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Diffamazione: assolta la giornalista Improta

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Maria Teresa Improta

CATANZARO – La giornalista Maria Teresa Improta non ha diffamato l’imprenditore Raffaele Vrenna. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Catanzaro che ha accolto il ricorso presentato dalla giornalista. La Improta, ai tempi del suo lavoro per la testata online QuiCosenza, parlando dei fatti legati alla discarica di Celico aveva descritto Vrenna come «l’imprenditore calabrese cui business secondo le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia sarebbe strettamente legato agli interessi delle ’ndrine».

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Il Tribunale di Catanzaro in via Falcone e Borsellino

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Vrenna aveva querelato la Improta e vinto la causa in primo grado, ma la Corte d’Appello, presieduta da Ippolita Luzzo e composta dai consiglieri Giovanna Mastroianni e Giovanna Gioia, ha assolto la giornalista «dal reato ascrittole perché il fatto non sussiste» e ha revocato le «statuizioni civili della sentenza impugnata».
La Improta, secondo la sentenza di primo grado, era stata condannata anche a pagare 200 euro di multa e le spese processuali. Ora Vrenna ha 90 giorni di tempo per impugnare la sentenza d’Appello.
Il giudice ha assolto la Improta perché quando cita i collaboratori di giustizia che hanno parlato dell’imprenditore non ha scritto falsità.
«Il dichiarato dei collaboratori di giustizia – scrive il presidente Luzzo nella sentenza – non ha esaurito la sua valenza nell’ambito del procedimento penale a carico del Vrenna, essendo stato valorizzato dalla Dda a supporto di misura di prevenzione reale, sicché il dato storico fattuale dei riferimenti dichiarativi in esame ha una rilevanza autonoma rispetto alla vicenda processuale principale e ai suoi sviluppi». 
Inoltre, «il contesto in cui si inserisce la notizia configura poi l’interesse collettivo alla sua conoscenza, non essendo in contestazione la riconducibilità al Vrenna della società affidataria della gestione della discarica oggetto dell’articolo. Rispettato, infine, è il limite della continenza, avendo l’Improta riferito in modo oggettivo e peraltro con l’uso del condizionale il contenuto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia». Per questi motivi, la giornalista è stata assolta. (giornalistitalia.it) [4]

Francesco Cangemi

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