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Cosenza: la Provincia riorganizza l’Ufficio Stampa

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Rita Benigno

COSENZA – Quando le istituzioni e gli organismi di categoria lavorano in sinergia, i risultati si vedono. È il caso della Provincia di Cosenza che, per la riorganizzazione interna dei propri uffici e dipartimenti, ha voluto confrontarsi con il Sindacato Giornalisti della Calabria, arrivando a trovare una posizione di tutto rispetto per l’Ufficio Stampa guidato dalla giornalista Rita Benigno.
L’Ufficio Stampa, nella precedente pianta organica della Provincia di Cosenza, presieduta da Franco Iacucci, era incardinato nel settore Affari generali rientrando, quindi, sotto le dipendenze di un dirigente non giornalista. Adesso, invece, l’Ufficio Stampa entra a far parte dello “Staff” dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza acquisendo autonomia e diventando, di fatto, un organismo ancora più vicino a tutti quei settori ritenuti strategici dal presidente per veicolare al meglio le attività istituzionali e fornire informazioni ancora più precise e dettagliate alla cittadinanza.
Il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, dopo qualche perplessità su una prima bozza di organizzazione messa a punto dalla giornalista Rita Benigno con la collaborazione del Sindacato Giornalisti della Calabria, ha, quindi, accolto le segnalazioni e i rilievi mossi direttamente dal segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, su impulso dei colleghi cosentini Raffaella Salamina, componente della Giunta esecutiva del Sindacato Giornalisti della Calabria, e Francesco Cangemi, consigliere nazionale Fnsi, che si sono attivati, sin da subito, affinché giornalista e istituzione fossero equamente rispettati, ciascuno nel proprio ruolo e funzione.
La Provincia di Cosenza ha, dunque, riorganizzato al meglio un settore di grande importanza, permettendo a Rita Benigno di continuare a svolgere il suo lavoro in maniera più adeguata e precisa. Risultato – buono per tutti – a cui si è approdati grazie al confronto tra istituzione e sindacato. Non l’una contro l’altro armata. (giornalistitalia.it [2])