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	<title>Giornalisti Calabria</title>
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		<title>Orrore in Afghanistan: decapitato un giornalista</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 01:17:38 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: center;"></p>
<p>KHOST (Afghanistan) &#8211; Un giornalista afghano è stato ritrovato decapitato nella provincia di Paktika, nel sud-est dell’Afghanistan, una zona dove si nascondo i talebani. Lo ha reso noto la polizia che, per il momento, ignora le cause dell’omicidio.
Il cadavere di Samid Khan Bahadarzai, 25 anni, che lavorava per una radio della sua città <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/23/orrore-in-afghanistan-decapitato-un-giornalista/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-51708    aligncenter" title="Samid Khan Bahadarzai" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/decapitat_ac1cc2d0ba.jpg" alt="" width="254" height="400" /></p>
<p>KHOST (Afghanistan) &#8211; Un giornalista afghano è stato ritrovato decapitato nella provincia di Paktika, nel sud-est dell’Afghanistan, una zona dove si nascondo i talebani. Lo ha reso noto la polizia che, per il momento, ignora le cause dell’omicidio.<br />
Il cadavere di Samid Khan Bahadarzai, 25 anni, che lavorava per una radio della sua città natale, Urgun, è stato ritrovato<span id="more-51706"></span> non lontano dalla sua abitazione.<br />
“Stiamo indagando per scoprire chi c’è dietro questa brutale decapitazione”, ha dichiarato all’Afp il capo della polizia provinciale, Dawlat Khan Zadran, precisando che il giornalista è stato ucciso dopo aver ricevuto una telefonata da qualcuno che lo aveva invitato ad uscire fuori dalla propria abitazione.<br />
I giornalisti, in passato, sono stati presi di mira dai ribelli talebani, ma un loro portavoce ha detto alla agenzia di stampa Afghan Islamic Press che, in questo caso, non è responsabile della morte di Bahadarzai.<br />
“Mujahideen non uccide mai i giornalisti” ha, infatti, detto Zabiullah Mujahid aggiungendo che “i talebani sono in grado di risolvere le questioni con i giornalisti parlando direttamente con loro”.<br />
Nel 2007, il giornalista e interprete afgano Ajmal Naqshbandi è stato decapitato dopo la liberazione, da parte dei talebani, del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo. (Afp)</p>
</div>
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		<title>Sabrina Talarico presidente della Stampa Turistica</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 00:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<p class="wp-caption-text">Sabrina Talarico</p>
<p>MILANO &#8211; Sabrina Talarico, da oltre 20 anni viaggiatrice per lavoro e per passione, è stata eletta presidente del Gist, Gruppo Italiano Stampa Turistica, per il biennio 2012-2014.
L’elezione si è svolta nel corso della Bit, Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
Sabrina Talarico, segretario nazionale uscente, ha ottenuto 86 voti contro i 32 dell’altro candidato alla <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/23/sabrina-talarico-presidente-della-stampa-turistica/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-51686" title="Gist" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/Gist.jpg" alt="" width="178" height="131" /></p>
<div id="attachment_51689" class="wp-caption alignright" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-51689 " title="Sabrina Talarico" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/Sabrina-Talarico2.jpg" alt="" width="269" height="298" /><p class="wp-caption-text">Sabrina Talarico</p></div>
<p>MILANO &#8211; Sabrina Talarico, da oltre 20 anni viaggiatrice per lavoro e per passione, è stata eletta presidente del Gist, Gruppo Italiano Stampa Turistica, per il biennio 2012-2014.<br />
L’elezione si è svolta nel corso della Bit, Borsa Internazionale del Turismo di Milano.<br />
Sabrina Talarico, segretario nazionale uscente, ha ottenuto 86 voti contro i 32 dell’altro candidato alla presidenza, Egidio Genise.<br />
Il Gist, Gruppo Italiano Stampa Turistica, è il più storico, prestigioso e rappresentativo gruppo italiano di giornalisti specializzati nel settore del turismo che, per tipo di attività svolta, esperienza, professionalità e applicazione della deontologia, ha ottenuto due importanti riconoscimenti: quello della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Etp (European Travel Press), unica associazione europea di giornalisti di viaggio e turismo.<br />
Nata a Catanzaro, Sabrina Talarico è iscritta all’Ordine dei giornalisti del Veneto dal 1986. Giornalista professionista, dal 2001 è consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, del quale è stata componente dell’Esecutivo presieduto da Lorenzo Del Boca.<br />
Dal 1995 al 1997 è stata vicepresidente dell’Associazione Stampa Padovana; dal 1996 al 1999 consigliere del Sindacato Giornalisti del Veneto; dal 1996 al 2001 consigliere nazionale della Fnsi.<br />
Da cinque anni dirige la rivista online www.ilviaggiatore-magazine.it e collabora per la pagina di turismo de “Il Giornale”.<br />
Dopo aver iniziato la propria carriera giornalistica<span id="more-51683"></span> a “Il Mattino di Padova” in qualità di corrispondente, ha proseguito come collaboratore de “Il Giornale” e “Il Gazzettino”, per poi maturare un’esperienza specifica nelle più importanti testate di settore: Gente Viaggi, Tuttoturismo, Qui Touring, Aqua, Suite Benessere. E’ coautore di guide turistiche del Touring Editore e di libri di viaggi della Rizzoli Rcs Libri.<br />
E’, inoltre, responsabile dell’Ufficio Stampa delle Terme di Merano, delle Terme di Loipersdorf, di importanti consorzi turistici dell’Alto Adige, della città di Innsbruck, dell’Ente Turismo della Carinzia, di grandi eventi e alberghi di lusso in Austria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria e Marche.<br />
Oltre al presidente Sabrina Talarico, sono stati eletti nel Consiglio Direttivo Gist: Aldo Bolognini Cobianchi (caporedattore Capital) 72 voti, Elena Pizzetti (freelance) 71, Luciana Francesca Rebonato (coordinatrice editoriale Annuario Incentivare) 65, Cristina Berbenni (caposervizio Editrice Quadratum) 65, Ada Mascheroni (direttore editoriale Giuffré Editore) 61, Roberto Miliacca (caporedattore Italia Oggi) 57, Chiara Corridori (freelance) 56, Claudio Pina (corrispondente Reader’s Digest) 56, Edoardo Stucchi (freelance) 45. Hanno riportato voti: Gisella Motta 40, Gabriella Poli 28, Jimmy Pessina 25. Nell’occasione sono stati, inoltre, eletti il delegato e vice delegato del Gruppo Lombardia, Paolo Crespi (50 voti) e Graziella Leporati (35).</p>
</div>
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		<title>Giornalisti: il 24 aprile la 111ª sessione di esami</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 00:20:59 +0000</pubDate>
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<p class="wp-caption-text">La prova scritta dell’esame di idoneità professionale, all’Ergife di Roma</p>
<p>ROMA – Si svolgerà il 24 aprile 2012, a Roma, la 111ª sessione di esami per la prova di idoneità professionale valida per l’iscrizione nell’elenco dei giornalisti professionisti. La prova scritta avrà luogo a Roma, alle ore 8.30, all’Ergife Palace Hotel di Via Aurelia, 617.
