La Fnsi, preoccupata per la vicenda di cui è protagonista il direttore de “L’Avanti”, chiede più rigore nell’intervento pubblico

“Le storie alla Lavitola: una devastazione per i giornali veri”

Valter Lavitola

Franco Siddi

ROMA – Nessuno ci convincerà a ringraziare Valter Lavitola, anche se le nuove intercettazioni dei suoi dialoghi col presidente del Consiglio mostrano il direttore de “L’Avanti!” intento a perorare la causa del finanziamento pubblico all’editoria e persino preoccupato per il posto di migliaia di giornalisti.
E, invece, sono proprie le storie alla Lavitola, quelle che devastano la credibilità dell’intervento pubblico: un sostegno che negli ultimi anni ha subìto una costante erosione, ma che ha continuato ad essere erogato in base a criteri troppo opinabili.
Così, esperienze editoriali autenticamente preziose per il pluralismo informativo si trovano accomunate ad imprese di ben più incerta consistenza, e i giornali veri – con un pubblico di lettori reale – rischiano di pagare per i comportamenti di altri.
La Fnsi ribadisce, una volta di più, la sua richiesta di rigore. Il regolamento varato l’anno scorso dalla Presidenza del Consiglio è stato un passo in avanti, ma non cancella la necessità di una incisiva legge di riforma.
Una necessità che le esigue risorse pubbliche rendono ancora più stringente: in tempi di crisi, è doppiamente insopportabile che anche un solo euro della collettività vada sprecato.

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