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È accusata di corruzione. Il suo gruppo ha anche editato “La Provincia di Cosenza”

Arrestata Filomena Greco, sindaco ed ex editore

Arrestata Filomena Greco (nel riquadro), sindaco di Cariati

CARIATI (Cosenza) – Cinque arresti, 11 denunce e il sequestro di un fabbricato abusivo rappresentano il bilancio di un’operazione dei finanzieri del comando provinciale di Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblicadi Castrovillari, che stamane hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di pubblici amministratori del Comune di Cariati e di imprenditori locali ritenuti responsabili dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e abusivismo edilizio.
Fra i destinatari della misura restrittiva, il sindaco Filomena Greco, 53 anni, il fratello Saverio, 49 anni, e tre funzionari comunali. Incarichi pubblici in cambio di favori personali sono al centro dell’inchiesta. Le indagini dei militari, collegate all’appalto per il servizio di gestione dei rifiuti del Comune di Cariati, avrebbero consentito di rilevare l’indebito rilascio, da parte del dirigente dell’area tecnica, di un permesso di costruire in sanatoria a favore di un gruppo imprenditoriale per la ristrutturazione e l’adeguamento di un immobile da adibire a clinica medica privata.
Gli approfondimenti investigativi condotti dai militari delle Fiamme Gialle hanno permesso di rilevare che il dirigente, già nominato fiduciariamente dal sindaco a tempo determinato ed in scadenza di incarico, sarebbe stato prorogato nelle sue mansioni allo scopo di agevolare il procedimento amministrativo di rilascio del permesso di costruire.
La proroga della nomina, intervenuta a 5 giorni dalla definitiva decadenza del sindaco a causa di una crisi politica, avrebbe consentito al dirigente di attivare in maniera discrezionale il procedimento amministrativo autorizzativo, rilevatosi illegittimo.
Allo stesso tempo, in assoluta incompatibilità con la funzione pubblica ricoperta, il dirigente prorogato avrebbe curato l’iter progettuale dell’opera redigendo gli elaborati tecnici presentati alla pubblica amministrazione al fine di ottenere i necessari nulla osta per la realizzazione della struttura sanitaria privata. Il dirigente avrebbe omesso di effettuare i previsti controlli sulla Segnalazione certificata di Inizio Attività (Scia) prodotta dalla società per i lavori di riqualificazione e ristrutturazione dell’immobile oggetto di permesso. Le condotte illecite avrebbe portato al rilascio alla società, nello stesso giorno ed a poche ore dalla decadenza del primo cittadino di Cariati, delle autorizzazioni necessarie per l’edificazione e la gestione di una clinica privata. Sarebbero state constatate ulteriori collusioni intercorrenti tra il Dirigente dell’area tecnica dell’ente e il responsabile di fatto di una società, finalizzate alla turbativa dell’appalto dei rifiuti, concretizzatesi nell’adozione di un provvedimento illegittimo, successivamente annullato dal Tar, con cui è stata esclusa l’offerta della prima classificata, in quanto ritenuta anomala, con conseguente aggiudicazione definitiva dell’appalto all’impresa seconda classificata, già assegnataria di affidamenti diretti illegali.
In base all’attività investigativa della Guardia di Finanza, il Gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di pubblici amministratori del Comune di Cariati nonché di due imprenditori locali. È stato disposto anche il sequestro preventivo dell’immobile abusivo, privo di valide autorizzazioni. Gli arrestati sono stati ammessi al beneficio dei domiciliari.
Il sindaco Filomena Greco, lo scorso anno, aveva ricevuto un divieto di dimora nel Comune amministrato nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Sfiduciata, era stata rieletta e si era nuovamente reinsediata nel giugno scorso (agi)

Tra querele milionarie e una redazione sparita e riapparsa senza giornalisti

Filomena Greco nel 2015, nella qualità di amministratore della Clinica Madonna della Catena srl di Dipignano, del Gruppo IGreco, aveva avanzato la richiesta di risarcimento danni di 5 milioni di euro al giornalista Adriano Mollo, caporedattore de Il Quotidiano del Sud, per due articoli (uno del 26 luglio e l’altro del 21 settembre 2015) accusandolo di aver “diffamato e leso l’immagine dell’azienda”.
E la stessa cifra al governatore della Regione Calabria Mario Oliverio ed alle società editrici del Quotidiano del Sud (Eps) e del Quotidiano della Calabria (Finedit) per un totale di 20 milioni di euro.
Da ricordare, inoltre, che il gruppo IGreco, editava anche il quotidiano La Provincia di Cosenza, che ha cessato le pubblicazioni nel marzo 2018, quello della redazione sparita e riapparsa il giorno dopo senza 4 giornalisti).
Il 1° agosto 2015 era, infatti, dovuta intervenire persino la polizia, chiamata dal Sindacato Giornalisti della Calabria, quando al direttore Francesco Viola ed ai redattori Ilaria Nocito, Enrico Miceli e Bruno Greco era stato impedito l’accesso nei locali della redazione che, nottetempo, era stata trasferita senza alcun preavviso. (giornalistitalia.it)

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