Alla <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/23/giornalisti-il-24-aprile-la-111%c2%aa-sessione-di-esami/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_9109" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9109" title="Esami" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2010/10/MDR_8375-e1287659748107.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">La prova scritta dell’esame di idoneità professionale, all’Ergife di Roma</p></div>
<p><img class="alignright size-full wp-image-33811" title="ODG" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2011/07/ODG1.jpg" alt="" width="225" height="218" />ROMA – Si svolgerà il 24 aprile 2012, a Roma, la 111ª sessione di esami per la prova di idoneità professionale valida per l’iscrizione nell’elenco dei giornalisti professionisti. La prova scritta avrà luogo a Roma, alle ore 8.30, all’Ergife Palace Hotel di Via Aurelia, 617.<br />
Alla prova scritta sono ammessi a partecipare i candidati che, alla data stabilita per lo svolgimento della prova, abbiano compiuto il prescritto periodo di praticantato giornalistico (art. 46, 1° comma, del citato D.P.R.) e partecipato a corsi di formazione o di preparazione teorica anche “a distanza”, della durata minima di 45 ore, promossi dal Consiglio nazionale o dai Consigli regionali dell’Ordine purché riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti.<span id="more-51697"></span><br />
Le domande di ammissione, dirette alla Segreteria del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (00185 Roma – Via Parigi, 11), devono essere redatte su apposito modulo on line nella sezione “esami” del sito www.odg.it  e consegnate direttamente o inoltrate esclusivamente a mezzo posta entro e non oltre il 30 novembre 2011.<br />
Dalle scorse sessioni è stato inserito, nel modello di domanda, il campo obbligatorio della P.E.C. (Posta Elettronica Certificata) di cui tutti gli iscritti al Registro dei praticanti sono tenuti a dotarsi e a darne comunicazione all’Ordine. L’uso della P.E.C. consentirà di accelerare l’invio delle comunicazioni da parte del Consiglio nazionale.</p>
</div>
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		<title>Radiodue: oggi 28 minuti con Marco Travaglio</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 23:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA - Marco Travaglio sarà ospite della puntata di 28 Minuti in onda su Radiodue, oggi, giovedì 23 febbraio alle 13. Sarà ospite di Barbara Palombelli Marco Travaglio, che con Gianni Barbacetto e Peter Gomez ha scritto “Mani Pulite. La vera storia, 20 anni dopo”, con una prefazione inedita di Piercamillo Davigo.
<p style="text-align: justify;">
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">ROMA - Marco Travaglio sarà ospite della puntata di 28 Minuti in onda su Radiodue, oggi, giovedì 23 febbraio alle 13. Sarà ospite di Barbara Palombelli Marco Travaglio, che con Gianni Barbacetto e Peter Gomez ha scritto<span id="more-51681"></span> “Mani Pulite. La vera storia, 20 anni dopo”, con una prefazione inedita di Piercamillo Davigo.</div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Ecoradio licenzia un altro giornalista: sciopero</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:54:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Ancora un licenziamento a Ecoradio. “A un anno di distanza da un’analoga vicenda che portò alla cacciata di due colleghe, l’editore-direttore, Marco Lamonica, imbocca la strada del conflitto col sindacato e con la redazione”.
