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1° maggio: Ministero dei Beni culturali con la Fnsi

[1]REGGIO CALABRIA – Un “Primo maggio” che coniughi i temi del lavoro e della libertà di stampa con uno sforzo concreto per promuovere e raccontare il patrimonio culturale italiano, a partire dalle meraviglie custodite nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: la Federazione Nazionale della Stampa Italiana si appresta a celebrare così, nel segno di un sempre più fattivo dialogo culturale, la sua prima “Festa del Lavoro” (in programma domani, martedì 1° maggio, dalle ore 9.30 alle 17.30, all’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella – sede del Consiglio regionale della Calabria, in via Cardinale Portanova – dove si svolgerà l’intensa giornata di dibattito e confronto con i vertici di tutti gli organismi di categoria della Stampa italiana, direttori, giornalisti, forze civili e politiche).
Una finestra della manifestazione della Fnsi, nella città della Fata Morgana, si aprirà proprio sull’immensa ricchezza – di arte, bellezza e storia – che caratterizza la regione, nella certezza che informazione e patrimonio possano condividere un buon pezzo di strada comune, proprio perché entrambi orientati alla medesima meta: la conoscenza.
Da questo presupposto è nata la scelta del segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, di invitare al dibattito del primo maggio a Reggio Calabria i rappresentanti del Ministero per i Beni culturali: dal segretario calabrese del Mibact, Salvatore Patamia, alla soprintendente Anna Maria Guiducci e al direttore del Museo Archeologico Nazionale, Carmelo Malacrino, insieme all’addetta alla comunicazione del polo reggino, Emanuela Bambara. Rappresentanti statali della Cultura ai quali la Fnsi ha rivolto l’invito a condividere, durante i lavori con i giornalisti nell’auditorium Calipari, conquiste e urgenze di un patrimonio su cui urge tenere accesi i riflettori dell’informazione.
Sarà questo un modo per puntare lo sguardo su come la stampa possa farsi portavoce di un patrimonio da comunicare e condividere, tanto nelle buone prassi quanto nei casi in cui la denuncia possa e debba mettere in luce cosa tuttavia non funzioni ancora come dovrebbe.
Alla fine della giornata a Palazzo Campanella, i giornalisti potranno visitare il ricco Museo di Reggio Calabria, collocato nello storico ed interamente riqualificato Palazzo Piacentini. Dai reperti delle età più antiche fino alla Magna Graecia e passando per la florida Rhegium, per concludere con la visita ai magnifici Bronzi di Riace (si ricorda che per i giornalisti l’ingresso al Museo è gratuito, alle condizioni stabilite dalla circolare n. 54/2016 del Mibact: «esibizione della tessera di appartenenza all’Ordine dei giornalisti, in corso di validità, comprovante l’attività professionale esercitata. La validità della tessera si accerta a seguito della verifica della presenza del timbro annuale apposto dall’Ordine regionale dei giornalisti o del relativo “bollino 2018”, riferiti appunto all’annualità in corso. Tali agevolazioni – rammenta la circolare – che avranno validità sino al 7 settembre 2019, rispondono espressamente alla finalità di favorire e promuovere la diffusione e la conoscenza presso il pubblico, attraverso gli organi di informazione, delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, che, a tenore della normativa vigente, sono perseguite istituzionalmente dai musei e dai luoghi della cultura statali»). (giornalistitalia.it) [2]