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Assurda denuncia dell’Assostampa Sicilia, ma “inquietante” è l’82,38% dei giornalisti siciliani che non la riconoscono

Libertà di stampa non è licenza di diffamare

REGGIO CALABRIA – L’articolo dal titolo “Elezioni Inpgi. Indagine della magistratura sul voto elettronico in Sicilia”, pubblicato sul sito internet dell’Associazione Siciliana della Stampa e ripreso da quello di Franco Abruzzo, non fa altro che confermare l’oggettiva difficoltà con la quale la nostra categoria stenta ad affermare nell’opinione pubblica e nel legislatore la necessità di garantire regole a tutela della libertà di stampa. La linea della Fnsi, a tal proposito, è chiara: “Libertà di stampa non è sinonimo di licenza di diffamare”, come non si stanca di ripetere il segretario generale Franco Siddi.
Non entro nel merito dell’indagine della magistratura sul voto elettronico in Sicilia, né delle vicende siciliane, che i giornalisti di quella regione conoscono talmente bene da non farsi certamente tediare da teoremi calunniosi che saranno trattati nelle opportune sedi.
Mi limito ad alcune semplici osservazioni, partendo dalla conclusione della contorta elucubrazione mentale dell’estensore della nota, che riporto fedelmente nella forma e nel contenuto: “I consiglieri generali siciliani Maria Pia Farinella e Giuseppe Gulletta e il membro del collegio sindacale Attilio Raimondi hanno aderito alla corrente Giornalisti Liberi e Indipendenti, che fa capo al segretario dell’Associazione stampa di Calabria Carlo Parisi, e di cui fanno parte anche, come membri di spicco, gli ex presidenti dell’Ordine, Lorenzo Del Boca e Mario Petrina”.
Ebbene, come nella vita di tutti i giorni, se un marito tradisce la moglie, scegliendo di pendere dalle labbra dell’amante, non può certo pretendere l’applauso, allo stesso modo, nella professione, un giornalista, alla stregua di un qualsiasi cittadino, può tranquillamente esprimere un’opinione, ma senza per questo scadere nella diffamazione, supportando le proprie tesi con dati manipolati a proprio uso e consumo.
Come chiaramente espresso dalla collega Maria Pia Farinella, la stessa non ha mai aderito a “Stampa Libera Indipendente” che – piaccia o meno all’Assostampa Sicilia – non è una “corrente”, ma la componente sindacale che – con propria lista – lo scorso anno è risultata la seconda forza della Fnsi dopo il Congresso di Bergamo, eleggendo due componenti nella Giunta Esecutiva e che, nel maggio scorso, ha aderito alla maggioranza con la mia contestuale nomina nella Segreteria.
Una componente sindacale, “Stampa Libera e Indipendente”, totalmente trasversale rispetto alle posizioni personali dei singoli, che riunisce soggetti con differenti e variegate posizioni politiche personali sotto la bandiera della qualità dell’informazione, che può essere garantita soltanto con la professionalità ed il giusto trattamento economico e previdenziale dei giornalisti.
Vero è, invece, che “Stampa Libera e Indipendente”, in occasione delle Elezioni Inpgi del febbraio scorso, ha invitato i colleghi di tutta Italia – diffondendo programma e volantini in tutto il Paese – a votare i candidati che – a nostro giudizio – meritavano attenzione e consensi per la loro indiscussa serietà e professionalità: 34 per il Cda dell’Inpgi 1 (dei quali 23 eletti a partire dal presidente Andrea Camporese), 7 per i pensionati del Cda dell’Inpgi 1 (2 eletti), 4 per i Sindaci dell’Inpgi 1 (2 eletti), 2 per il Comitato amministratore dell’Inpgi 2 (1 eletto) e 2 per i Sindaci dell’Inpgi 2 (2 eletti). L’appello al voto di Stampa Libera e Indipendente
Lapalissiano, dunque, che le nostre indicazioni non fossero legate all’appartenenza alla nostra componente, ma “al merito della persona”, quindi, esclusivamente finalizzate a sostenere i candidati – a nostro giudizio – più idonei ad amministrare l’Inpgi in un momento cruciale per la sopravvivenza dell’istituto di previdenza dei giornalisti italiani.