La denuncia è dell’Associazione Stampa Romana, secondo la quale “questa volta il pretesto sarebbe un’inesistente violazione dell’esclusiva che lega il <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/ecoradio-licenzia-un-altro-giornalista-sciopero/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-51675 alignright" title="Ecoradio" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/foto5001.jpg" alt="" width="224" height="144" />ROMA &#8211; Ancora un licenziamento a Ecoradio. “A un anno di distanza da un’analoga vicenda che portò alla cacciata di due colleghe, l’editore-direttore, Marco Lamonica, imbocca la strada del conflitto col sindacato e con la redazione”.<br />
La denuncia è dell’Associazione Stampa Romana, secondo la quale “questa volta il pretesto sarebbe un’inesistente violazione dell’esclusiva che lega il giornalista all’emittente. Il collega- spiega l’Asr &#8211;  avrebbe collaborato a una testata e a un sito senza informarne preventivamente l’editore. Peccato che il contratto fra l’emittente e il giornalista specifichi chiaramente che sono vietate soltanto le collaborazioni con testate nazionali, mentre in questo caso si tratta di un giornale norvegese e della newsletter di un sito europeo con sede a Bruxelles, per altro il giornalista non ha ricevuto alcun compenso”.<br />
L’Associazione Stampa Romana “respinge con forza questo atteggiamento lesivo<span id="more-51674"></span> dei diritti dei lavoratori, specie in un momento come questo dove corrette relazioni industriali dovrebbero essere la base su cui costruire il rilancio di un settore, quello della piccola emittenza radiofonica, che già soffre di una serie infinita di problemi e sta attraversando una crisi spaventosa con tagli ai finanziamenti e conseguente perdita di posti di lavoro”.<br />
L’Asr si schiera con il collega e metterà in campo tutti gli strumenti sindacali e legali per difenderne i diritti e il posto di lavoro. L’Asr è al fianco della redazione che ha giustamente dichiarato uno sciopero di solidarietà con il collega. L’Asr chiede l’immediato ritiro del provvedimento e si dichiara fin da ora disponibile a un tavolo di confronto con l’azienda dove verificare una pacifica soluzione dei problemi.</div>
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		<title>Agm: “Sdegno per gli eventi che insanguinano la Siria”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">HOMS (Siria) &#8211; “Sdegno e profonda preoccupazione” per gli eventi “sempre più gravi che stanno insanguinando il Paese”. E’ quanto esprime, in una nota, l’Agm, l’Associazione giornalisti del Mediterraneo (Agm), in relazione all’uccisione in Siria dei due giornalisti occidentali, (l’americana Marie Colvin del “Sunday Times” e il fotografo francese Remi Ochlik collaboratore di <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/agm-%e2%80%9csdegno-per-gli-eventi-che-insanguinano-la-siria%e2%80%9d/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-51671" title="Bombardamenti ad Homs" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/1328602189290siria_homs_425-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" />HOMS (Siria) &#8211; “Sdegno e profonda preoccupazione” per gli eventi “sempre più gravi che stanno insanguinando il Paese”. E’ quanto esprime, in una nota, l’Agm, l’Associazione giornalisti del Mediterraneo (Agm), in relazione all’uccisione in Siria dei due giornalisti occidentali, (l’americana Marie Colvin del “Sunday Times” e il fotografo francese Remi Ochlik collaboratore di “Le Monde Magazine”, “Time” e “Wall Street Journal”).<br />
“Il regime siriano non raccogliendo le richieste della società civile dimostra ogni giorno di più la propria delegittimazione di fronte al proprio popolo oltre che nei confronti della comunità internazionale”, dice l’Agm.<br />
“Gli ultimi accadimenti rappresentano &#8211; sottolinea &#8211; il completamento di un disegno che mira all’isolamento della Siria, colpire i giornalisti così come gli operatori della comunicazione e i blogger non potrà che aumentare la cassa di risonanza a livello internazionale e favorire il cambiamento”.<br />
Anche la Russia ha condannato duramente l’uccisione dei due giornalisti: Mosca si è detta<span id="more-51666"></span> “seriamente preoccupata” in un comunicato del ministero degli Esteri.<br />
“Questo tragico evento ancora una volta conferma la necessità, per tutte le parti del conflitto in Siria, di porre fine alle violenze e muoversi verso un cammino politico con l’inizio di un dialogo nazionale senza precondizioni”, ha affermato il ministero degli Esteri.<br />
Incontrando i giornalisti, il viceministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov, ha però voluto precisare che è prematuro incolpare il regime per la morte dei due reporter, visto che anche l’opposizione si dedica ad attività violente.<br />
L’uccisione dei due giornalisti occidentali in Siria è “un ulteriore esempio della brutalità senza vergogna” del regime di Damasco. Ad affermarlo è stata la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Victoria Nuland. (Agi)</p>
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		<title>Suor Elena Aiello: in tv la prima beata calabrese</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<p class="wp-caption-text">Suor Elena Aiello</p>
<p style="text-align: justify;">COSENZA &#8211; La figura della prima beata calabrese, Elena Aiello, questa sera sarà raccontata in tv, su Rete 4, nella prima puntata del programma “Viaggio A…” condotto da Paolo Brosio.
Il carisma della monca santa continua ad appassionare: non a caso gli autori del programma, che andrà in onda <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/suor-elena-aiello-in-tv-la-prima-beata-calabrese/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_51659" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-51659" title="Suor Elena Aiello" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/Suor-Elena-Aiello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Suor Elena Aiello</p></div>
<p style="text-align: justify;">COSENZA &#8211; La figura della prima beata calabrese, Elena Aiello, questa sera sarà raccontata in tv, su Rete 4, nella prima puntata del programma “Viaggio A…” condotto da Paolo Brosio.<br />
Il carisma della monca santa continua ad appassionare: non a caso gli autori del programma, che andrà in onda in prima serata, alle 21.10, sul canale Mediaset, ne ripercorreranno la vita, in venticinque minuti, con immagini inedite e attraverso la testimonianza della giovane donna, Francesca Bozzarello, uscita dal coma grazie all’intercessione di suor Elena. Che fu beatificata a Cosenza, lo scorso 14 settembre, proprio in seguito a questo evento miracoloso.<br />
