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Francesca Caiazzo e Laura Leonardi, solo giornaliste

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Francesca Caiazzo e Laura Leonardi

CROTONE – Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico della giornalista Francesca Caiazzo, accusata di diffamazione dall’allora presidente di Akrea (società partecipata del Comune di Crotone), Rocco Gaetani. L’azione di Gaetani (prematuramente scomparso nel gennaio scorso) prendeva spunto da uno scambio di battute su Facebook in merito ad un avviso pubblico al quale la Caiazzo aveva partecipato. Stessa sorte era toccata ad un’altra giornalista candidata alla medesima selezione, Laura Leonardi, che aveva partecipato alla stessa conversazione virtuale. Per lei l’archiviazione è stata disposta il 31 marzo scorso.

[2]Tutto ha inizio nell’estate 2018 quando l’Akrea pubblica un “Avviso Pubblico per l’affidamento dell’incarico di supporto per l’attività di comunicazione e informazione all’utenza nell’ambito delle procedure innovative per la raccolta differenziata nel comune di Crotone”.
Una discutibile procedura di valutazione comparativa per titoli e colloquio – con espresso riferimento alle modalità di reclutamento – denunciata il 2 luglio 2018 dal quotidiano Giornalisti Italia e oggetto di critica anche da parte del Sindacato Giornalisti della Calabria che, lo stesso giorno,  ha ripreso e rilanciato tale denuncia sull’organo ufficiale “Giornalisti Calabria”. 
Analizziamo i fatti: a selezione conclusa, Caiazzo e Leonardi decidono di avvalersi degli strumenti democratici previsti dalla legge, rivolgendo regolare istanza di accesso agli atti.
La richiesta non viene accolta da Akrea perché “la posizione in graduatoria non rappresenta una situazione giuridicamente rilevante”. Una decisione inaspettata che si pone in contrasto con il legittimo concetto di trasparenza che deve connotare gli atti pubblici rispetto al processo selettivo.

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l Tribunale di Crotone

Ebbene, Caiazzo e Leonardi decidono di non proseguire con ulteriori azioni nei confronti di Akrea, ma tempo dopo scoprono di essere state querelate per quella discussione virtuale alla quale avevano partecipato decine di utenti. Curiosamente, la denuncia è stata presentata solo nei confronti delle due colleghe, entrambe candidate alla selezione pubblica bandita dalla società.
I Pm titolari dei due procedimenti, ritenendo che le due giornaliste abbiano semplicemente esercitato il “legittimo esercizio del diritto di critica” senza arrecare “offesa all’altrui reputazione”, hanno formulato richiesta al Gip di archiviazione del procedimento.
Ma, alla luce dell’opposizione del querelante ex art. 410 c.p.p., ne è scaturita per l’effetto udienza in camera di Consiglio davanti ai due Gip, che hanno decretato l’archiviazione del procedimento penale a carico delle due giornaliste indagate.
Soddisfazione dal Sindacato Giornalisti della Calabria per la definitiva conclusione della vicenda processuale che ha visto protagoniste Francesca Caiazzo e Laura Leonardi: le due giornaliste si sono limitate ad esercitare il diritto di critica per come costituzionalmente riconosciuto. (giornalistitalia.it) [4]

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