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Incendiata l’auto del giornalista Pino Maniaci

Pino Maniaci

Franco Siddi e Lorenzo Del Boca

PARTINICO (Palermo) – I cronisti italiani sono solidali con Pino Maniaci, direttore di Telejato, al quale in nottata è stata bruciata l’auto. Gli attentatori hanno anche infranto il parabrezza dell’automobile in uso al figlio di Maniaci, Giovanni, collaboratore dell’emittente di Partinico.
L’Unione Nazionale Cronisti Italiani chiede alle forze dell’ordine e alla magistratura di individuare al più presto i responsabili dell’ennesima intimidazione.
Da anni Maniaci è perseguitato per l’attività di libera informazione che conduce attraverso la sua emittente. Il 12 febbraio 2008, per testimoniare la solidarietà dell’intera a categoria a chi lavorava in condizioni così difficili, al telegiornale condotto da Maniaci parteciparono Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti, Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Guido Columba, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti che consegnò a Maniaci la tessera di cronista onorario. Successivamente, l’Ordine nazionale ha iscritto Maniaci come giornalista professionista.
Il presidente del Gruppo siciliano cronisti, Leone Zingales, ha definito “inquietante la circostanza che l’intimidazione arrivi nel giorno dell’anniversario dell’omicidio di Giuseppe Fava, ucciso a Catania nel 1984 e a due giorni dalle manifestazioni a ricordo del cronista Giuseppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1993. I cronisti che svolgono il proprio lavoro con coraggio e puntualità non si fanno intimidire”.
Solidarietà a Pino Maniaci è stata espressa anche dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia al “collega che da anni, attraverso i microfoni dall’emittente Telejato, denuncia coraggiosamente l’arroganza della criminalità mafiosa”.
L’Odg di Sicilia ricorda che “quale che sia l’origine del’’intimidazione di cui oggi lui e il figlio sono stati vittime, Pino ha e avrà sempre al suo fianco i giornalisti siciliani”.