Una storia straordinaria, quella di suor Elena Aiello, segnata dalla sofferenza, ma<span id="more-51657"></span> incentrata sull’amore per gli ultimi e per i bambini. Una donna calabrese di grande attualità, appassionata di Cristo e della Chiesa.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>City chiude: “Brutta notizia per 1 milione e 746mila lettori”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:06:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; “City” sarà in distribuzione fino a venerdì 24 febbraio. Poi le pubblicazioni saranno sospese. Chiude così il quotidiano gratuito di Rcs Mediagroup, a quasi 11 anni dalla sua prima uscita.  Una brutta notizia, ovviamente, per chi lavora in questo giornale. Ma non solo.  Si corre il rischio, in un colpo, di disperdere almeno <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/%e2%80%9ccity%e2%80%9d-chiude-%e2%80%9cuna-brutta-notizia-per-giornalisti-e-lettori%e2%80%9d/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-49041" title="City" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/01/City.jpg" alt="" width="358" height="164" />MILANO &#8211; “City” sarà in distribuzione fino a venerdì 24 febbraio. Poi le pubblicazioni saranno sospese. Chiude così il quotidiano gratuito di Rcs Mediagroup, a quasi 11 anni dalla sua prima uscita.  Una brutta notizia, ovviamente, per chi lavora in questo giornale. Ma non solo.  Si corre il rischio, in un colpo, di disperdere almeno due preziosi patrimoni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il primo è costituito da quel milione e settecentoquarantaseimila lettori che tuttora, ogni giorno, scelgono “City”: da lunedì 27 non avranno più a disposizione questo strumento di informazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il secondo patrimonio è rappresentato dalle redazioni e da<span id="more-51647"></span> tutte le persone che lavorano per “City”. Persone che negli anni sono cresciute professionalmente e hanno dimostrato versatilità e senso di responsabilità. Riteniamo che la chiusura di un giornale, anche se in base alle ragioni  addotte da Rcs, non sia mai una pagina felice, neppure per un Editore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In noi oggi ci sono amarezza e preoccupazione. Ma c’è anche un sentimento di gratitudine per i tanti attestati di stima e di solidarietà ricevuti da lettori e colleghi: una circostanza che ci conforta e sostiene in questo momento difficile.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sostegno e conforto alimentati anche dalla certezza che Rcs Mediagroup avrà la capacità di trovare per i giornalisti una soddisfacente collocazione in tempi ragionevoli, come prevedono d’altra parte anche gli impegni sottoscritti dall’azienda con il sindacato (la Fnsi e il comitato di redazione).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ quindi con questa prospettiva che vogliamo ringraziare e salutare i nostri lettori: “Arrivederci, a presto”.</div>
<div style="text-align: right;"><strong>Il cdr di City</strong></div>
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		<title>Siria: una bomba uccide due giornalisti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<p class="wp-caption-text">Marie Colvin del “Sunday Times” uccisa ad Homs insieme al fotoreporter Remi Ochlik</p>
<p style="text-align: justify;">HOMS (Siria) &#8211; Due giornalisti sono morti in un bombardamento a Homs, in Siria. Lo ha riferito l’attivista Omar Shaker. I due sono stati uccisi da una bomba caduta su un centro stampa allestito dai ribelli nel quartiere <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/siria-una-bomba-uccide-due-giornalisti/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_51638" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><img class="size-large wp-image-51638    " title="Marie Colvin" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/colvin-545x388.jpg" alt="" width="491" height="349" /><p class="wp-caption-text">Marie Colvin del “Sunday Times” uccisa ad Homs insieme al fotoreporter Remi Ochlik</p></div>
<p style="text-align: justify;">HOMS (Siria) &#8211; Due giornalisti sono morti in un bombardamento a Homs, in Siria. Lo ha riferito l’attivista Omar Shaker. I due sono stati uccisi da una bomba caduta su un centro stampa allestito dai ribelli nel quartiere di Bab Amro, assediato dai lealisti siriani dal 4 febbraio scorso.<br />
Si tratterebbe dell’americana Marie Colvin, che lavorava come corrispondente di guerra per il “Sunday Times”, e di Remi Ochlik, fotoreporter francese, freelance, che aveva vinto, di recente, il primo premio del<span id="more-51636"></span> “World Press Photo” con un sequenza di immagini dal titolo “Battle for Libya”. La BBc riferisce, tra l’altro, che la Colvin era l’unica giornalista di una testata inglese presente in città.<br />
Nell’attacco sono rimasti feriti “altri tre o quattro giornalisti occidentali”, da quanto riferiscono, via Skype, gli attivisti anti-regime.<br />
Con Marie Colvin e Remi Ochlik, “è rimasto ferito anche il fotografo freelance del ‘Sunday Times’ Paul Conroy”: lo ha detto Rupert Murdoch, al cui gruppo editoriale fa capo il giornale britannico.<br />
“Si stanno facendo sforzi per portare Conroy in salvo e per recuperare il corpo di Marie &#8211; ha detto Murdoch &#8211; ma non è facile per via dei bombardamenti”.<br />
Mentre è una giornalista francese, anche lei freelance, Edith Bouvier, che collabora anche con il quotidiano “Le Figaro”, la più grave tra i tre reporter rimasti feriti nell’attacco. A darne notizia è “Reporters sans Frontieres”.<br />
Dal canto suo, il regime siriano ha affermato che non sapeva che i due giornalisti occidentali rimasti uccisi nei bombardamenti a Homs fossero entrati nel Paese. “Non avevamo informazioni sul fatto che i due giornalisti fossero entrati in territorio siriano”, ha dichiarato il ministro siriano per l’Informazione, Adnan Mahmud.</p>
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		<title>L’Agi lancia un ponte sul mondo arabo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:07:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p class="wp-caption-text">La presentazione di &#34;Papers of dialogue” a Beirut</p>
