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Il vicesegretario Fnsi a “Esperia TV”: “Niente sconti a quanti, mortificando i giornalisti, non rispettano il proprio pubblico”

Carlo Parisi: “Equo compenso, gli editori non hanno più alibi”

Carlo Parisi

CROTONE – “La legge sull’equo compenso ribadisce, se ce ne fosse bisogno, il diritto sancito dall’art. 36 della Costituzione Italiana («Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa…»), che in sede attuativa non può derogare ai parametri fissati dal contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi”.
Lo ha ricordato, stamane, Carlo Parisi nel corso della “telefonata in diretta” del programma “Buongiorno Esperia”, condotto dal giornalista Pasquale Motta sull’emittente regionale calabrese “Esperia TV”, edita dal Gruppo Marrelli e diretta da Salvatore Audia, alla quale il segretario regionale del Sindacato Giornalisti della Calabria e vicesegretario nazionale Fnsi, ha voluto pubblicamente riconoscere “l’applicazione e il rispetto del contratto nazionale di lavoro giornalistico”.
Della legge 213/2012 sull’equo compenso, Carlo Parisi ha sottolineato, in particolare, “l’importante elemento di novità rappresentato dall’istituzione di un «elenco, costantemente aggiornato,  dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità», la cui mancata iscrizione per un periodo superiore a sei mesi comporta la «decadenza dall’accesso» ai contributi in favore dell’editoria”.
Ripercorrendo le tappe di una battaglia lunga 18 anni (ovvero da quando la Fnsi avanzò l’istanza per un tariffario equo per i freelance), che si è concretizzata allo scadere dell’ultimo giorno utile per la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (il 31 dicembre) della legge sull’equo compenso nel lavoro giornalistico, Carlo Parisi ha posto l’accento sul valore di un atto che, prevedendo che «il patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell’equo compenso è nullo», impone una rapida definizione dei parametri di riferimento da parte della Commissione che dovrà essere istituita entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, operativa dal 18 gennaio”.
“Una legge – ha detto ancora Carlo Parisi – a lungo osteggiata da editori senza scrupoli che hanno corrisposto compensi da fame o, addirittura, non hanno mai pagato i propri collaboratori e vorrebbero continuare a non farlo, mortificando la dignità umana e professionale di tanti giornalisti che, quotidianamente, con serietà e sacrificio, tengono in piedi aziende decotte o morte sul nascere, che fanno dello sfruttamento e del ricatto la loro linea editoriale”.
“Affinché la legge sull’equo compenso non si traduca in un semplice slogan o, peggio ancora, in una delle tante leggi destinate a rimanere solo sulla carta”, per il vicesegretario della Fnsi “è, infatti, necessario uno scatto di dignità dei giornalisti in difesa di una professione che non solo non può derogare al rispetto dell’etica e della deontologia professionale, ma soprattutto deve preoccuparsi del rispetto più assoluto di chi ci ascolta e ci legge. Senza qualità dell’informazione – ha concluso Carlo Parisi – non esiste libertà di stampa”.

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