I collaboratori “coordinati e continuativi, mascherati da collaboratori occasionali” non vengono pagati da 7 mesi

“l’Unità” chiude in Emilia Romagna e Toscana

BOLOGNA – Il primo luglio chiuderanno le cronache locali dell’Unità, in Emilia-Romagna e in Toscana. I collaboratori coordinati e continuativi, mascherati da collaboratori occasionali, che negli ultimi tre anni hanno prestato il loro lavoro quotidiano al giornale di Gramsci nelle redazioni di Bologna e Firenze verranno spazzati via senza alcuna tutela”. Lo rende noto il Coordinamento dei Collaboratori storici dell’Unità.
“Come se non bastasse – aggiunge il Coordinamento – la Nie, società editrice, non ha intenzione di liquidare i 7 mesi di arretrati che spettano a tutti i collaboratori del giornale. Nonostante nei giorni scorsi sia stata votata una ricapitalizzazione, infatti, ad oggi i nostri rappresentanti sindacali non hanno ancora ricevuto alcuna risposta da parte dell’amministratore delegato, Fabrizio Meli, riguardo la liquidazione delle spettanze dovute a noi collaboratori. Un atteggiamento di indifferenza al quale siamo tristemente abituati: ormai da due anni, difatti, la Nie ritiene di potersi permettere di non retribuire il nostro lavoro, utilizzando la scusa della crisi economica. In realtà, in questi stessi anni, la stessa società che fa morire di fame alcuni dei suoi più assidui collaboratori ne contrattualizza  altri. Rifiuta di riconoscere ufficialmente un bacino dei collaboratori storici del giornale ma continua incessantemente ad ospitare sempre nuove firme precarie sul proprio giornale”.
Il coordinamento chiede pubblicamente al direttore, Claudio Sardo, alla Redazione, a tutti i lettori del giornale, al Partito Democratico e a tutte le forze politiche di “schierarsi al nostro fianco e fare pressione affinchè il nostro lavoro venga pagato al più presto e fino all’ultimo centesimo”.
Sulla vicenda, il segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, esprime in “forte rammarico” sottolineando che “da lunedì verrà a mancare una voce importante dell’informazione locale, che tanto ha contribuito alla crescita culturale e civile del nostro territorio”.
“Da lunedì – afferma Donini – la città di Bologna e l’Emilia-Romagna saranno più povere. Auspico che l’editore riconosca al più presto i contributi per le prestazioni professionali dei collaboratori, che da mesi attendono il pagamento degli arretrati.
Al caporedattore, Gigi Marcucci, e ai giornalisti della redazione di Bologna voglio esprimere la vicinanza e la completa solidarietà del Pd di Bologna, auspicando che si possa trovare, in un futuro prossimo, un investitore che consenta il rilancio della testata”.
Anche Sandra Zampa, parlamentare prodiana del Pd, sottolinea come “i lavoratori vanno retribuiti per la loro fatica sempre. Tanto più se vivono una condizione di precarietà occupazionale che li priva delle tutele previste per i dipendenti. Hanno ragione i giornalisti delle cronache locali dell’Unità ad esigere il pagamento degli arretrati. Esprimo loro la mia solidarietà e il mio impegno perchè ciò avvenga”. (Ansa)

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