<p style="text-align: justify;">BEIRUT (Libano) &#8211; Un ponte fra l’Italia e il mondo arabo che alimenti il dialogo culturale e religioso e aiuti a superare le barriere e a promuovere la pace. E’ l’obiettivo ambizioso di “Papers of Dialogue &#8211; Awraq Al Hiwar”, la nuova rivista <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/l%e2%80%99agi-lancia-un-ponte-sul-mondo-arabo/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_51631" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-51631  " title="L’Agi presenta la nuova rivista " src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/thumb250-700_dettaglio2_Agi-a-Beirut.jpg" alt="" width="250" height="182" /><p class="wp-caption-text">La presentazione di &quot;Papers of dialogue” a Beirut</p></div>
<p style="text-align: justify;">BEIRUT (Libano) &#8211; Un ponte fra l’Italia e il mondo arabo che alimenti il dialogo culturale e religioso e aiuti a superare le barriere e a promuovere la pace. E’ l’obiettivo ambizioso di “Papers of Dialogue &#8211; Awraq Al Hiwar”, la nuova rivista in lingua inglese e araba lanciata da Agi, presentata presso la sede dell’ambasciata italiana a Beirut.<br />
“Papers of Dialogue”, per cui è prevista una distribuzione selettiva nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) e nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), offre un’esclusiva opportunità di confronto su temi di cultura, economia, energia, geopolitica e arte, garantendo un elevato livello di approfondimento. Grazie all’expertise internazionale e all’autorevolezza di Agi nel campo dell’informazione, “Papers of Dialogue” vuole contribuire a costruire un pluralismo culturale volto a superare le barriere erette da una scarsa conoscenza reciproca e a favorire la conoscenza e la comprensione di realtà diverse.<br />
Nel suo indirizzo di saluto, l’ambasciatore Morabito ha tenuto a sottolineare che “l’Italia sostiene fortemente il dialogo interculturale e interreligioso quale strumento per giungere a una migliore comprensione reciproca e per promuovere pace e stabilità, garantendo nel contempo a tutti i cittadini i<span id="more-51619"></span> diritti umani e la libertà di cui devono poter godere. Il dialogo è un pilastro della politica italiana in Libano, proprio come lo sono le nostre relazioni bilaterali con tutti i paesi MENA. Sono certo che ‘Papers of Dialogue’ contribuirà significativamente a farci progredire nel nostro impegno di ‘costruire ponti’ tra l’Italia e il mondo arabo”.<br />
“Costruire un ponte tra diverse culture, vicine geograficamente, ma con tradizioni culturali e religiose proprie &#8211; ha detto il direttore dell’Agi, Roberto Iadicicco &#8211; è da sempre una grande sfida. Attraverso ‘Papers of Dialogue &#8211; Awraq Al Hiwar’, Agi offre uno strumento di dialogo culturale tra l’Italia e il mondo arabo. Il nostro fine è quello di contribuire alla costruzione di un vero pluralismo culturale volto a superare le barriere dettate da scarsa conoscenza reciproca e con l’obiettivo di conoscere e comprendere identita’ diverse”.<br />
Alessandro Pica, direttore generale di Agi, ha spiegato che la nuova rivista “testimonia l’impegno che Agi profonde nella promozione dello sviluppo di relazioni efficaci con i Paesi del mondo arabo. Crediamo che l’informazione giornalistica possa contribuire a gettare le basi per un dialogo di pace tra culture diverse”.<br />
Tarek Mitri, ex ministro e docente presso la Balamand e AUB University, ha osservato che “un dialogo franco e sincero procede su uno stretto percorso tra uno scambio superficiale di cortesia e negoziati politici”.<br />
Mentre Selim el Sayegh, ex ministro e docente presso Sagesse in Libano e Paris XI, si è detto convinto che “il dialogo interculturale oggi ha un sapore diverso, il mondo arabo rappresenta un unicum composto da culture tanto diverse tra loro quanto quelle europee. Insieme alla libertà e alla consapevolezza, si rende necessario un nuovo paradigma per le relazioni tra l’Italia, l’Europa e i Paesi arabi. Nessuno strumento può essere così efficace nel compimento di questa missione come un’iniziativa come quella rappresentata da ‘Papers of Dialogue’”. (Agi)</p>
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		<title>Istat e Ahref lanciano la “Data Journalism School”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:51:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA, 21 FEB &#8211; “I dati sono l’oro del XXI secolo e il giornalismo non può farne a meno”: è questo il principio da cui sono partiti Istat e Fondazione Ahref per lanciare la “Data Journalism School”, una tre giorni di formazione (Roma, 24-26 maggio) con alcuni dei migliori professionisti del settore in Italia e <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/22/istat-e-ahref-lanciano-la-%e2%80%9cdata-journalism-school%e2%80%9d/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-51625" title="Data journalism" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/data_journalism_g-300x227.jpg" alt="" width="240" height="182" />ROMA, 21 FEB &#8211; “I dati sono l’oro del XXI secolo e il giornalismo non può farne a meno”: è questo il principio da cui sono partiti Istat e Fondazione Ahref per lanciare la “Data Journalism School”, una tre giorni di formazione (Roma, 24-26 maggio) con alcuni dei migliori professionisti del settore in Italia e in Europa.<br />
Il corso vuole contribuire alla diffusione delle competenze nel campo del “data journalism”, il giornalismo dei dati che oggi vede un crescente sviluppo in Italia e nel mondo. Concepito sul modello delle scuole già diffuse all’estero e grazie all’esperienza della “Summer School 2011” condotta da Ahref e Iulm, il corso è aperto a studenti professionisti dell’informazione di ogni area e non richiede l’iscrizione ad albi professionali.<br />
“Il programma &#8211; spiega una nota &#8211; affronterà gli elementi di statistica necessari per un’efficace interpretazione dei dati insieme agli specialisti di Istat e la raccolta dei dati con docenti e tutor di Ahref. Elena Egawhary di BBC illustrerà lo sviluppo di un’inchiesta basata sui dati e Paolo Ciuccarelli, del<span id="more-51617"></span> Politecnico di Milano e Density Design, introdurrà gli studenti alle visualizzazioni dei dati. Il terzo giorno è riservato a workshop pratici mirati alla produzione di un prodotto pubblicabile”.<br />