Quanto a Giuseppe Gulletta, l’Assostampa Sicilia omette un elemento alla stregua del non citare il nome del morto nel dare la notizia di un omicidio. Il collega Giuseppe Gulletta è segretario provinciale dell’Assostampa di Messina e consigliere regionale dell’Assostampa Sicilia che firma genericamente lo stravagante documento.
L’Assostampa Sicilia ritiene, forse, che un proprio autorevole esponente abbia commesso degli illeciti? Se così fosse, a norma di Statuto, avrebbe dovuto deferirlo al Collegio dei Probiviri per l’apertura di un procedimento discliplinare. Non l’ha fatto. Dunque, di cosa stiamo parlando?
Come per la Farinella – cui rinnoviamo tutta la nostra stima umana e professionale – ci siamo sentiti di accordare la nostra indicazione anche al sindaco Attilio Raimondi (e lo stesso discorso vale per Pierluigi Roesler Franz) pur sapendo – e lo sanno anche le pietre – che non solo non hanno mai aderito a “Stampa Libera e Indipendente”, ma addirittura sono stati sempre schierati su altri fronti. Dunque, appare ridicola la stravagante tesi del Raimondi “soldato” di “Stampa Libera e Indipendente”. E’ sufficiente prendere in esame il voto all’Inpgi 2 per evincerlo.
In Calabria, per il Collegio dei Sindaci, Raimondi ha riportato 159 voti, Franz 152 (indicati da “Stampa Libera e Indipendente”), Tancredi 15, Tarissi 13, Antonelli 10. Per il Comitato amministratore: Ezio Ercole e Rodolfo Davoli (esponenti ufficiali di “Stampa Libera e Indipendente”) 143, Belloni 95, Scarcella 71, Di Stefano 11. Rispettate, dunque, le indicazioni di “Stampa Libera e Indipendente”: Raimondi e Franz (di altri fronti ma, a nostro giudizio, comunque meritevoli di fiducia) nei Sindaci ed Ercole e Davoli (di “Stampa Libera e Indipendente”) nel Comitato amministratore.
In Sicilia, invece, nei Sindaci Raimondi ha raccolto 349 preferenze davanti a Tarissi 42, Benanzato 28, Franz 27 e Tancredi 22. Nel Comitato amministratore: Di Stefano ha ottenuto 227 voti, Romano 130, Marra 118 (tutti e tre avversari di “Stampa Libera e Indipendente”), Ercole 116, Antonini 55.
Stando alla “teoria” del Raimondi “soldato” di “Stampa Libera e Indipendente”, i nostri candidati Ercole e Davoli avrebbero dovuto sbancare in Sicilia. Invece, Ercole, consigliere uscente, è risultato quarto e l’altro nostro candidato, Rodolfo Davoli, a fronte dei 349 voti riportati da Raimondi, in tutta la Sicilia ne ha ottenuto soltanto 1. Chiaro che Raimondi (schierato su ben altro fronte), potendo esprimere massimo 3 preferenze, non ha certo fatto campagna elettorale per i candidati di “Stampa Libera e Indipendente”.
Nella maldestra manipolazione di dati e nomi, inoltre, l’Assostampa Sicilia omette di citare gli ufficiali rappresentanti di “Stampa Libera e Indipendente”: oltre ai presidenti emeriti dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca (tre volte presidente nazionale dell’Odg e presidente della Fnsi) e Mario Petrina (due volte presidente nazionale dell’Odg e vicesegretario Fnsi), infatti, ci sono Ezio Ercole (consigliere nazionale Fnsi, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte e secondo in assoluto in Italia nelle elezioni del Comitato amministratore dell’Inpgi 2), Mimmo Falco (componente della Giunta Esecutiva Fnsi e vice presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania), Enzo Colimoro (consigliere nazionale Fnsi, primo degli eletti all’Inpgi 1 in Campania e presidente dell’Assostampa Campania), Fiorenzo Cravetto (primo degli eletti nell’Inpgi 1 in Piemonte), tanto per citarne alcuni.
