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Si ipotizza il reato di sequestro del giornalista scomparso in Siria. L’appello di Boumelha (Ifj), Boldrini e UE

Quirico: la Procura di Roma avvia un’indagine

Domenico Quirico

ROMA – La Procura di Roma ha avviato una indagine in relazione alla scomparsa in Siria dell’inviato de La Stampa, Domenico Quirico. Come da prassi, nel fascicolo si ipotizza il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo.
Al momento, in base a quanto si apprende a Piazzale Clodio, sono pochi gli elementi in mano agli inquirenti. Il fascicolo è stato aperto dal sostituto Francesco Scavo. Il pm ha affidato delega ai carabinieri del Ros per effettuare l’attività di indagine.
Le tracce di Quirico si sono perse da oltre venti giorni. Il giornalista, che si trovava nella zona di Homs, per una serie di reportage, era entrato in Siria, palcoscenico di una violenta guerra civile, il 6 aprile scorso.
Secondo quanto è finora emerso, due giorni dopo ha prima mandato un messaggio alla moglie Giulietta, per dirle che era in Siria e che era tutto ok, poi verso sera l’ha chiamata a casa.
Martedì 9 l’inviato ha ancora mandato un sms a un collega della Rai nel quale diceva di essere sulla strada per Homs dopodiché si sono persi i contatti. (Ansa)

BOLDRINI ALL’UNCI: “CONDIVIDO CON VOI L’ANSIA PER LA SUA SORTE”

“Condivido ora con voi l’ansia per la sorte dell’inviato de ‘La Stampa’ Domenico Quirico. L’ho conosciuto sul campo, un campo quasi sempre segnato dalla guerra e dalla devastazione. Spero che presto familiari e colleghi possano riabbracciarlo”. E’ quanto scrive la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un messaggio inviato al presidente dell’Unione cronisti Guido Columba in occasione della Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo che si svolge a Perugia.
“Voglio sperare anche che queste vicende – prosegue la presidente della Camera nel suo messaggio – ci insegnino a tributare maggiore attenzione al giornalismo che rischia persino la vita, pur di far avere a noi tutti il racconto dei dolori del mondo, o dei guasti profondi che in casa nostra produce la criminalità. Per ogni società libera il lavoro dei giornalisti e’ fondamentale. E ancor più essenziale per la democrazia è il lavoro di coloro che informano mettendo a rischio la propria sicurezza, e spesso la propria vita. Scelgono di dar notizie sfidando i poteri criminali e le organizzazioni terroristiche, oppure ci raccontano i conflitti lontani, le guerre dimenticate.
Ci tengo perciò ad esprimere la mia piena adesione all’iniziativa che oggi, giornata mondiale della libertà di stampa, le rappresentanze del giornalismo italiano promuovono nel ricordo dei cronisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo e per richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire ovunque la sicurezza dei reporter. In molti luoghi del mondo, nella mia precedente attività per le agenzie delle Nazioni Unite, ho constatato quale straordinaria importanza abbia e quanti sacrifici richieda questo tipo di informazione.
L’informazione che è guidata non dallo share, o dalla ricerca di una battuta ad effetto per infiammare il dibattito politico, ma dal patto di verità e lealtà coi cittadini. E’ l’informazione coraggiosa che spesso viene dai giovani cronisti precari, disposti a rischiare pur di dar notizie dall’alto valore civile ma dal bassissimo, iniquo compenso economico. A questa informazione auspico che la Camera dei Deputati possa dare anche il necessario supporto legislativo. Lo dobbiamo non ad una categoria, ma alla comunità civile e al suo diritto di sapere”. (Agi)

L’APPELLO DI JIM BOUMELHA, PRESIDENTE DELL’IFJ

“Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, facciamo appello per il ritorno certo del giornalista  e siamo solidali con la sua famiglia e colleghi”, ha detto il Segretario Generale IFJ Beth Costa.
“Il collega Quirico è un giornalista, libero di riferire sul conflitto siriano, senza timore di intimidazioni o violenze. Egli non può essere trattato come un nemico. Se lui fosse stato arrestato o detenuto da un gruppo armato o da una fazione in lotta, facciamo appello affinché venga liberato immediatamente”.
La Stampa,  ha deciso di diffondere la notizia della scomparsa del collega Quirico dopo avere perso i contatti con il corrispondente.  Il direttore Mario Calabresi ha riferito che il giornalista, esperto e testimone di guerre in Sudan, Uganda e Libia, anche in passato avrebbe fatto perdere le proprie tracce per un breve periodo ma mai così a lungo come in questo momento. Il Ministero degli Esteri italiano ha attivato l’Unità di crisi per cercare di rintracciarlo.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) ha anche’essa rivolto un appello per la sua immediata liberazione.
“Chi ha impedito a Domenico Quirico di comunicare con il suo giornale e la sua famiglia negli ultimi 20 giorni dovrebbe sapere che non ha nulla a che fare con un nemico o fazione in guerra”, ha detto Franco Siddi, Segretario Generale della Fnsi.
“Chi lo ha fermato in Siria, dove stava facendo il suo lavoro come inviato speciale per il suo giornale, La Stampa,  ascolti il nostro appello e restituisca al collega la sua libertà”.
“Lui è un giornalista esperto, un vero testimone degli eventi della guerra, della primavera araba, dei conflitti etnici in Africa e della questione del Medio Oriente, apprezzato e rispettato come pochi altri. Se qualche gruppo armato o di qualche fazione lo avesse fermato, sappia  che non può essere trattato come un bersaglio”. (Ifj-Fnsi)

LA PREOCCUPAZIONE DELL’EUROPA

La Commissione Ue, nella Giornata dedicata alla libertà di stampa, esprime la sua “preoccupazione” per il giornalista de “La Stampa” Domenico Quirico, “sparito da ormai più di 20 giorni”. Così il portavoce dell’esecutivo Ue, sottolineando di voler “marcare la nostra solidarietà” con la famiglia e la redazione del quotidiano. (Ansa)

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