Il corso prevede 20 posti di cui quattro con spese di iscrizioni coperte da borse di studio. I criteri preferenziali per l’assegnazione delle borse di studio saranno: età; esperienza giornalistica; progetti già avviati nel data journalism e motivazioni espresse. Per programma e informazioni: datajournalismschool@ahref.eu. (Ansa)</div>
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		<title>Murdoch si schiera per l’indipendenza della Scozia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:36:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alessandra Baldini
</p>
<p class="wp-caption-text">Rupert Murdoch</p>
<p>LONDRA (Gran Bretagna) &#8211; Sarà il richiamo del sangue: dopotutto suo nonno, il reverendo Patrick John Murdoch, emigrò in Australia da Cruden Bay, non lontano da Aberdeen. Oggi, da Londra, il magnate dei media Rupert Murdoch si è avvolto nella bandiera della Scozia: “Sia indipendente e vediamo chi vince”, ha proclamato su <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/21/murdoch-si-schiera-per-l%e2%80%99indipendenza-della-scozia/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="color: #bd1233;"><strong>Alessandra Baldini</strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-51610" title="Scozia" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/Scottish_flag-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></p>
<div id="attachment_8287" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-8287  " title="rupert-murdoch" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2010/10/rupert-murdoch.jpg" alt="" width="320" height="230" /><p class="wp-caption-text">Rupert Murdoch</p></div>
<p>LONDRA (Gran Bretagna) &#8211; Sarà il richiamo del sangue: dopotutto suo nonno, il reverendo Patrick John Murdoch, emigrò in Australia da Cruden Bay, non lontano da Aberdeen. Oggi, da Londra, il magnate dei media Rupert Murdoch si è avvolto nella bandiera della Scozia: “Sia indipendente e vediamo chi vince”, ha proclamato su Twitter il tycoon australiano, da venerdì scorso in Gran Bretagna per salvare il suo impero editoriale col lancio di un nuovo giornale, il Sun on Sunday.<br />
Murdoch ha 185 mila seguaci su Twitter con i quali ha coperto di elogi il First Minister e leader della maggioranza al parlamento di Edimburgo, Alex Salmond:<span id="more-51608"></span> “E’ il politico più brillante del Regno Unito”. Poi una sferzata a Cameron, a cui il panciuto leader scozzese “gliene ha fatto vedere quattro” nel faccia a faccia della scorsa settimana a Edimburgo, quando il primo ministro conservatore era venuto col cappello in mano a implorare gli scozzesi di non lasciare l’Unione.<br />
La Scozia di Salmond vuole andare al referendum sulla secessione nel 2014, il settecentesimo anniversario della Battaglia di Bannockburn, quando le truppe di Edward Bruce le diedero agli inglesi di santa ragione: fu una vittoria simbolo nella prima guerra di indipendenza scozzese che potrebbe aprire la strada all’indipendenza nel ventunesimo secolo.<br />
“Lasciate andare la Scozia da sola a competere col resto del mondo. Ci guadagnerebbero tutti”, ha “tweetato” Murdoch provocando un tiepido plauso di Salmond: “Molti in Gran Bretagna e all’estero si esprimono sul futuro della Scozia e tutti i contributi sono benvenuti, compreso quello di Murdoch”.<br />
La cautela del First Minister è di rigore: il miliardario australiano è una figura controversa in Gran Bretagna dopo lo scandalo delle intercettazioni sui cellulari di vip e vittime di criminali che ha travolto la scorsa estate il domenicale News of the World e poi, nelle ultime settimane, l’arresto di nove giornalisti del Sun per tangenti alla polizia.<br />
Per Willie Rennie, parlamentare lib dem al parlamento di Edimburgo, quello di Murdoch è stato per Salmond il ‘bacio della morte’: “Dopo la crisi di News Corporation, il suo endorsement è l’ultimo che un politico potrebbe augurarsi”. Quello di Murdoch non è il solo curioso appoggio arrivato alla causa dell’indipendenza scozzese. 1.500 chilometri a sud del fiume Tweed, i nazionalisti baschi della Spagna hanno proposto di cambiarsi la capitale: da Madrid a Edimburgo.<br />
Non contenti dell’unione politica con la Scozia, i baschi hanno suggerito di adottare il kilt, imboccando la strada dell’integrazione anche sul fronte dei costumi nazionali. Una provocazione “satirica”, ha tenuto a precisare con il Times Andoni Ortuzar, presidente del partito nazionalista basco: l’unione politica con la Scozia “vuole sottolineare che loro sono liberi di scegliere la loro strada e noi no. Siamo gelosi degli scozzesi”. (Ansa).</p>
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		<title>Quanti contratti irregolari dietro la clausola anti maternità?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:57:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-42717" title="Rai Saxa Rubra" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/20090110_rai.jpg" alt="" width="400" height="266" />ROMA &#8211; “Suscita unanime riprovazione e condanna la clausola anti maternità, inserita nei formulari convenzionali per prestazioni professionali autonome nella Rai, ma &#8211; se è vero che tale norma non è stata mai applicata – scandalo ancora più penetrante potrebbe essere un altro: ci sono collaborazioni pagate come prestazioni professionali che, invece, nascondono forme di lavoro subordinato? E’ questa la domanda che pone il Sindacato dei giornalisti alla Rai e a tutte le aziende editoriali ed è la domanda a cui  sono chiamati a rispondere ispettorati del lavoro, carabinieri del lavoro, ispettori previdenziali.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il Sindacato dei giornalisti Rai (l’Usigrai) con la Fnsi ha da tempo fatto chiarezza sul precariato di categoria, prevedendo solo contratti di lavoro dipendente per i giornalisti impiegati a termine nelle testate e bacini di stabilizzazione per chi, così, è diventato precario. Molto più complicato ottenere un analogo risultato nei giornali, dove accertare i contratti autonomi di necessità che nascondono il lavoro dipendente ed esigerne la trasformazione è un processo che incontra generalmente minore collaborazione nell’attività di trasparenza.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un fenomeno simile si registra nelle reti Rai,  dove al Sindacato dei Giornalisti non è riconosciuto il sostanziale<span id="more-51602"></span> diritto di rappresentanza poiché la gran parte dei professionisti impiegati per le trasmissioni di approfondimento o del cosiddetto infotainment viene generalmente inquadrata sotto altre forme di lavoro autonomo (autori, programmisti ecc.). Ora la Rai fa sapere che sarà immediatamente rimossa la clausola sulla maternità degli “autonomi”. E’ una buona cosa, un elemento di scandalo finalmente cancellato, ma restano in profondità i gravi problemi denunciati.