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La libertà di stampa? Affrancarsi da bisogno e ignoranza

La lezione di Carlo Parisi all’Università di Messina

Laura Simoncini
MESSINA – Secondo i calcoli di Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, l’ultima sgualcita copia su carta del “New York Times” sarà acquistata nel 2043. Pessimistica si è rivelata invece la tesi dell’editore, Arthur Sulzberger jr, che aveva fissato il 2012 come termine ultimo per la fine del giornalismo cartaceo, soppiantato definitivamente dall’avvento dell’online.
A dissertare sul tema “Dal giornalismo tradizionale a quello digitale”, il giornalista Carlo Parisi, vicesegretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e presidente della Commissione personale, contratto e informatica dell’Inpgi, intervenuto all’ultimo ciclo di seminari sul tema “L’informazione dall’analogico al digitale”, coordinati dal prof. Francesco Pira, docente di Comunicazione pubblica e gestione degli Uffici stampa nel dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’ateneo.
L’incontro, rivolto agli studenti dei Corsi di laurea triennale e magistrale in Comunicazione e giornalismo, si è tenuto nell’aula magna dell’ex facoltà di Lettere rappresentando, come ha spiegato il direttore del dipartimento di Civiltà antiche e moderne, Giovanni Cupaiuolo “un momento importante per la formazione dei nostri allievi ed il contatto con altri mondi professionali è di fondamentale importanza per il percorso formativo”.
“Abbiamo voluto – ha detto il prof. Pira – avvicinare i nostri studenti ad importanti progetti a livello nazionale e internazionale, puntando l’attenzione sulla trasformazione del giornalismo dall’analogico al digitale con importanti momenti di confronto e approfondimento portati avanti con autorevoli esponenti del giornalismo”.
Presente anche il prof. Marco Centorrino, docente di Sociologia della comunicazione al dipartimento di Civiltà antiche e moderne. “La vera libertà di stampa – ha spiegato Parisi – consiste nell’essere liberi dal bisogno e dall’ignoranza, libertà che si ottiene con la formazione che gioca un ruolo importante. Chi accetta di lavorare gratis – ha aggiunto – lancia un messaggio negativo all’editore, offende la propria dignità personale e morale e favorisce il lavoro nero, rifiutando di avere quello scatto di orgoglio che è alla base di tutto. In Italia il primo grande quotidiano on line è nato nel 2001 con il nome di APBiscom, diretto da Lucia Annunziata che, pur avendo giornalisti contrattualizzati, ha chiuso dopo pochi mesi perché in nostro Paese non è ancora in grado di recepire la svolta dell’informazione”.
Parisi, che ha dato vita alla testata online “giornalisticalabria.it”, si è soffermato sulla la differenza fra chi fa comunicazione e chi, invece, fa informazione sottolineando che la legge 150 del 2000 ha diviso la figura del portavoce, da quella dell’ufficio stampa.
“L’unico modo per sopravvivere – ha aggiunto –  è fare informazione di qualità, puntando alla sintesi, evitando di infarcire i pezzi che devono essere efficaci e comprensibili a tutti, perché il giornalista non deve pensare di fare cultura, ma informazione”. (Gazzetta del Sud)

Concluso il ciclo di seminari su “L’informazione, dall’analogico e digitale”

MESSINA – L’incontro con Carlo Parisi, sul tema “Dal giornalismo tradizionale a quella digitale”, ha concluso il ciclo di seminari su “L’informazione, dall’analogico e digitale” che si sono svolti, presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, nell’ambito del Corso di Comunicazione Pubblica e Gestione degli Uffici stampa del Corso di Laurea Magistrale Metodi e Linguaggi del Giornalismo, coordinati dal prof. Francesco Pira, delegato alla Comunicazione dell’Ateneo Peloritano e docente di Comunicazione, coadiuvato dalla prof. Marianna Gensabella, coordinatrice del Corso di laurea in Scienze dell’Informazione, Comunicazione pubblica e Tecniche Giornalistiche e dalla prof. Michela D’Angelo, coordinatrice del Corso di laurea magistrale in Metodi e Linguaggi del Giornalismo.
Il vicesegretario della Fnsi, prima della lezione, è stato ricevuto dal Rettore, prof. Francesco Tomasello, che ha sottolineato l’importanza della formazione universitaria, utile per ampliare il bagaglio di conoscenze necessarie per praticare la professione giornalistica.
Carlo Parisi, che negli anni scorsi è stato docente a contratto dell’ateneo siciliano, ha fatto riferimento ai passaggi che hanno interessato il mondo dell’informazione nell’ultimo decennio, chiarendo subito il concetto che “avere la padronanza dei nuovi mezzi di informazione non significa affatto essere in grado di fare informazione”. Da qui l’importanza della formazione universitaria per l’informazione che non è un privilegio di pochi, ma deve essere al servizio di tutti.
Questo primo ciclo di seminari, ha visto la presenza di Antonio Troiano, responsabile della Redazione Cultura del Corriere della Sera, di Antonio Morra, responsabile della Segreteria di Direzione del Corriere della Sera, e di Giovanni Iozzia, giornalista di Panorama esperto di nuove tecnologie.