Le cooperative editoriali chiedono al Governo che sarà eletto di porre rapidamente all’ordine del giorno la riforma

“Informazione: in Italia un sistema malato”

ROMA – “Il sistema dell’informazione e della comunicazione in Italia è profondamente malato, condizionato dal continuo decalage della domanda d’informazione, dalle difficoltà a continuare rispondere alla crisi con continue ristrutturazioni, dalla complessità a seguire e ad appropriarsi delle nuove tecnologie, dalla crescente carenza di risorse e dall’incapacità di rispondere alla domanda, forte, di lavoro delle giovani generazioni”.
Lo dichiarano Aci Comunicazione, Agci Culturalia, Federcultura Confcooperative, Mediacoop Legacoop. “Le nostre imprese – prosegue la nota – nella consapevolezza di quanto la comunicazione e l’informazione siano essenziali per la vita democratica del Paese chiedono al Governo che sarà eletto, di porre rapidamente all’ordine del giorno la riforma del Sistema dei media.
Non è un compito facile – basta guardare all’incapacità dei Governi delle due ultime legislature – perché non si tratta di elaborare politiche difensive o di incentivi. Se lo si vuole affrontare seriamente occorre porsi i problemi non eludibili del conflitto di interessi, della corretta e pluralista allocazione delle risorse pubblicitarie, dei fabbisogni innovativi per seguire le evoluzioni tecnologiche, del sistema dell’emittenza radiotelevisiva e, al suo interno, della riforma della Rai e, infine, del temperamento e del controllo dei processi di concentrazione editoriale. Il tutto con la consapevolezza della necessità di salvaguardare il pluralismo delle posizioni e di esaltare le esperienze, i siti valoriali locali e la cultura diffusa sul Paese”.
“In ogni caso – si legge ancora -, chiediamo, specificatamente, che, nel quadro delle politiche di sostegno che favoriscano l’innovazione, la crescita della domanda di informazione, il sostegno al riposizionamento di editori e delle professionalità dei giornalisti e lavoratori dell’informazione, sia posta una particolare attenzione alle esperienze editoriali “pure”, all’impresa cooperativa, a quella non profit – che rappresentano la forma più diffusa di ingresso dei giovani nel mondo dell’informazione – all’editoria di idee e a quella di testimonianza”. (Ansa)

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