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’urgenza &#8211; dopo tanti proclami degli ultimi tre Governi, compreso quello in carica – è quella di una legislazione che tuteli i diritti sociali e della maternità di tutti i lavoratori, a prescindere dalla condizione contrattuale con la quale operano per scelta o perché costretti. Il Governo batta un colpo chiaro al più presto in questo senso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per la Fnsi questi non sono temi di una sola stagione di dichiarazioni stampa ma di attività permanente – nonostante alcuni insuccessi causati dall’ottusità anche di quella parte di mondo industriale che ipocritamente si indigna – e perciò il Sindacato dei giornalisti continuerà ad incalzare le controparti editoriali tutte ( non solo la Rai), per la correttezza dei contratti di lavoro e per la dignità piena, non solo formale, dei rapporti di lavoro autonomo, per i quali resta necessaria comunque una legislazione che non consenta equivoci.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E intanto, a fronte delle denunce pubbliche che girano su tutti gli strumenti di comunicazione, gli organismi ispettivi di vigilanza vadano a fondo senza indugi.</div>
<div style="text-align: justify;">Sulla vicenda interviene anche la Commissione Pari Opportunità della Fnsi, per la quale “stupisce e indigna, nel momento in cui l’Italia scopre la ricchezza derivante dal lavoro femminile, la clausola vessatoria dei contratti a partita Iva della Rai che consentirebbe di mandare a casa le donne in gravidanza e i malati”.</div>
<div style="text-align: justify;">“In questi giorni &#8211; afferma la Cpo della Fnsi &#8211; fioriscono interessanti ricerche, Cnel, Banca d’Italia, Ocse, su come il lavoro femminile sia in grado di muovere l’economia ma, evidentemente, questa semplice realtà non è arrivata all’orecchio dei vertici amministrativi della tv pubblica. Giustificarsi dicendo che ai collaboratori non si applica lo Statuto dei lavoratori è addirittura odioso, quando i contratti di collaborazione nascondono un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato”.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La Commissione pari opportunità della Fnsi, “convinta che soltanto attraverso un reale rispetto del lavoro e dei diritti si possa giovare al mercato, è vicina alle colleghe messe a rischio per una scelta, quella della maternità, legittima e privata e chiede che la clausola venga immediatamente cancellata dai contratti, nel rispetto dei diritti più elementari della persona”.</div>
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		<title>Contratti Rai, il dg Lei: “Via la clausola sulla maternità”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Il direttore generale della Rai Lorenza Lei “non ha alcuna difficoltà a togliere” la contestata clausola sulla maternità “dai contratti, per una diversa formulazione che non urti la suscettibilità fatta salva la normativa vigente che non è nella disponibilità della Rai poter cambiare”.
Lo rende noto l’azienda. In una lunga nota la <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/21/contratti-rai-il-dg-lei-%e2%80%9cvia-la-clausola-sulla-maternita%e2%80%9d/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-51594" title="Clausola maternità Rai" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/lorenza-lei-clausola-maternità-gravidanza-contratto-rai-545x304.jpg" alt="" width="491" height="274" />ROMA &#8211; Il direttore generale della Rai Lorenza Lei “non ha alcuna difficoltà a togliere” la contestata clausola sulla maternità “dai contratti, per una diversa formulazione che non urti la suscettibilità fatta salva la normativa vigente che non è nella disponibilità della Rai poter cambiare”.<br />
Lo rende noto l’azienda. In una lunga nota la Rai è tornata sulla vicenda della tutela della maternità nei contratti dei consulenti esperti dei programmi delle reti Rai, vicenda sulla quale &#8211; sostiene &#8211; “nonostante i chiarimenti già forniti nella giornata di ieri, la confusione regna sovrana, al punto da far dubitare che tutti coloro che ne parlano o ne scrivono siano animati da assoluta buona fede”. L’Azienda, dunque, precisa quanto segue.<br />
1) I cosiddetti precari della Rai sono i collaboratori legati all’Azienda da contratti di lavoro subordinato a tempo determinato e godono, tutti, delle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, quelle riferite alla maternità incluse. Al riguardo, giusto per evidenziare l’atteggiamento della Rai nei confronti del precariato, val la pena di aggiungere che la Rai é stata se non la prima, tra le prime aziende<span id="more-51591"></span> ad assicurare stabilità ai precari, garantendo loro un numero di mesi minimo di lavoro all’anno, nonché l’assunzione a tempo indeterminato al maturare di determinati requisiti temporali. Questo ben da prima che intervenisse una legge dello Stato a regolare la materia, e, inoltre, addirittura riconoscendo i periodi di assenza per maternità come periodi lavorati validi ai fini della maturazione dei requisiti per il diritto alla garanzia di impegno.<br />
2) Vi sono, poi, i lavoratori autonomi, che, invece, non godono delle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, evidentemente per la scelta del legislatore &#8211; e non certo della Rai &#8211; di regolare in modo diverso le due tipologie contrattuali.<br />
3)I contratti di lavoro autonomo hanno &#8211; da sempre &#8211; previsto clausole che regolano la impossibilità di proseguire il rapporto, sia per causa del lavoratore che per causa dell’Azienda, con previsione, solo per quest’ultima, di una somma risarcitoria da versare al collaboratore in caso di recesso anticipato.<br />
4) L’esplicitazione delle cause di impossibilità a proseguire il rapporto risale ormai a quasi 10 anni fa, comprende anche malattia, infortunio e cause di forza maggiore e non fa che declinare ciò che, in precedenza, era previsto senza specificazione delle singole ipotesi.<br />
5) Né prima della introduzione delle cause di impossibilità, né da quando esse sono state inserite, nessuno mai ha avuto nulla da eccepire, né in fase negoziale, né in fase di perfezionamento del contratto, né in eventuali momenti di successive contestazioni, che, pure, come immaginabile, vi sono state, anche a livello giudiziario, ma mai e poi mai hanno riguardato la tutela della maternità.<br />
