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Giornalista “picchiato dai gorilla di Le Pen”

Jean-Marie e Marine Le Pen

TOURS  (Ats) – Un giornalista della tv francese France 24, Michael Szamez, afferma di essere stato picchiato dal servizio d’ordine del Fronte nazionale d’estrema destra francese a margine del congresso del partito, che si è aperto ieri a Tours.
Dopo aver sporto denuncia alla polizia, il giornalista ha raccontato questa mattina l’accaduto a diversi media francesi, tra cui la tv I-Tele e la radio France Info. Da parte sua, France 24 annuncia che boicotterà la fine del congresso, che sancisce la successione alla guida del partito di Marine Le Pen al padre Jean-Marie, storico leader del Fn.
“Ieri sera, alle 23, ci siamo recati in un luogo in cui si svolgeva una festa tra i membri del Fronte nazionale in presenza di Jean Marie Le Pen e Marine Le Pen. Si trattava di un incontro a porte chiuse, ma mi sono presentato come giornalista. Mi sono avvicinato ai Le Pen e ho proposto loro un’intervista, tutto si è svolto nel migliore dei modi’, ha raccontato Szamez a I-Tele.
“Poi – ha aggiunto – ho girato delle immagini con Jean Marie e Marine che ballavano insieme. A quel punto 7 o 8 guardaspalle mi si sono gettati addosso. Mi hanno portato in un’altra stanza, dove mi hanno strattonato e preso a gomitate. Il mio orologio è andato in frantumi e sono stato oggetto di diversi insulti. Il mio cognome è di connotazione ebraica, mi hanno trattato da ‘sporco ebreo’ e da ‘giornalista di merda’. Mi è stato inoltre rubato il tesserino stampa”.
Nella notte, il giornalista si è quindi recato dalla polizia sporgendo denuncia per aggressione e furto. Il direttore della comunicazione del Fn, Alain Vizier, contesta categoricamente ogni violenza contro il giornalista, assicurando che è stato semplicemente “messo alla porta” perché “non doveva trovarsi lì”.
Viziers ha a sua volta minacciato di denunciare il giornalista e la stessa tv France 24 per aver detto il falso. Ieri, durante il discorso conclusivo di Jean-Marie Le Pen, il servizio d’ordine del Fronte Nazionale aveva già dato prova di una certa aggressività nei confronti dei giornalisti che cercavano di immortalare da vicino il presidente.