- Giornalisti Calabria - https://www.giornalisticalabria.it -

Francesco Ventura: “Cacciati di casa e ridotti all’elemosina”

Francesco Ventura

La casa della famiglia Ventura svuotata e semidistrutta

Francesco Ventura

REGGIO CALABRIA – Sono uno studente universitario ventenne di Reggio Calabria, con una madre ed un padre invalidi, un fratello ed una sorella minorenni. Ci è stato assegnato nel 2003 un alloggio popolare destinato alle forze dell’ordine, in cui abbiamo abitato regolarmente sino al 6 marzo di quest’anno. Si tratta di un appartamento al quinto piano di un condominio.
A giugno abbiamo anche avviato le procedure per l’acquisto dello stabile, divenendo di fatto per il Comune proprietari. Avendo versato la caparra ed avendo firmato il contratto di acquisto, aspettavamo che il rogito venisse effettuato, ma, nel frattempo, il Comune è stato sciolto per contiguità mafiosa, come è già noto alla cronaca. Mio padre è un pensionato della polizia penitenziaria, dopo anni di risparmi e sacrifici pensavamo di acquistare la nostra casa. Così non è stato.
Da quando è uscito il primo bando nel 2011 per l’acquisto degli appartamenti, siamo stati vittime di atti intimidatori, ci facevano trovare proiettili nella cassetta della posta. Tutto quello che sto dicendo è documentato dalle denunce fatte in occasione degli eventi. I malviventi sono appartenenti alla comunità nomade locale e già abitano al quarto piano del condominio in cui abito io.
Dopo aver tentano invano di farci “sloggiare” con le buone hanno intensificato le azioni criminose. Hanno scassato la nostra automobile e, solo nell’ultima settimana, hanno effettuato tre effrazioni, infliggendo ingenti danni a casa mia e derubandomi di vestiti, mobilio, pentole. Non contenti, hanno cercato anche di dare fuoco all’appartamento.
Siamo, dunque, ufficialmente sfollati dal 6 marzo di quest’anno. Le forze dell’ordine ci hanno consigliato di allontanarci dall’abitazione per motivi di sicurezza. Tre giorni fa i malviventi sono stati identificati dalla questura. Si tratta di zingari che avevano occupato l’appartamento e pensavano di farla franca, credendolo ancora di pubblico dominio.
La polizia li ha mandati via, ma ora casa è distrutta, non ci sono più porte e finestre. Quello che non hanno rubato l’hanno distrutto. Hanno minacciato la mia famiglia di morte se non avessimo abbandonato l’appartamento. Ora entrano ed escono da casa mia come vogliono, ogni giorno questi criminali continuano la loro opera di distruzione della nostra vita.
Abbiamo cercato di evacuare il possibile, mentre ci approntiamo a passare questi giorni ospitati in casa di parenti. Sono arrivati addirittura a minacciarci di lasciare la casa ammobiliata. Non siamo più padroni neanche di rientrare e fare i bagagli per andarcene.
Non possiamo ritirarci, non avendo altre case. Non possiamo restare, essendo minacciati di morte. Non possiamo tentare di salvare il salvabile. Non sappiamo come comportarci e abbiamo chiesto aiuto ad istituzioni ed autorità.
Per motivi di sicurezza non voglio dire e far vedere dove attualmente risiediamo. C’è troppa paura in casa. Non vogliamo mettere in pericolo anche i nostri parenti.
Vogliamo mobilitare l’opinione pubblica, in modo che la cittadinanza vigili, le istituzioni siano solerti e la giustizia compia il proprio dovere. Non abbiamo altre case, non abbiamo a chi rivolgerci. Mio padre prende meno di 1.000 euro di pensione ed ora ci ritroviamo a dover ricostruire la nostra vita partendo da zero, in attesa di sapere dove poterla ricostruire in sicurezza. Vogliamo solo tornare a vivere con tranquillità e serenità. Niente di più, niente di meno.
Io collaboro con un quotidiano regionale, “Calabria Ora”, e mi occupo prettamente di cultura. Non sono ancora giornalista pubblicista, ma spero di diventarlo presto. Ho anche fondato un’associazione con la quale gestisco una biblioteca privata di oltre 5.000 volumi, prevalentemente testi scolastici. A settembre 2012 il nostro Comune non aveva la possibilità di erogare il comodato d’uso dei libri a favore delle famiglie, così lo abbiamo fatto noi, facendo risparmiare più di 4.000 euro ai nostri concittadini.
A settembre avevamo solo 800 libri e abbiamo fatto molto. Quest’anno stavamo per metterne in circolazione 5.000 a disposizione degli studenti, tutto gratuitamente ed a favore di chi, come noi, fatica ad arrivare a fine mese. Queste canaglie nel tentativo di incendio volevano usare i libri come combustibile. Tutto è perduto. Siamo riusciti a metterne in salvo meno di due quinti, il resto è ancora a casa, sparso sul pavimento e tra le stanze di casa mia. Barbari.
Non abbiamo mai chiesto un soldo a nessuna istituzione per le nostre attività sociali e volontaristiche. Mio padre ha lavorato sino alla pensione per lo Stato. Ora siamo costretti a dovere elemosinare il mangiare ed i calzini.
Vogliamo aiuto per riappropriarci della nostra dignità di famiglia ed essere umani. Aiutateci a non fare cadere tutto nel silenzio. Questi, invece, vogliono il silenzio ed il buio per continuare ad agire incontrastati. Aiutatemi a far sapere cosa sta succedendo e a fare luce su questi eventi tristi ed infelici per noi.
Aiutateci, da soli non riusciremo a resistere per molto. Siamo stati economicamente annientati. Non ci sono rimasti risparmi, né beni da vendere per tamponare le spese. Siamo stati privati del necessario, non del superfluo. A casa la salute è precaria, non possiamo contare neanche su quella. Siamo disperati.