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110 giornalisti su 180 chiedono la testa del direttore dell’informazione, Edy Salmina, invocando la svolta

Guerra aperta nella Radiotelevisione Svizzera

Edy Salmina

COMANO (Svizzera) – I giornalisti della Radiotelevisione Svizzera chiedono la testa del direttore dell’informazione, Edy Salmina. In una lettera sottoscritta da 110 dei 180 redattori in servizio, a Salmina viene rimproverato che, tre anni fa, aveva annunciato “l’avvio del progetto di convergenza e ancora recentemente ha dichiarato che la Rsi sta aprendo la strada ad altri in questo campo.
A settembre il responsabile dell’Area Info ha confermato che la convergenza, quella organizzativa, era cosa fatta. Ma la realtà che viviamo ogni giorno sul terreno – affermano i giornalisti – ci dice che le cose sono ben diverse e continuiamo a credere che la convergenza abbia un senso solo se ci permette di offrire qualcosa di meglio al pubblico”. Il documento, ha sottolineato il presidente dell’Assemblea Gir, Fabrizio Ceppi, è stato approvato dall’assemblea dei giornalisti con 53 voti favorevoli, nessuno contrario ed 1 astenuto, ma allo stesso hanno aderito anche oltre 60 collaboratori assenti o in servizio.
La redazione dell’informazione si dice, infatti “preoccupata, insoddisfatta e sfiduciata”. Preoccupata perché, purtroppo, “vede che molte cose non funzionano. In questi tre anni ci sono stati segnali chiari di indebolimento. Gli indici lo dimostrano ma anche i palinsesti. Sono sparite testate di approfondimento alla radio e alla televisione come ad esempio 12.12 (consumi), Micro Macro (economia) ed il posto di corrispondente a Milano, mentre nuove offerte non hanno raggiunto gli obiettivi fissati come ad esempio i Tg del mattino rivelatisi un costoso flop. Il sito dell’Info non è mai decollato perché non è stato messo nella condizione di operare in modo realmente multimediale”.
Insoddisfatta perché, in questi mesi , “la redazione dell’attualità, in particolare quella del Tg, ha segnalato più volte il proprio disagio con lettere, verbalmente durante alcuni incontri, e da ultimo alla plenaria. La redazione Info-Radio è stata frantumata fisicamente e organizzativamente rendendo la collaborazione farraginosa. La moltiplicazione dei responsabili non ha prodotto miglioramenti né nuove idee ma più riunioni. La gestione del personale si limita a tappare buchi e a spostamenti (con criteri non sempre legati alla professionalità) che mettono in difficoltà varie redazioni (Modem e Falò ad esempio)”.
Sfiduciata perché “malcontento e disagio non sono stati presi sufficientemente sul serio e non sono assolutamente frutto della paura del cambiamento. A volte si ha l’impressione di essere abbandonati a sé stessi. In queste condizioni risulta difficile poter lavorare e trovare le motivazioni che in questo momento sarebbero necessarie per invertire la tendenza”.
Le delusioni di questi mesi spingono la redazione dell’Informazione a chiedere che “sia fatta un’analisi attenta della attuale struttura organizzativa all’interno dell’Area Info. Struttura che ha mostrato tutte le sue pecche (redazioni tematiche al Tg, separazione amministrativa di prodotti apparentati come Rg e Prima pagina, distanza gestionale tra attualità e approfondimento, difficoltà tecniche per il funzionamento del Web)”. I giornalisti chiedono che “siano liberate forze non solo attraverso nuove assunzioni ma anche attraverso la partecipazione piena alla produzione dei vari responsabili, in modo da accorciare le distanze che hanno contribuito a creare una sensazione di assenza di leadership”. Ed, inoltre, che “sia ridefinito il progetto di convergenza a partire dal prodotto, mettendo al centro di questo processo persone (o persona) di provata e riconosciuta esperienza giornalistica”.
“Siamo sicuri – sottolineano ad Edy Salmina i giornalisti di Rsi – che lei saprà cogliere questo ulteriore segnale da parte della redazione che crede ancora che ci sia la possibilità di dare una svolta positiva la processo di convergenza e ricreare un clima di lavoro motivante e creativo.
Tuttavia, permane una sostanziale sfiducia in chi ci ha guidati in questi ultimi anni, di cui chiediamo di valutare l’operato”.

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