Al riguardo, è il caso di sottolineare che tale universale accettazione della clausola non ha riguardato solo i collaboratori o i contratti di lieve entità. Da ciò potrebbe legittimamente ritenersi che sia avvenuto per la debolezza della posizione del collaboratore autonomo rispetto alla Rai.<br />
Al contrario, la condivisione sulla correttezza della clausola non è mai stata messa in discussione dai migliori agenti, procuratori e avvocati che assai spesso rappresentano i collaboratori autonomi che poi firmano i contratti. Parimenti, tale condivisione ha riguardato, indistintamente tutti i contratti, tanto quelli di basso livello retributivo, quanto quelli più ricchi.<br />
Quanto precede, è avvenuto, sostanzialmente per due ordini di ragioni: a) non vi è nulla di illegittimo &#8211; come erroneamente da molti affermato &#8211; nella clausola in esame; b) nella sostanza, come la Rai ha già avuto modo di evidenziare, nessun contratto è stato mai risolto (parlare di licenziamento è del tutto improprio) a causa di una gravidanza. Al contrario, la Rai ha sempre favorito le collaboratrici in gravidanza, ben al di là dei meri obblighi di legge, in particolare, evitando di risolvere i contratti e, così, penalizzarle economicamente, determinando le condizioni affinché esse potessero rendere la loro prestazione in modo compatibile con la loro condizione e, in ogni caso, il contratto in corso potesse essere fino in fondo onorato.<br />
Inoltre, l’Azienda, ha sempre riaccolto le lavoratrici madri dopo la maternità, individuando per loro nuove possibilità di lavoro. Di quanto precede &#8211; è scritto nel comunicato aziendale &#8211; non sarà difficile trovare molte testimonianze, sia sotto il profilo giuridico, sia sotto l’aspetto della gestione concreta dei contratti, per tutti gli operatori dell’informazione che saranno interessati ad accertarlo. (Ansa)</p>
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		<title>La sfida dei giornalisti per capire la Primavera araba</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:38:33 +0000</pubDate>
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<p class="wp-caption-text">Il ministro tunisino Rafik Ben Abdesalem con il collega italiano Giulio Terzi </p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; La sponda sud del Mediterraneo è cambiata con la Primavera araba, e cambierà ancora a lungo. Ma cosa sia diventata, è difficile dirlo. La nuova frontiera della democrazia, una roccaforte del fondamentalismo islamico, il nuovo inferno <p><a href="http://www.giornalisticalabria.it/2012/02/21/la-sfida-dei-giornalisti-per-capire-la-primavera-araba/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_51583" class="wp-caption alignleft" style="width: 380px"><img class="size-large wp-image-51583     " title="Conferenza dialogo Ansa" src="http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/6b09b81dee1a78731359cebb3175fa7c_225474-514x410.jpg" alt="" width="370" height="295" /><p class="wp-caption-text">Il ministro tunisino Rafik Ben Abdesalem con il collega italiano Giulio Terzi </p></div>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; La sponda sud del Mediterraneo è cambiata con la Primavera araba, e cambierà ancora a lungo. Ma cosa sia diventata, è difficile dirlo. La nuova frontiera della democrazia, una roccaforte del fondamentalismo islamico, il nuovo inferno dei conflitti etnici e confessionali? Oppure tutte queste cose insieme? Rispondere a questa domanda è una sfida notevole. Per di più, la situazione è in continuo divenire, è tutto fuorché stabile.<br />
Eppure, bisogna provare a dare una risposta, perché solo sapendo in che contesto ci si muove, ci si può comportare di conseguenze.<br />
Gli italiani e gli europei hanno ovviamente tutto l’interesse a capire quello che è successo e quello che succederà nella sponda antistante vista la vicinanza georgrafica, economica e culturale.<br />
In questa sfida a comprendere, i giornalisti sono in prima fila. Su entrambe le sponde del Mediterraneo. Sono loro che devono far capire alle opinioni pubbliche quello che sta succedendo, sono loro che devono fornire alla gente il materiale per farsi delle idee.<br />
Ma, per fare questo, devono prima cambiare loro. Sulla sponda sud, i cronisti devono liberarsi delle cattive abitudini inculcate dalle dittature, devono imparare a<span id="more-51582"></span> raccontare il vero e non a fare propaganda per questo o per quello. Sulla sponda nord, gli operatori dei media devono superare i pregiudizi e gli schemi mentali dell’occidente (esempio tipico il luogo comune laici-buoni, islamici-cattivi) e devono sforzarsi di comprendere un mondo che non ragiona come il loro, e non per questo ha torto.<br />
L’Ansa, particolarmente attiva nell’area con il suo servizio multilingue per il Mediterraneo, AnsaMed, ha voluto dare il suo contributo a questa sfida di comprensione: oggi, martedì 21 febbraio, organizza al Ministero degli Esteri, dalle 15.30, il forum “La primavera araba un anno dopo. Il ruolo dei media nel nuovo dialogo fra le due sponde”.<br />
L’iniziativa segue la riunione dei ministri del Dialogo del Mediterraneo Occidentale (5+5), che si tiene oggi. Al forum, moderato dal responsabile dell’Area internazionale dell’Ansa, Stefano Polli, parleranno giornalisti delle due sponde: francesi, egiziani, spagnoli, marocchini, italiani, libanesi, greci, palestinesi. Tutti quanti, proveranno a raccontare come si racconta un mondo che cambia.<br />
La fine dei regimi di Gheddafi, Mubarak e Ben Alì, segna un passaggio storico che cambia totalmente la situazione regionale.<br />
Si tratta di un cambiamento ancora in corso e con molti punti interrogativi, a cominciare proprio dall’Egitto, dove si sta svolgendo il lungo processo elettorale con tensioni, scontri e incognite sul ruolo futuro dei militari. Allo stesso modo, non è ancora chiaro quale sarà l’assetto finale della Nuova Libia, mentre tutto da scrivere è il capitolo che riguarda la Siria, con la comunità occidentale che spinge per un cambiamento al vertice, ma senza riuscire a trovare un punto di intesa all’Onu, per l3opposizione di Russia e Cina.<br />
Un confronto più che necessario, dunque: si tratta di una situazione che, oltre a cambiare gli equilibri regionali, può incidere fortemente sui rapporti internazionali. (Ansa)</p>
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