E’ scomparsa ieri a soli 56 anni. Sconvolti i colleghi di Fnsi e Senza Bavaglio

Grave lutto nel giornalismo: è morta Marilisa Verti

Marilisa Verti al Congresso Fnsi di Castellaneta nel 2007

ROMA – Se ne è andata all’improvviso, a soli 56 anni, Marilisa Verti, ex direttore di Società Civile, già redattore dell’Europeo e freelance, per scelta, ormai da parecchi anni. Fervida sindacalista, fondatrice e punto di riferimento di Senza Bavaglio, è morta questa mattina per un’aneurisma cerebrale.
In giugno avrebbe dovuto sposarsi con Fulvio, collega e militante, insieme a lei, nelle fila di Senza Bavaglio, in difesa dei precari, quelli che la Verti definì, in più occasioni, degli spettri, senza temere di levare alta la voce, anche contro il sindacato, qualora lo ritenesse giusto.
E proprio alla difesa dei freelance era dedicato l’intervento della Verti, al XXV Congresso della Fnsi: “Finalmente si inizia a comprendere che i freelance esistono – queste le parole di Marilisa, nel 2007 a Castellaneta -, che non sono il futuro, ma il presente della professione giornalistica. Il lavoro autonomo deve avere una norma, bisogna tutelare chi vuole uscire dalle redazioni. Questo è l’unico tipo di flessibilità accettabile”.
Ma la notizia della sua morte, purtroppo, è vera e non è un fantasma, come lei aveva imparato a travestirsi per denunciare i drammi dei giornalisti senza prospettiva, precari e con poche speranze per il futuro, anche a 50 anni e più.
Marilisa Verti, una carica positiva e critica permanente, animatrice della vita associativa della categoria e dei coordinamenti dei colleghi che vivono la condizione del giornalista senza contratto sicuro, stavolta non è sparita dietro un lenzuolo bianco con due fori agli occhi, la sua “divisa di battaglia”.
Una tragedia che sconvolge tutti coloro che l’hanno conosciuta, che l’hanno avuta al fianco in tante battaglie, anche tenace e leale personalità competitiva, protagonista nella componente interna della Fnsi “Senza Bavaglio”, sul terreno delle idee e delle azioni sociali, nel Sindacato dei giornalisti e nel movimento più vasto per la lotta al lavoro sommerso e precario.
Ancora sabato scorso, Marilisa era in prima linea. Domenica una pausa nella inesauribile attività sociale, l’avviso di un dolore intenso e la morte.
Marilisa Verti non è un fantasma. E’ (ne parliamo al presente perché così la sentiamo tra noi) una donna e una giornalista vera, una persona vitale nel paesaggio delle attività sociali per le libertà, i diritti, la dignità del lavoro in tutte le sue espressioni.
I suoi “fantasmi”, visti in piazza in tante manifestazioni, sono una denuncia permanente per far conoscere e capire i drammi di chi non sta nei libri paga regolari, anche delle imprese editoriali, e per chi i Cud certificano una vita da fantasmi.
La Fnsi saluta Marilisa Verti con affetto, partecipa al dolore dei familiari, rivive la forza della sua magnetica solidarietà.
I funerali si terranno domani, alle 15, a Borgotaro (Parma), dove la giornalista si era trasferita di recente, nella casa di famiglia.

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