I praticanti della 108ª commissione d’esami hanno calorosamente ricordato il grande maestro

Un lungo applauso per Gilberto Evangelisti

Un mazzo di fiori sul suo posto

Gilberto Evangelisti

ROMA – Un lungo applauso, testimonianza di un affetto autentico: così i praticanti che hanno preso parte alla 108ª sessione d’esami hanno voluto salutare il ricordo Gilberto Evangelisti, scomparso il 17 aprile scorso.
Gilberto, come tutti amichevolmente lo chiamavano, si è occupato per decenni della formazione dei giovani giornalisti, spendendo ogni sua energia per dare loro un contributo utile a diventare professionisti. Al suo posto, nella sala che ospita gli esami, un mazzo di fiori davanti alla “sua” sedia vuota.
Gilberto Evangelisti è stato uno dei “mostri sacri” del giornalismo sportivo italiano. Nato il 17 settembre 1928, è entrato in Rai, nel giornale radio, come redattore ordinario nel 1963 fino a ricoprire nel 1990 l’incarico di direttore della Tgs, la testata giornalistica sportiva della Rai, poi diventata Raisport.
E’ stato presidente della Federazione Nazionale della Stampa dal 1989 al 1992, eletto dal 20° Congresso di Bormio assieme al segretario generale Giuliana Del Bufalo. Per tanti anni è stato segretario della Commissione d’esami di idoneità per l’iscrizione nell’elenco dei giornalisti professionisti.
Della Commissione d’esami dell’Ordine dei giornalisti era ancora consulente, collaborando attivamente ai corsi di formazione per i praticanti, organizzati a Fiuggi. Il 30 marzo scorso, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha ospitato la cerimonia di consegna a Gilberto Evangelisti di una targa per i suoi 50 anni di iscrizione all’Ordine.

Un commento:

  1. Alla commemorazione del grande Gilberto mi permetto di partecipare anch’io anche se non sono praticante. Mi associo ai molti colleghi giovani e vecchi per ricordare con affetto massimo e rispetto più che doveroso Gilberto con il quale ho avuto la fortuna di condividere, da commissario d’esami per ben due volte, alcuni dei momenti più belli della mia vita, conoscendo e apprezzando da vicino la suà dignità e onestà professionale. Indimenticabile.

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