciale, può generare confusione.
Una decisione condivisibile solo in parte perché l’Asp, di fatto, non considera l’accortezza e la prudenza che il giornalista deve mettere nello spiegare al cittadino un momento così delicato.
«L’Azienda Sanitaria di Cosenza, unica in ambito regionale e, per dettaglio di informazioni, anche in ambito extraregionale, dall’inizio dell’epidemia Covid-19 – è scritto in una nota – ha scelto di informare i cittadini sull’andamento dei contagi e lo fa con report quotidiani che vengono diffusi agli Organi di stampa e pubblicati sul sito aziendale. Da qualche giorno il report non comprende il dettaglio di Comune; questa scelta non è stata dettata dalla necessità di rispondere a veti di chicchessia, ma semplicemente è scaturita da alcune considerazioni che esponiamo a beneficio di tutti i fruitori delle suddette informazioni».

Spiegano ancora dall’Asp di Cosenza: «Con l’aumentare dei contagi è cresciuta l’attenzione e l’ansia della comunità per tutto ciò che si riferisce all’epidemia; abbiamo avuto modo di constatare, specie nei piccoli Centri, numerosi nella nostra Provincia, che anche una unità di contagiato in più rispetto al giorno precedente genera allarme e fa scattare la ricerca di informazioni, anche mediante l’uso improprio dei social, con l’obiettivo di identificare il caso».
Se l’Asp parla di uso improprio dei social non può trovare che d’accordo il Sindacato Giornalisti della Calabria, ma l’associazione regionale di stampa non può essere d’accordo quando l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza scrive: «Riteniamo che il diritto all’informazione possa continuare ad essere soddisfatto mediante la pubblicazione di report settimanali, anche con dettaglio di Comune, senza che questo generi ansia e produca effetti negativi sulla collettività.
Intendiamo perciò rassicurare tutti sulla continuità del servizio di informazione, riservandoci in ogni caso la scelta dei contenuti, che riteniamo ci appartenga».
Il diritto d’informazione è il faro che guida i giornalisti calabresi e non può essere certo l’Azienda sanitaria a decidere se e come può essere soddisfatto.
Il Sindacato Giornalisti della Calabria è «rispettoso dell’eroico lavoro che gli operatori della Sanità, soprattutto in Calabria, stanno effettuando in questi mesi difficilissimi» ma, allo stesso tempo, chiede «rispetto per la professionalità dei giornalisti che svolgono, in questo periodo, seppur in maniera differente rispetto a chi lavora in una corsia d’ospedale, un servizio essenziale».
E informare quotidianamente, come avviene ovunque, i cittadini dei casi Covid nei singoli Comuni lo è.
L’auspicio, dunque, è che possa riprendere la diffusione quotidiana dei dati, come sempre avvenuto, con la consapevolezza che i giornalisti calabresi hanno il dovere di informare e non creare panico fra la popolazione, spiegando e mettendo in risalto le grandi difficoltà che gli operatori della sanità calabrese stanno affrontando in questi mesi. (giornalistitalia.it)

Francesco Cangemi

 

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