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Informare è rispettare la verità dei fatti

Roberto Natale

Alessio Butti

ROMA – “Un giudizio molto molto critico, anche in questa nuova versione in cui il senatore Butti si è inventato questa idea apparentemente bizzarra dell’alternanza dei conduttori, ma non l’alternanza di tutti i conduttori, l’alternanza dei conduttori di quelle due trasmissioni di prima serata che hanno la particolarità giornalistica di essere sgradite al presidente del Consiglio”. Questo quanto espresso da Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, all’AgenParl sulla proposta del senatore Alessio Butti in Commissione di Vigilanza Rai.
“Non ci pare un criterio editoriale, perché non lo renderebbe meno assurdo, ma lo renderebbe forse meno sospetto di faziosità un criterio di alternanza che fosse proposto per tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Per noi rimarrebbe egualmente assurdo, però non sarebbe così anche smarcatamente fazioso. Ma quello che, soprattutto, è pericoloso è il principio di fondo che ispira tanto la prima quanto la seconda bozza del senatore Butti, vale a dire questa idea che l’informazione del servizio pubblico debba rispecchiare la volontà della maggioranza dei cittadini italiani come si sono espressi alle elezioni. Questo è un abominio dal punto di vista di una corretta concezione dell’informazione”.
“L’informazione – conclude Butti – non ha l’obbligo di rispecchiare le maggioranze e ovviamente nemmeno le minoranze, semplicemente deve cercar di tendere a una rappresentazione quanto più possibile fedele della realtà, proporre la massima quantità di punti di vista sulla situazione italiana e internazionale. Queste sono le categorie in base alle quali si deve muovere l’informazione. Deve rispettare la verità sostanziale dei fatti”.