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Casellati: “Giornalisti, sentinelle della verità”

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Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica

REGGIO CALABRIA – Un messaggio intenso e profondo quello inviato dal Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e segretario generale aggiunto della Fnsi, in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana avrebbe dovuto celebrare oggi, 3 maggio, a Reggio Calabria, «una terra che, tra le altre cose, – scrive la seconda carica dello Stato – mi è particolarmente cara perché custodisce una parte delle mie radici familiari ma anche, e soprattutto, una terra che ha un estremo bisogno di “ascolto” e di “vicinanza” da parte delle istituzioni». Il Presidente del Senato [2]sottolinea, infatti, che «qui – come in altre regioni del Sud dove più forte si avverte il disagio dovuto alla mancanza di lavoro, alla carenza di servizi, alla pressione della criminalità organizzata – il ruolo esercitato dagli operatori dell’informazione ha un’importanza ancora più decisiva che altrove».
«Perché, – scrive ancora il Presidente del Senato – laddove svolto con rigore e con coraggio, il giornalismo rappresenta un baluardo di legalità, di resistenza alle mafie, alla corruzione e, di conseguenza, al degrado sociale, politico ed economico.
Il mio pensiero, in questa giornata, non può che andare dunque a tutti quei cronisti che nella ricerca della verità dei fatti hanno subito e subiscono ogni giorno i soprusi e le ritorsioni fisiche e morali di chi vorrebbe limitare la libertà di stampa e il diritto di cronaca».
«A tutti loro, e a tutti i giornalisti – conclude Maria Elisabetta Alberti Casellati – che quotidianamente fanno da “sentinelle della verità” dando un grande contributo al Paese, va il mio sostegno e l’impegno a supportare tutte le voci dell’informazione con gli strumenti istituzionali a disposizione, affinché questa professione possa continuare ad essere esercitata in libertà e nelle condizioni di lavoro ottimali». (giornalistitalia.it) [3]

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