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Albanese: “Conte garantisca la scorta a Ruotolo”

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Da sinistra: Michele Albanese e Sandro Ruotolo

ROMA – «Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’Interno. Casualità?». La denuncia è del deputato Andrea Orlando (Pd), ex ministro della Giustizia, che annuncia battaglia in Parlamento.
Michele Albanese, consigliere nazionale Fnsi con delega alla legalità, non riesce a crederci: «Mi auguro che non sia vera la notizia della revoca della scorta a Sandro Ruotolo, un collega noto per le sue inchieste sulle mafie. Sarebbe un fatto gravissimo che travalica il buon senso da parte di chi ha, invece, il dovere di proteggere i giornalisti minacciati».
Albanese (sotto scorta dopo gravi minacce della ‘ndrangheta) ricorda che «Sandro Ruotolo venne minacciato di morte pesantemente dal boss dei Casalesi, Michele Zagaria, e per questo scattò la sua protezione. Chi pensa che a distanza di due o tre anni le mafie possano dimenticare o mettere in soffitta i loro propositi di morte, allora non le conosce per davvero. La scelta di toglierli la scorta significherebbe impedire a Sandro di tornare nella sua terra ed in particolare a Casal di Principe per continuare ad occuparsi delle dinamiche camorristiche che li o altrove si evolvono».
«Il mio appello – incalza Michele Albanese – va al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che di recente ha incontrato Ruotolo e anche il sottoscritto, per capire i movimenti dentro i quali sono maturate le minacce, ma anche l’importanza del giornalismo di inchiesta in questo paese. Ricordo bene cosa mi disse il Presidente Conte, con l’obiettivo di sostenere la nostra azione in un momento difficile della nostra vita di cronisti sotto scorta. Spero – conclude il responsabile Fnsi per la legalità – che quelle parole diventino adesso una pietra di impegno e di responsabilità dello Stato nei confronti di Sandro Ruotolo e dei giornalisti minacciati in Italia». (giornalistitalia.it) [2]

Morra: “Ruotolo, giornalista esposto, deve essere protetto”

“Ho sentito poco fa Sandro Ruotolo. Inutile dire che ha tutta la mia stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie. Per il suo impegno è stato minacciato, perché sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole”. Nell’esprimere la propria solidarietà a Ruotolo, il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, sottolinea che “si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.

Scorte, 600 persone destinatarie di servizi di tutela

Sono circa 600 in Italia le persone destinatarie di un servizio di scorta. Quasi la metà di coloro che  usufruiscono di una forma di protezione sono magistrati, a seguire una settantina di esponenti politici nazionali e locali. A completare l’elenco delle categorie sottoposte a forme di tutela esponenti di governo, dirigenti della pubblica amministrazione, imprenditori, alti  gradi militari, esponenti sindacali, religiosi e giornalisti (una ventina).
Ad assicurare il dispositivo generale di protezione provvedono circa 3.000 appartenenti alle varie forze dell’ordine. Circa 200 milioni di euro il costo annuo complessivo per il servizio scorte. Ad assegnare le scorte, in presenza di un rischio concreto, è uno specifico ufficio del Viminale, l’Ucis, che modula i servizi di protezione attraverso livelli di vigilanza progressivi a seconda della valutazione del livello di rischio per il destinatario della tutela.
L’Ucis (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza) è istituito all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza e ha compiti di “gestione complessiva dell’apparato di protezione attraverso la raccolta e l’analisi coordinata delle informazioni relative alle situazioni personali di rischio”. (adnkronos)

Fnsi: “Una scelta incomprensibile, pericolosa”

“Una scelta incomprensibile, pericolosa” che metterebbe Sandro Ruotolo “in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”. È quanto scrivono il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e il presidente Giuseppe Giulietti in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dicendosi “certi che non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno in questa battaglia di civiltà e di libertà”.
La Fnsi ricorda, inoltre, che recentemente a Napoli lo stesso Conte “ha avuto modo di apprezzare il coraggio e l’autorevolezza professionale di Ruotolo e avrà modo di ribadire anche la sua contrarietà a questa decisione”.

Odg: “Scelta non supportata da una valutazione ponderata”

“Saremmo felici se fossero cessate le esigenze di massima tutela per Sandro Ruotolo. Siamo, invece, molto preoccupati perché la decisione non appare supportata da valutazione ponderata”. Questo il commento di Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, secondo il quale “una scelta del genere va spiegata con trasparenza perché la tutela di un giornalista fortemente esposto riguarda l’opinione pubblica e l’idea di Paese che il governo ha”.