Stroncato da un infarto a Managua dove si era rifugiato dopo i sospetti sull’omicidio di Mauro Rostagno

Morto il giornalista Francesco Cardella

Francesco Cardella

MANAGUA (Nicaragua) – E’ morto la notte scorsa a Managua, in Nicaragua, stroncato da un infarto, il giornalista Francesco Cardella. A darne notizia, a Trapani, la città in cui era nato 71 anni fa, la sua famiglia d’origine.
Cardella si era rifugiato a Managua dopo che su di lui si erano concentrati i sospetti in relazione all’uccisione di Mauro Rostagno. Il sociologo era stato, infatti, chiamato da Cardella a Trapani perchè collaborasse nella gestione di “Saman”, Centro per il recupero dei tossicodipendenti. A Managua il giornalista era, comunque, rimasto anche dopo la conclusione, per lui favorevole, delle indagini sul delitto, dando vita ad una nuova famiglia. Lascia la compagna e 4 figli, il maggiore dei quali avuto da un precedente matrimonio.
Cardella aveva cominciato la sua attività giornalistica nel 1963 al quotidiano palermitano “Telestar”. Due anni dopo si trasferì a Roma, con l’editore Saro Balsamo, per lanciare le prime riviste per soli uomini. Come “Ora”, un giornale porno per il quale fu arrestato con l’accusa di pubblicazione oscena.
Dopo tale vicenda, cambia ancora città e, a Milano, incontra e sposa Raffaella Savinelli, figlia di un noto industriale della pipa dalla quale Cardella avrà un figlio. Quando la moda del porno declina, Cardella acquista il settimanale Abc e ne affida la direzione prima a Ruggero Orlando, poi a Claudio Sabelli Fioretti.
Ma l’editoria non è l’unico amore di Cardella, che scopre ben presto l’Oriente: vola in India, dove per qualche tempo vive in una “comune” e incontra il santone Bhagwan Raynesh, fondatore degli “Arancioni”, del quale Cardella diventerà rappresentante in Europa. È in questa veste che decide di aprire ai giovani in crisi esistenziale la sua villa di Lenzi, chiedendo loro di trasferire alla sua “chiesa” i loro beni come voto di povertà.
Quando anche il credo arancione declina, Cardella si ricicla terapeuta antidroga. Amico di Bettino Craxi, testimone di nozze del figlio Bobo, e di Claudio Martelli, Cardella si dedica alla raccolta di fondi pubblici per “Saman”, il Centro di recupero che, nelle varie sedi aperte in tutta Italia, assiste fino a 900 giovani. È così che la comunità diventa il suo impero e lui viaggia o su una Bentley o con il suo aereo personale, in mare si sposta con il suo yacht.

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