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Cerrato: “Troppi editori non versano i contributi”

Daniele Cerrato

ROMA – “La nitida fotografia scattata dall’osservatorio dell’Lsdi (Libertà di stampa e diritto all’informazione) ci mostra un quadro della professione giornalistica piu’ che preoccupante”. Lo dichiara Daniele Cerrato, presidente della Casagit (Cassa autonoma integrativa dei giornalisti italiani), in occasione della presentazione del Rapporto di Lsdi sulla professione giornalistica in Italia.
“Gli editori – rileva il Presidente Casagit – possono ‘pescare’ a mano libera facendo il bello e il cattivo tempo e naturalmente non si fanno pregare a farlo. Pubblicisti contrattualizzati come praticanti per risparmiare sui contributi, collaboratori pagati poco e male, redazioni intere affidate a colleghi pensionati che, talvolta, essendo stati mandati in pensione presto, rimpinguano un assegno un po’ troppo leggero”.
Per Cerrato, “tutti hanno più d’una ragione per mantenere lo ‘status quo’. Dobbiamo cambiare le regole d’ingaggio della nostra professione e non vale solo per il contratto. In questo contesto – sottolinea Cerrato – il ruolo della Casagit è sempre più prezioso. Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, offre sempre meno e con una geografia tanto diversa da regione a regione”.
“Avere una cassa di assistenza che funziona è fondamentale. Ma, a oggi – denuncia il presidente -, quasi il 10% dei giornalisti iscritti vive della solidarietà di tutti. Vale per 2.400 colleghi. In parte sono disoccupati o cassintegrati, in parte sono dipendenti di editori che non pagano i contributi e si fanno inseguire fin sulla porta del fallimento prima di versare qualcosa del dovuto e pianificare azioni di rientro spesso disattese nel giro di qualche mese”, dice Cerrato, specificando che “sapendo che la Casagit non fa mancare la sua copertura anche ai colleghi per i quali non vengono versati i contributi, taluni editori ne approfittano in modo disinvolto”. (Asca)