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Caso Mora: bancario svizzero accusa Emilio Fede

Lele Mora ed Emilio Fede

MILANO – Un funzionario di una banca svizzera, sentito dai pubblici ministeri di Milano, Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere per bancarotta il “talent-scout” Lele Mora, ha raccontato agli inquirenti che il direttore del Tg4 Emilio Fede, indagato per concorso nella bancarotta, aveva preso 300 mila euro in contanti in Svizzera. Per lui sarebbe stato aperto e svuotato anche un conto da 200 mila euro.
Fede è indagato nell’inchiesta perché, stando alle dichiarazioni di Mora, avrebbe trattenuto circa 1,2 milioni di euro degli oltre 2,8 che l’agente dei Vip avrebbe ricevuto in prestito dal premier italiano Silvio Berlusconi, attraverso il manager Giuseppe Spinelli.
Sentito dai magistrati per rogatoria lo scorso 8 agosto, il funzionario della Bsi di Lugano ha spiegato che inizialmente Mora aveva chiesto di poter prelevare 500 mila euro in contanti dal suo conto in Svizzera per girarli a Fede. Visto che la banca però era contraria, sempre secondo il racconto del bancario, lo stesso Fede si recò in Svizzera e gli vennero dati 300 mila euro in contanti e venne aperto un conto a suo nome con altri 200 mila euro, conto che sarebbe stato poi svuotato.
Gli inquirenti per ora hanno “tracce” di soldi che sarebbero finiti a Fede per circa 350 mila euro: i 200 mila euro del conto svizzero e altri 150 mila euro in assegni circolari. Secondo Mora, però, Fede avrebbe preso circa 1,2 milioni di euro.
Il “viaggio” in Svizzera di Fede, stando alla testimonianza del funzionari di banca ticinese, sarebbe avvenuto nell’aprile 2010.
Stando alle indagini e alle dichiarazioni di Mora, l’agente dei Vip avrebbe ricevuto un prestito da parte di Silvio Berlusconi in tre tranche: circa un milione di euro nel gennaio 2010, circa 1,5 milioni di euro nel marzo dello stesso anno e altri 300 mila euro circa nell’autunno successivo. Soldi che, secondo l’accusa, il talent scout avrebbe fatto sparire senza metterli nelle casse della sua società per cui era già aperta la procedura fallimentare.
Oltre ai 500 mila euro passati per i conti in Svizzera, secondo la testimonianza di Mora, lo stesso agente dei Vip avrebbe consegnato a Fede circa 450 mila euro negli uffici Mediaset, mentre circa 150 mila euro glieli avrebbe girati tramite assegni circolari.
Ieri Mora, davanti ai giudici del Riesame, da quanto si è saputo, ha ribadito di aver ricevuto oltre 2,8 milioni di euro dal premier e di averne data una parte a Fede, che l’avrebbe trattenuta.
La vicenda del prestito era emersa anche da alcune intercettazioni sul caso Ruby (Fede e Mora sono imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione) che i pm Fusco e Carducci hanno acquisito agli atti dell’inchiesta. Mora ha chiesto al Riesame di essere messo ai domiciliari, dando come “opzioni” per la detenzione anche la casa del suo avvocato Nicola Avanzi e quella della madre dell’altro legale, l’avvocato Luca Giuliante. (ATS)