Su Petrina, l’Assostampa Siciliana afferma che “…solo 13 dei 421 colleghi che hanno partecipato alla consultazione non gli hanno dato la preferenza. Un dato che non solo non ha eguali in Italia…”. E dov’è la stranezza? Che Mario Petrina, ex capo redattore della Testata Giornalistica Sportiva della Rai, due volte presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, vicesegretario della Fnsi e attuale consigliere d’amministrazione della Casagit, goda della stima, la fiducia e l’affetto dei siciliani? Innanzitutto, precisiamo che Petrina non è stato eletto sindaco effettivo, ma supplente e che dallo stesso incarico – assolutamente virtuale, perché hanno diritto a partecipare al Collegio solo gli effettivi – si è immediatamente dimesso poiché incompatibile con il Cda della Casagit.
L’Assostampa Sicilia, nella sua operazione tutt’altro che giornalistica, omette, inoltre, di dire che, in Italia, Mario Petrina ha ottenuto 1319 voti e che, dopo la Sicilia, la regione nella quale è stato più votato è il Lazio. Dunque, dove si concretizza il teorema Calabria-Campania-Sicilia determinanti per l’esito del voto, se nei collegi nazionali “Stampa Libera e Indipendente” ha eletto solo Ezio Ercole, che soltanto nella sua regione (il Piemonte) ha ottenuto oltre un terzo (302) degli 804 voti raccolti in tutta Italia?
Infine, secondo l’Assostampa Sicilia, i dati di affluenza al voto (53,73% in Calabria, 42,56% in Sicilia e 37,97% in Campania) “certamente meritano grande attenzione (e generano anche qualche inquietudine)”, aggiungendo che “l’Associazione siciliana della stampa, con un comunicato e una segnalazione all’Inpgi e alle autorità competenti, rilevò come questa anomalia ponesse una serie di dubbi che avrebbero richiesto adeguate verifiche e immediati accertamenti”. Ebbene, chiediamo ufficialmente al presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, di rendere pubblicamente noto il pronunciamento unanime del Consiglio d’Amministrazione dell’Inpgi sulla vicenda, a conclusione delle verifiche tecniche effettuate.
Non prima, però, di evidenziare che in Calabria dei 2371 iscritti all’Ordine dei giornalisti 1163 sono iscritti al sindacato (49,05%), mentre in Sicilia dei 4822 iscritti all’Ordine ne sono iscritti appena 850 (17,62%). E questo la dice lunga sul rapporto di fiducia che i giornalisti hanno rispetto agli istituti di categoria che, naturalmente, si riflette sulle percentuali di votanti in occasione degli appuntamenti elettorali.
Insomma, se eventualmente dovesse esserci qualcosa di “inquientante” nei numeri della categoria, non è certamente il 53,73% percento (che rappresenta, comunque, la maggioranza assoluta, ma non può certo considerarsi un plebiscito di giornalisti calabresi che hanno votato all’Inpgi), ma, eventualmente, l’82,38% dei siciliani che non credono nell’Associazione Siciliana della Stampa, tanto da non volerne essere iscritti.
Se i vertici dell’Assostampa Sicilia pensano di aprire, così, la campagna elettorale per le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Sindacato e del Consiglio Regionale e Nazionale dell’Ordine, farebbero meglio a trovare argomenti più seri e, soprattutto, eticamente e deontologicamente corretti. Per rispetto degli 850 giornalisti siciliani iscritti al sindacato e dei 3972 non iscritti e che, certamente, con argomenti del genere – falsi, offensivi, diffamatori e, soprattutto, in malafede – si guarderanno bene dall’avvicinarsi. Ma forse a Palermo, e magari a Catania, erroneamente è in questo che qualcuno spera per rimanere a galla.
Carlo Parisi
Vicesegretario nazionale Fnsi
Segretario Sindacato Giornalisti della Calabria

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