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Efj contro ogni bavaglio e intimidazione

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La Fnsi a Bucarest: (da sinistra) Carlo Parisi, Anna Del Freo e Raffaele Lorusso

BUCAREST (Romania) – “Preoccupazione per i numerosi tentativi di imbavagliare i giornalisti che vengono messi in atto, sotto varie forme, in numerosi Paesi europei” è stata espressa dall’Assemblea annuale dell’Efj, riunita a Bucarest sul tema “Giornalisti sotto pressione”, a testimonianza che minacce, tentativi di bavaglio e precariato sono piaghe largamente diffuse in tutto il continente.
I 76 delegati di ben 33 Paesi (per l’Italia la Fnsi era rappresentata dal segretario generale Raffaele Lorusso e dai segretari generali aggiunti Anna Del Freo e Carlo Parisi) hanno richiamato, tra l’altro, l’attenzione sul fenomeno, sempre più diffuso, delle querele temerarie, più volte censurato dalle Organizzazioni internazionali e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
“È inaccettabile – ha denunciato l’Assemblea dell’Efj con una mozione – il tentativo di mettere a tacere i giornalisti scomodi chiedendo loro risarcimenti di milioni di euro. In alcuni Paesi europei, fra cui l’Italia, il fenomeno è diventato preoccupante. Per queste ragioni è necessario che i Paesi europei approvino leggi che, in linea con le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, prevedano sanzioni pecuniarie proporzionali all’entità del risarcimento richiesto al giornalista a carico di chi promuove azioni giudiziarie temerarie”.
L’Assemblea dell’Efj “richiama l’attenzione dei governi e dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo sulla necessità di preservare, con atti, direttive e leggi, la libertà di espressione e il diritto di cronaca da ogni forma di bavaglio, perché la libertà di informazione è un pilastro fondamentale di ogni sistema democratico in quanto garantisce il diritto dei cittadini ad essere informati”.
L’Assemblea generale della Efj ha, inoltre, espresso “profonda preoccupazione per le minacce di interruzione, da parte di Eutelsat, della diffusione di tre canali curdi: Ronahi TV, Sterk TV e News Channel”.
Nel mese di ottobre 2016, i sindacati francesi (Snj-Cgt e Cfdt-giornalisti) avevano denunciato la stessa procedura con riferimento ad altri due mezzi di comunicazione curdi, Med-Nûçe e Newroz Tv, ed avevano espresso il loro pieno sostegno ai colleghi. La giustizia francese era poi intervenuta per ripristinare la trasmissione dei due canali.
Oggi, però, sempre dal Consiglio superiore dell’audiovisivo della Turchia, organismo che dipende dal regime del presidente Erdogan, arrivano nuove pressioni ed Eutelsat, il più grande gruppo televisivo satellitare d’Europa, la cui quota di maggioranza è di proprietà dello Stato francese, è in procinto di oscurare questi tre canali curdi.
Fermare la diffusione di queste televisioni sarebbe un colpo portato alla libertà di espressione da parte del regime della Turchia, che è ad oggi la più grande prigione al mondo per i giornalisti.
I sindacati francesi si sono rivolti già al Ceo di Eutelsat, Rodolphe Belmer, chiedendo che il suo gruppo non ceda alle pressioni del governo turco. Ora l’Assemblea generale della Efj “fa appello al nuovo governo francese – la Francia detiene la maggioranza di Eutelsat – per fermare questo processo che coinvolge la libertà di informazione, uno dei valori fondamentali dell’Unione europea, e si rivolge al Consiglio d’Europa affinché intervenga presso le autorità turche per chiedere di smetterla con queste ricorrenti minacce”. (giornalistitalia.it) [2]

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