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Morena Gallo, le scomode verità di una cronista

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Morena Gallo

MONTALTO UFFUGO (Cosenza) – Morena Gallo è una giovane e determinata giornalista della redazione cosentina de Il Quotidiano del Sud. Pur avendo solo 25 anni, Morena ha già alle spalle diverse esperienze nei giornali calabresi. A 17 anni esordisce sulle pagine de L’Ora della Calabria diretta prima da Piero Sansonetti e poi da Luciano Regolo, quindi Il Garantista e, infine, Il Quotidiano del Sud, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria.
Morena Gallo non ha mai smesso di scrivere nonostante la macabra intimidazione subìta nei giorni scorsi quando, davanti alla casa dei suoi genitori a Montalto Uffugo, è stata ritrovata, vicino alla ruota della sua auto, una busta con dentro una bambola senza testa e senza braccia. Sopra questo macabro pupazzo, un foglio strappato sul quale era scritto: “giornalista”.
I carabinieri e la Procura di Cosenza si sono subito attivati per cercare di capire chi sia l’autore dell’ignobile gesto ma, come spesso accade, le indagini richiedono tempo e pazienza.
Morena Gallo ha ricevuto, all’indomani dell’episodio, l’abbraccio dei colleghi de Il Quotidiano del Sud e la solidarietà del Sindacato dei giornalisti attraverso le parole del consigliere nazionale Francesco Cangemi, il quale ha trasmesso alla collega “la vicinanza della Federazione Nazionale della Stampa e del Sindacato Giornalisti della Calabria, a cominciare dal fraterno abbraccio del segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi”.
Fra i colleghi di Morena, al Quotidiano del Sud, c’è Michele Albanese, delegato Fnsi per la legalità, che, nei giorni scorsi, si è confrontato con la direzione del giornale sulla vicenda ed è entrato in contatto con gli investigatori ai quali ha chiesto di fare piena luce su questa triste vicenda.
«In un momento così brutto – racconta Morena Gallo che, parallelamente all’attività giornalistica, porta avanti gli studi in Legge  – è stato bello sentire la vicinanza del Sindacato e di tutti i colleghi. Non sono preoccupata per me, ma sono dispiaciuta per la preoccupazione che questo gesto ha, comprensibilmente, generato nei miei familiari. Certo, vedere la ronda delle forze dell’ordine passare sotto casa, per verificare che tutto sia al posto giusto, fa un po’ impressione, ma non per questo i giornalisti devono demordere dal loro principale obiettivo: raccontare sempre la verità dei fatti anche quando questa è scomoda».
Intanto le indagini di carabinieri e magistratura vanno avanti. Proprio come il lavoro di Morena. (giornalistitalia.it) [2]