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Intanto la “talpa” che fa tremare gli Usa è arrivata a Mosca, ma senza passaporto. In 100mila firmano per la grazia

Datagate, l’Ecuador: “Snowden ci ha chiesto asilo”

Per molte persone, nel mondo, Snowden è un eroe

NEW YORK (Usa) – Il governo dell’Ecuador ha ricevuto la richiesta di asilo di Edward Snowden. Lo riferisce il ministro degli Esteri di Quito su Twitter.
Nel parcheggio davanti all’uscita dalla sala delle delegazioni ufficiali dell’aeroporto di Mosca, sono in attesa due macchine Bmw con targa diplomatica dell’Ecuador, di cui una con bandierina. Lo ha constatato l’Ansa sul posto.
“Mi hanno detto di aspettare”, ha risposto l’autista di una delle vetture senza però fornire ulteriori dettagli. In precedenza testimoni hanno visto nel parcheggio anche auto venezuelane che poi sono andate via.
Edward Snowden, la talpa del datagate, ha passato la notte nell’hotel Capsule nel terminal E dell’aeroporto Sheremetevo di Mosca dove è atterrato proveniente da Hong Kong. Lo riferisce l’agenzia Interfax. Il giovane americano non è in possesso di un visto russo e deve perciò rimanere nell’area di transito dello scalo da dove partirà per Cuba.
Gli Stati Uniti revocano il passaporto di Edward Snowden, la talpa del datagate. Lo riporta la stampa americana citando alcune fonti. Il passaporto sarebbe stato revocato prima che la “talpa” lasciasse Hong Kong diretto verso la Russia.
La mancanza di passaporto – secondo la stampa americana che cita un esponente statunitense – potrebbe complicare, ma non mandare all’aria, i piani di viaggio di Snowden.
CAPO NSA: “HA CAUSATO DANNI IRREVERSIBILI”
Edward Snowden ha causato danni “irreversibili”. Lo afferma il capo della National Security Agency (Nsa), Keith Alexander, in un’intervista alla Abc, durante la quale ha messo in evidenza che la Nsa ha rafforzato le misure di sicurezza per evitare ulteriori fughe. Gli Stati Uniti stanno adottando misure per prevenire che i “contractor” e gli amministratori di sistema abbiano la capacità di causare fughe di notizie in futuro.
“Chiaramente – ammette Alexander – il sistema non ha funzionato come avrebbe dovuto”.
“Metteremo in atto misure che ci consentiranno di sorvegliare i nostri amministratori di sistema, quello che fanno e le informazioni che acquisiscono”.
OLTRE 100.000 FIRME PER  CHIEDERE LA “GRAZIA”
La petizione “Grazia per Edward Snowden”, lanciata sul sito della Casa Bianca “We the People”, raggiunge le 106.695 firme. Una soglia importante perché le petizioni che raccolgono oltre 100.000 firme ricevono l’attenzione della Casa Bianca che, in base alle regole fissate, si impegna a rispondere formalmente.
“Edward Snowden è un eroe nazionale”, si legge nella petizione.

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