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La voce della Calabria contro Checco Zalone

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Checco Zalone

COSENZA – Capita anche questo oggigiorno. Che, cioè, un comico di grido, qual è nel caso specifico Checco Zalone, “rubi” il nome di una testata giornalistica per far ridere, magari più ridere, il pubblico corso al cinema per godersi la sua ultima “fatica”. Capita, poi, che invece di utilizzare un giornale inesistente o dal nome improbabile, il nostro mago della risata tiri fuori dalla giacca un quotidiano vivo evegeto: “La Voce della Calabria”. Che appare per qualche istante e “per ben due volte” nel corso della pellicola “Quo Vado”, già record di incassi a pochi giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche.
Nessuna offesa, nulla di disdicevole contro il giornale, che è solo on line, ma ecco che arriva la reazione indignata del direttore de “lavocedellacalabria.it”, Gianfranco Bonofiglio, che minaccia nientemeno che una causa legale contro Zalone e la sua casa di produzione.
[2]“Evidentemente la casa di produzione del film, la TaoDue, – è la denuncia di Bonofiglio – riteneva che tale nome fosse utilizzabile e che non esistesse un quotidano con questo nome. Invece si sbagliava, considerando che la testata regolarmente registrata presso gli uffici competenti del tribunale di Cosenza esiste ed è operativa da qualche anno con un quotidiano online, ‘La voce della Calabria.it’”.
Si tratterebbe, insomma, a detta del suo direttore, di una vera e propria usurpazione. Un’azione inaccettabile per il “direttore responsabile della testata on line, il giornalista Gianfranco Bonofiglio, che ha inteso affidare al proprio legale di fiducia, – scrive lo stesso Bonofiglio – l’avvocato Vittorio Lombardi, la valutazione se sussistono o meno delle violazioni da parte della produzione relative alle leggi del copyright e dell’utilizzo di nomi e titoli di testate già registrate”.
“Una palese distrazione degli autori – incalza il direttore della Voce della Calabria – che probabilmente, pur avendo controllato i nomi delle testate operanti in Calabria, non hanno approfondito bene la ricerca”.
Deciso a non lasciare passare sotto silenzio il “torto” subito, Bonofiglio vuole andare sino in fondo. E capire se “l’utilizzo improprio del nome della testata giornalistica possa aver leso dei diritti. Valuteremo ovviamente cosa fare, comprendendo anche – afferma, questa volta, il legale ingaggiato dal direttore, l’avv. Vittorio Lombardi – un eventuale dialogo bonario fra le parti”. Checco Zalone è avvisato. (giornalistitalia.it) [3]