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Il Fatto Quotidiano, più contenuti e quotazione in Borsa

Cinzia Monteverdi

ROMA – L’amministratore delegato della Società Editoriale “Il Fatto”, Cinzia Monteverdi, ha spiegato ai lettori del quotidiano la decisione della quotazione in Borsa, l’ampliamento dei contenuti del giornale, lo sviluppo di una nuova applicazione digitale e la crescita sul sito.
Ricordando che, il 12 marzo scorso, la società Editoriale “Il Fatto” ha approvato il piano industriale 2014-2017, Monteverdi sottolinea che “nonostante lo scenario generale di crisi del mercato dell’editoria italiana, crediamo di avere ottime potenzialità di sviluppo futuro e questo grazie alle nostre caratteristiche. Rispetto ad altri giornali siamo piccoli, flessibili e «giovani». Per questo pensiamo di poter, non solo resistere a questa crisi, ma anche realizzare un piano di sviluppo che ci indirizzi a un nuovo equilibrio tra le vendite in edicola e tutto ciò che ha a che vedere con il mondo digitale”.
L’amministratore delegato spiega che “il piano industriale che è stato approvato rispecchia la maturazione di una consapevolezza: la necessità di un’integrazione sempre più stretta tra i canali di produzione (carta e web), e, altresì, di un investimento importante sul comparto digitale, componente che occorre spingere per garantire la compensazione della riduzione dei ricavi derivanti dall’edicola”.
La Società Editoriale “Il Fatto”, che presenta ancora oggi un bilancio sano e forte, “grazie ai lettori – sottolinea Cinzia Monteverdi – che ci stanno accanto ogni giorno recandosi in edicola o abbonandosi, deve necessariamente affacciarsi a un nuovo scenario. L’obiettivo fondamentale è l’ampliamento dei contenuti del giornale, lo sviluppo di una nuova applicazione digitale – e l’aumento delle copie relative – la crescita del sito, con sezioni aggiuntive, un refresh grafico, lo sviluppo di nuovi modelli di raccolta pubblicitaria sull’online – che possano ottimizzare i ricavi – e la creazione di una struttura giornalistica, ingegneristica e tecnica che possa sostenere tutti gli sviluppi previsti”.
“L’obiettivo del piano industriale – spiega l’amministratore delegato – è quello di realizzare un’offerta integrata dei diversi canali di informazione non tralasciandone nessuno, ivi compresa «la carta», che rappresenta per noi ancora una componente importante, anche se il nostro sito è cresciuto vertiginosamente negli ultimi due anni. Il mondo delle edicole e della distribuzione sta soffrendo, noi cercheremo, nel nostro piccolo, comunque di sostenerlo. Il progetto industriale che realizzeremo non solo è il piano di sviluppo necessario per la vita futura della società, ma è un vero e proprio piano di rilancio che coglie la svolta”.
La Società Editoriale “Il Fatto” pensa, dunque, che “il piano possa essere realizzato con maggiore forza con la quotazione in Borsa, al mercato delle piccole medie imprese. Nel nostro caso, però, non sarebbe solo un’operazione volta a raccogliere i capitali necessari a finanziare il progetto industriale – e tantomeno perché i soci fondatori di questa avventura intendano scappare – ma pensiamo piuttosto di farlo per rafforzare il rapporto di fidelizzazione con i lettori, in linea con il nostro storico slogan: «Il nostro padrone è il lettore». La quotazione permetterebbe a coloro che lo desiderano di essere azionisti del Fatto”.
“Il tutto – spiega Cinzia Monteverdi – sarà realizzato per tutelare la libertà e l’indipendenza dei giornalisti, tutelando certamente la maggioranza societaria, e per garantire ai nostri lettori che nessun “potere forte” potrà andare a scalfire quei valori portanti che sono stati anche le motivazioni del nostro successo fin dalla nascita”.
“Siamo convinti con grande fermezza – conclude l’amministratore delegato – che il momento per realizzare un progetto del genere sia inequivocabilmente questo. Realizzeremo il piano di sviluppo con particolare entusiasmo perché è arrivato il momento di cogliere l’occasione per crescere ancora”.
“Recentemente – ricorda, infine, Cinzia Monteverdi – il direttore del Financial Times, Lionel Barber, ha sottolineato in una nota al personale un appunto in merito alla riorganizzazione: «Questo non è il momento di fermarsi. Le pressioni competitive sul nostro business per adattarsi a un ambiente in cui siamo sempre più letti su desktop, smartphone e tablet, rimane forte come sempre. Il ritmo del cambiamento, guidato dalla tecnologia, è implacabile». Anche noi non ci fermeremo”.